Per Phil Spencer Xbox Game Pass è un servizio sostenibile al prezzo attuale

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In un’intervista al podcast Dropped Frames, il boss di Xbox Phil Spencer si è detto convinto che il prezzo di Xbox Game Pass non è destinato a levitare e che al momento il servizio è “assolutamente sostenibile” per Microsoft.

La questione della sostenibilità di ambiziosi servizi in abbonamento come Game Pass o Netflix per le loro aziende è da molto tempo al centro dei dibattiti di critici e analisti del mondo dell’intrattenimento, e nel caso di Game Pass le domande su un possibile aumento dei prezzi si sono moltiplicate dopo l’acquisizione del gruppo ZeniMax e l’annunciata inclusione di vari kolossal di Bethesda (e non solo) nel suo catalogo.

Tuttavia, Spencer si dice convinto che non sarà così, aggiungendo che uno dei punti di forza ai quali Microsoft non intende rinunciare è proprio quello di un’accessibilità economica al servizio.

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Spencer ha inoltre rivelato che vari sviluppatori del network di Microsoft continuino a interrogarsi sulla questione e a sottoporla al CEO di Xbox, ma a quanto pare il grande capo ha le idee chiare in merito.

Il vantaggio [di Xbox Game Pass] è che possiamo correre più rischi di quanto un modello di vendita al dettaglio puro consenta“, ha spiegato Spencer più avanti nel podcast. “Possiamo continuare a usare questo servizio perché sappiamo che faremo in modo che milioni di giocatori di Game Pass si impegnino e giochino“.

Al momento, Xbox Game Pass conterebbe circa 15 milioni di abbonati e di recente anche EA è atterrata sulla piattaforma col suo abbonamento EA Play, mentre presto il servizio arriverà a includere lo streaming cloud.

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FONTE VG 24/7

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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