Riot Games: pesanti accuse al CEO

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Il CEO di Riot Games Nicolo Laurent è stato citato in giudizio per molestie sessuali da una ex assistente esecutiva che sostiene di essere stata licenziata dal suo lavoro per aver rifiutato le sue avances. Riot Games ha detto che sta indagando sulle affermazioni e che avrebbe assunto uno studio legale esterno per condurre l’indagine.

La denuncia legale è stata presentata dall’ex assistente esecutiva Sharon O’Donnell, che è stata licenziata da Riot Games nel luglio 2020. Secondo quanto riportato da Vice, la causa sostiene che Laurent avrebbe molestato pesantemente Sharon O’Donnel, le avrebbe chiesto di viaggiare con lui fuori dal lavoro, e le ha detto di essere “più femminile”.

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I legali della O’Donnell affermano che la donna si è lamentata del comportamento di Laurent al dipartimento delle risorse umane di Riot Games, e sostiene che il suo licenziamento è legato a queste rimostranze.

In una dichiarazione, Riot Games ha detto che stanno indagando sulle accuse.

“Fondamentale per dare ai nostri supporter fiducia nel nostro impegno in un cambiamento culturale è prendere tutte le accuse di molestie o discriminazioni molto seriamente, indagando a fondo sulle denunce e prendendo provvedimenti contro chiunque si scopre che ha violato le nostre politiche. In questo caso, poiché alcune delle denunce riguardano un leader esecutivo, un comitato speciale del nostro consiglio di amministrazione sta supervisionando l’indagine, che è condotta da uno studio legale esterno. (…) Il nostro CEO ha promesso la sua piena cooperazione e il suo sostegno durante questo processo, e siamo impegnati a garantire che tutte le rivendicazioni siano esplorate a fondo e risolte in modo appropriato”.

Riot Games ha poi negato che il licenziamento della O’Donnell sia legato alle sue proteste contro il comportamento di Laurent. “Un argomento che possiamo affrontare immediatamente è il reclamo della querelante sulla sua separazione da Riot. La querelante è stata licenziata dalla società più di sette mesi fa sulla base di molteplici denunce ben documentate da una varietà di persone. Qualsiasi suggerimento contrario è semplicemente falso”.

I legali della O’Donnell sostengono anche l’azienda sarebbe molto indietro con i pagamenti, compresi quelli de gli straordinari, e che spesso non le sarebbero state concesse pause pasto. Se fosse vero, la causa sostiene che questa sarebbe una violazione del “Codice del lavoro e degli ordini salariali applicabili della California.

Riot Games è già messa sotto accusa da diversi suoi dipendenti ed ex dipendenti per casi di molestie sessuali, in particolare in un report di Kotaku nel 2018. Nel 2019, hanno risolto una causa intentata per conto delle dipendenti donne dell’azienda, anche se rimangono invischiati in procedimenti legali correlati anche ora. Nel 2020 c’è stato invece il licenziamento di un dirigente per aver condiviso un post razzista su Facebook.

Al momento Riot Games afferma che Laurent continuerà a lavorare normalmente mentre l’indagine è in corso.

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FONTE Rock, Paper, Shotgun

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
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