PT di Kojima non è (più) giocabile su PS5, per decisione di Konami

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PT, il famigerato e sfortunato trailer giocabile di Silent Hills di Hideo Kojima, non sarà giocabile su PS5 per volontà di Konami, cosa invece possibile fino a pochi giorni fa e testimoniata da alcuni giornalisti.

Solo poche settimane fa Polygon e GamesRadar avevano testato la demo su PlayStation 5, e sembra che la completa compatibilità di P.T. con PS5 sia rimasta una realtà sino a qualche giorno fa, quando il gioco è diventato inaccessibile in modo inaspettato.

Contattata in merito, Sony stessa ha chiarito che Konami stessa avrebbe richiesto che l’azienda madre di PlayStation inibisse la compatibilità del gioco di Kojima con PlayStation 5, in quanto legato a un progetto ormai cancellato da anni.

P.T., già tolto dal PlayStation Store dall’aprile 2015, diventa quindi ufficialmente destinato a restare sulle PlayStation 4 dei fortunati che non l’hanno mai cancellato, facendo potenzialmente di quegli esemplari di console oggetti sempre più preziosi.

La schermata di avvio di PS5 con P.T. installato proverebbe la compatibilità del gioco con la console next-gen

Una triste “fine” per un progetto che nonostante il suo stato seminale ha aiutato a dare propulsione a un intero genere-quello del survival horror in prima persona-e che ancor oggi è omaggiato, “desiderato” e fatto oggetto di culti dai suoi fan.

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FONTE Gematsu

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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