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Secondo uno psicologo i padri devono impedire ai figli di giocare a Fortnite

Videogiochi e violenza, videogiochi e dipendenza, videogiochi come cattivo esempio per i bambini. Quante volte abbiamo ascoltato e letto cose di questo genere? Tantissime, anche troppe. Abbiamo anche letto ricerche che invece affermano l’esatto opposto, cioè che i videogame non hanno alcuna correlazione con i comportamenti violenti. Sulla questione si sono dette tante cose, giuste e sbagliate, e a supporto delle varie tesi non si sono sprecati  pareri di esperti, di professionisti e a volte anche di chi semplicemente doveva intervenire per fare prendersi il gettone di presenza. A questi pareri se ne aggiunge un altro, quello dello psicologo statunitense Leonard Sax che si focalizza nel suo intervento su uno die titoli di maggior successo degli ultimi anni: Fortnite.

Fortnite: un videogioco da negare ai figli

Lo psicologo americano Leonard Sax ha dichiarato che i genitori non dovrebbero permettere ai loro figli di giocare a Fortnite Battle Royale, perché l’obiettivo del gioco è “uccidere altri umani”.

Sax, la cui specialità è focalizzata sulla salute mentale dei giovani, ritiene che giocare a Fortnite sia particolarmente negativo. All’inizio, la sua argomentazione ha seguito un percorso piuttosto classico quando si è trattato di criticare i videogiochi:

Giocare ai videogiochi in cui l’obiettivo è uccidere le persone, giochi come Fortnite, alla fine desensibilizzano i giocatori in termini di violenza.

Il nemico per Sax, dunque, non è Fortnite in sé per sé, ma i videogiochi in cui si uccidono altri esseri umani e Fortnite è stato portato come esempio. Sax ha voluto dare dei consigli ai genitori:

I genitori dovrebbero avere il coraggio di dire, ‘Questo non è buono’. I bambini hanno bisogno di imparare le abilità sociali faccia a faccia. Devono essere fisicamente attivi, preferibilmente all’aperto. Hanno bisogno di dormire bene la notte. Un ragazzo ossessionato da Fortnite ha meno probabilità di fare qualcuna di queste cose.

Successivamente, Sax ha continuato a esprimere la sua preoccupazione per lo sviluppo intellettuale dei più giovani:

Nessun bambino nasce desiderando di essere un grande scienziato, compositore, insegnante o imprenditore, devono imparare la portata delle possibilità umane oltre ciò che vedono in un videogioco che presenta animazioni come quelle di Fortnite.

Sax non è stata l’unica personalità che ha dispensato critiche nei confronti del gioco di Epic Games. Matthew Hancock, Segretario di Stato per la Cultura nel Regno Unito, ha anche espresso preoccupazione per le ore che i bambini dedicano quotidianamente a Fortnite. Anne Longfield, membro della commissione per l’infanzia nel Regno Unito, ha aggiunto quanto segue:

Le società di videogiochi hanno anche la responsabilità di garantire che i loro prodotti non catturino i bambini con caratteristiche di dipendenza.

Ricordiamo che Fortnite Battle Royale è un titolo multiplayer gratuito. La modalità battle royale è stata integrata in seguito all’uscita del gioco principale. Il titolo ci permette anche di raccogliere risorse e materiali per costruire strutture utili all’interno della mappa. Fortnite è disponibile su PC, PS4 e Xbox One, così come su iOS e presto lo sarà su Android.

This post was published on 15 Maggio 2018 11:46

Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale. Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario. Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa). Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage. La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 800 titoli.

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