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Persona 5, ecco come i Phantom Thieves possono alterare le sorti del franchise

Come ogni buon videogioco che si rispetti, gran parte del suo successo può essere attribuito alla forza e alla caratterizzazione psicologica dei suoi personaggi.

Il successo di Persona 5 è dovuto, oltre alla trama eccellente e un level design sopraffino, ai Phantom Thieves, il cast stellare composto da giovani liceali con una doppia e misteriosa identità.

All’interno del gruppo non esiste nessuno di meno importante e le dinamiche presenti: le frecciatine, i dubbi, le perplessità, i conflitti, i momenti di gioia, sono un valore aggiunto per le personalità di Joker e co. già caratterizzate in maniera eccellente, dando loro una credibilità realistica nella quale ognuno di noi può rispecchiarsi.

Il personaggio silente di Joker che impersonifica la nostra personalità (o avatar all’interno della storia) non è mai così freddo e distante. Le varie opzioni di dialogo che denotato una punta di sarcasmo, tenerezza o indifferenza, ci aiutano a modellarlo non solo alla nostra personalità ma anche alla situazione nel suo insieme, rimanendo comunque un personaggio credibile senza mai rimanere “fuori dal coro”. Per via del successo di Persona 5 in tutto il mondo, il nostro Joker si è cucito, suo malgrado, un po’ il simbolo dell’intero franchise, laddove Yu Narukami o Makoto Yuki, rispettivamente personaggi principali di Persona 4 e Persona 3, non ci sono riusciti.

L’incredibile successo di Persona 5 ci fa porre una domanda, tanto semplice quanto complessa: cosa ci potrà mai essere dopo i Phantom Thieves?

I precedenti titoli di Persona ci fanno presagire che i personaggi ritorneranno in veste di cameo o protagonisti di spin-off (dai picchiaduro ai dungeon crawler, di cui già sono protagonisti). Molti fan si augurano un ritorno dei Phantom Thieves come personaggi giocabili, creando così un vero e proprio spin-off nello spin-off, perdonate il gioco di parole (Persona è già una saga parallela a Shin Megami Tensei).

Eppure la cosa che fa sorridere è che l’intera trama di Persona 5 si basa su quanto possa essere pericoloso diventare famosi, cosa significa sottostare al giudizio di internet e delle masse, insegnandoci che perseguire l’approvazione del pubblico, piuttosto che mettere in atto la giustizia – in cui credono fermamente i ladri fantasma – sia un gioco destinato a fallire miseramente. Gloria eterna o giustizia immediata? Le dinamiche di gruppo oscillano da un lato all’altro di questo dilemma per l’intera narrazione, con Ryuji in particolare che ha voglia di smascherarsi, rendendo pubblica la sua identità e quella dei suoi amici.

Seppur vero che Atlus ha già provato a dare un sequel a Persona 2 (una dualogia) Innocent Sin ed Eternal Punishment, usciti in Occidente su PSP dopo quasi dieci anni dal debutto nel Sol Levante a causa di strane scelte di marketing, non ha più riproposto la stessa cosa per gli altri capitoli della saga ma solo rifacimenti o versioni complete, come è successo con Persona 4 Golden o Persona 5 Royal.

I fan dei provetti Arsené Lupin possono comunque dormire sonni tranquilli con l’arrivo ormai certo di Persona 5 Scramble in Occidente. Non sarà la stessa cosa, mancherà la componente role-playing o la struttura da dating-sim ma rimane un godibile hack ‘n slash divertente e che amplia le gesta dei liceali mascherati.

Persona 6 può inglobare i successi dei Phantom Thieves e fare del loro senso di giustizia un elemento presente all’interno di quel mondo, come se lasciasse un’eredità, uno strascico ben visibile in quel contesto, e non basarsi esclusivamente su cameo o riferimenti velati all’interno dei dialoghi. Gli eventi di Persona 5 possono funzionare nell’arco narrativo di un inedito capitolo come punto di svolta, come un evento storico che risuona anche a distanza di anni. Sarebbe un escamotage un po’ rivoluzionario per la serie che pone – come già ha sperimentato in precedenza – tutti i capitoli della saga di Persona nello stesso universo narrativo, dando così una continuity non indifferente e sicuramente apprezzabile da parte dei fan della saga. Come nei cinecomics.

Persona 5 ha ancora molte storie avvincenti da approfondire. Sarebbe bello seguire la vita di Joker all’università o guardare Yusuke diventare un’artista di successo. Il tempo ci dirà quale sarà il destino di Atlus e dei Phantom Thieves.

Secondo Persona Central, in soli tre mesi, da Luglio a Settembre, il franchise di Persona ha collezionato 300.000 copie vendute tra Persona 5, Persona 5 Royal, Persona 5 Scramble (solo in Giappone) e Persona 4 Golden, un vero e proprio successo il suo debutto sulla piattaforma Steam. Questo porta ad un totale di 1.5 milioni di copie vendute nel corso del 2020, diventando un anno fiorente in termini di vendita. Un successo mai visto prima che, sicuramente, porterà Atlus a rivedere le sue strategie di mercato.

Un enorme successo che pone Persona alla pari di altri titoli JRPG di successo, come Final Fantasy e Dragon Quest. Persona 5 sarà presente all’interno della Playstation Plus Collection disponibile al lancio di PS5 per tutti gli abbonati, mentre Persona 5 Royal è disponibile per PS4 (qui la nostra recensione).

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