Payday 3 è ancora vivo e si mostra in uno screenshot

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“Crime game” carismatico, capace di restituire le atmosfere di film come Point Break o Heat – La Sifda, Payday è un brand che, arrivato alle soglie del terzo episodio, negli ultimi anni ha sofferto un calvario a causa dei problemi finanziari del suo editore Starbreeze, che hanno minacciato di stroncare la vita della serie. Oggi Payday 3 si mostra finalmente al pubblico, anche se con uno screenshot non molto chiaro dando un segnodi vita.

Lo screenshot arriva dritto dall’account ufficiale della serie che, pur non mostrando poi chissà cosa, conferma e dà l’idea del passaggio dello studio a Unreal Engine, di fatto traghettando la saga in una dimensione più vicina alla next gen.

Il progetto era stato annunciato nel 2017, tuttavia come accennato prima la gestione di Overkill da parte dell’ex-CEO Bo Anderson aveva creato grossi problemi finanziari e legali per l’azienda a causa di una gestione disastrosa della produzione di Overkill’s The Walking Dead, che aveva portato non solo alla cancellazione di alcune versioni del gioco ma anche perdite finanziarie davvero gravi (qui la storia completa).

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Payday 2 (2013)

Per fortuna la crisi è stata appianata dall’intervento di un CEO ad interim, che nel giro di poco è riuscito a stabilizzare la situazione annunciando che sia Payday 3 che altri progetti erano stati preservati dai problemi dello studio. Lo stesso Payday 3 era stato confermato nel corso dello scorso anno, e la release fissata al 2022 o 2023.

Quanti di voi si sono appassionati alla serie nel corso degli anni? E quanti hanno cominciato la settimana ammirando la screenshot con gli occhi a cuoricino?

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FONTE Dualshockers

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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