Sbattere contro il muro per i record ? In Mario Kart 64 succede

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Di solito è abbastanza ovvio che gli speedrun dei videogiochi sono cose di finezza e precisione. A volte però per battere ogni record sembra che sia sufficiente lanciare il proprio bolide di Mario Kart 64 contro un muro per più volte.

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È esattamente quel che ha fatto Beck “abney317” Abney.

Abney è stato a lungo considerato uno dei migliori speedrunner attuali di Mario Kart 64. Detiene (e ha detenuto) una serie di record, comprese entrambe le categorie All Cups.

La sua ultima impresa si basa su una scoperta da parte degli appassionati del gioco. Vari giocatori hanno infatti compreso di recente che, correndo contro un muro a bordopista con un angolo e una velocità precisi, i giocatori possono ingannare il gioco facendogli credere di aver completato un giro completo.

Lo speedrunner ha quindi messo in campo la tecnica, e ha subito immortalato l’impresa su YouTube.

Il risultato finale può sembrare semplice, ma come la maggior parte delle tecniche di speedrunning, è il risultato di duro lavoro e dedizione.

La tecnica usata da Abney per stabilire il record del mondo sulla Luigi Raceway è stata realizzata grazie a una nuova tecnica di wall-clipping. I giocatori di Mario Kart 64 hanno recentemente scoperto che, nelle giuste circostanze, è possibile passare semplicemente attraverso i muri e gli angoli, che è tecnicamente il fenomeno di cui approfitta Abney.

Un complesso procedimento spiegato dal seguente video:

Nel rompere il suo record Abney ha senza dubbio “giocato sporco”, ma questa è una notizia che dimostra quanto i classici abbiano ancora molti piccoli segreti da nascondere.

Ora però siamo curiosi: siete di quei giocatori che amano fare retrogaming cercando sempre nuovi easter-egg o segreti nei giochi di un tempo? E vi siete mai imbattuti in casi di questo tipo?

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FONTE Kotaku

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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