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L’avete riconosciuto? Faceva battute sugli stupri, è diventato un personaggio di South Park e la sua faccia è ovunque su YouTube

PewDiePie da piccolo

Classe 1989, il bambino biondissimo che avete visto in copertina è nato in Svezia, precisamente nella città di Göteborg (in italiano Gotemburgo), sita nella Svezia meridionale.

Il suo nome completo è Felix Arvid Ulf Kjellberg, ma su YouTube e sulle piattaforme social è meglio noto con il nome di PewDiePie.

Chi è PewDiePie

Felix Kjellberg ha iniziato a pubblicare contenuti sul suo canale PewDiePie a partire dal 2010, prediligendo video in cui mostrava agli spettatori le sue partite a videogiochi di genere prevalentemente horror ed action.
Nel corso dei due anni successivi il suo canale YouTube ha ottenuto una crescita a livello di iscritti davvero ragguardevole, arrivando a raggiungere la soglia di di 1 milione di iscritti nel Luglio 2012, – ai tempi un traguardo importante riservato a pochi -.
Da quel momento, PewDiePie ha iniziato a variare i suoi contenuti, includendo vlog, video musicali e mini show.

Solo un anno dopo, nel 2013, il canale del giovane svedese ha conquistato il titolo di canale YouTube con il maggior numero di iscritti al mondo.
Titolo che ha mantenuto fino al 2019, quando è stato superato da T-Series, ovvero il canale della più importante etichetta discografica/studio cinematografico indiano fondato nel 1983.
Se però consideriamo esclusivamente i canali “individuali”, Felix è ancora primo in classifica, con ben 108 milioni di iscritti.

Nel tempo, i video caricati da PewDiePie hanno collezionato oltre 26 miliardi di click. Un numero davvero pazzesco.

Da grandi numeri derivano grandi responsabilità

Si sa: quando si ottiene una grande visibilità online bisognerebbe sempre attenersi a comportamenti responsabili e tenere in considerazione il fatto di essere, volente o nolente, figure di riferimento per gli utenti, spettatori o follower che dir si voglia.
A tal proposito, è facile inciampare su battute scomode, comportamenti fuori luogo o esclamazioni maleducate che possono portare a beccarsi grosse shitstorm che, a questi livelli di notorietà, potrebbero avere un peso economico (e, chiaramente, di immagine) non indifferente.

Come avrete capito, è successo anche al nostro PewDiePie. E più di una volta.

Sono due gli episodi che più di tutti hanno avuto una risonanza importante, finendo su importanti testate giornalistiche e sopitesi, solo in parte, a seguito delle pubbliche scuse di Felix.

Leggi anche: Pewdiepie contro T-Series

Stiamo parlando dell’accusa di aver messo in atto ripetuti r*pe jokes nei video, durante i gameplay, comportamento becero culminato addirittura con la pubblicazione di una canzone dal titolo “It’s R*ping Time”, apparsa sul canale e poi rimossa nel 2013.

Nel Gennaio 2017, inoltre, il famoso youtuber ha pubblicato un video in cui incoraggiava due performer a ballare sulla piattaforma Fiverr, (un sito che permette agli utenti di vendere qualunque cosa per 5 dollari), esponendo una scritta antisemita su un piccolo cartello.
Inutile dire che non tutti hanno trovato divertente quello che è stato definito e minimizzato dallo stesso autore come “scherzo”. E la vicenda è andata avanti per mesi, nonostante le pubbliche scuse di Pewds.

Nonostante tutto, PewDiePie è tuttora uno dei volti più noti e seguiti del web, tanto da essere finito su South Park, la nota e (spesso) controversa serie animata americana, con un cameo in cui impersona proprio sè stesso in un video.


Articolo a cura di Marta Verì

Ho 25 anni e una laurea in Giurisprudenza.
Non lo so nemmeno io perchè né come.
Mi piacciono la musica, la verdura e Asuka Soryu Langley: proprio in quest'ordine.
Scrivo tutto il giorno e, quando non mi lamento del futuro, canto.

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