Arriva Dreamers, il nuovo videogioco di PlaySys

L’italia non è esattamente una nazione sulla cresta dell’onda per quanto riguarda lo sviluppo di videogiochi. Noi italiani, tolto il recente Mario + Rabbids abbiamo fatto parlare poco di noi nel mercato internazionale.

Per questo motivo ogni qual volta qualcuno prova a tirare fuori un videogioco di dimensioni piccolo/medie è importante annunciare e mostrare ciò che siamo capaci di fare.

Ecco DREAMERS.

Dreamers: un videogioco made in italy.

PlaySys è una compagnia italiana che ha sviluppato videogiochi per mobile eper il mondo della realtà virtuale. Con un comunicato stampa la compagnia ha annunciato di essere al lavoro su DREAMERS, il suo primo videogioco tridimensionale open world destinato alle console Sony.

DREAMERS (scritto tutto maiuscolo, mi raccompando), è un’ avventura tridimensionale open world con un gameplay abbastanza variegato che mescola l’esplorazione alla risoluzione di enigmi, il tutto mentre si è all’interno di un mondo ancora parzialmente inesplorato.

Il titolo è un videogioco single player con meccaniche che permettono l’utilizzo cooperativo di più personaggi. A tutto questo si aggiungono puzzle ambientali, sfide sempre differenti, veicoli da guidare e da potenziare: il tutto in una grande mappa, piena di missioni secondarie e di oggetti collezionabili.

Tutto questo è stato realizzato nel tentativo di creare un prodotto per tutti, senza barriere di difficoltà o game over, orientato verso un pubblico nostalgico del passato e verso i nuovissimi giocatori, quelli che per la prima volta si stanno approcciando al prodotto videoludico.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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