Il mondo dei videogiochi non è esente da comportamenti scorretti e che vanno contro l’etica del lavoro. Spionaggio industriale e mobbing non sono fenomeni sconosciuti a chi lavora in uno staff che sviluppa videogame. Può sembrare un mondo patinato, ma la mole di lavoro e le tempistiche da rispettare possono portare anche a casi di elevato stress e altri fattori poco piacevoli.

Come succede in altri ambiti, inoltre, può capitare che un’azienda provi a rubare la forza lavoro ad altri per potenziare se stessa e andare a inficiare il lavoro altrui. Secondo Cliff Bleszinski, non un nome qualunque, il suo staff starebbe subendo proprio questo da parte di Epic Games. Le accuse sono chiare: l’ex game designer di Epic Games accusa lo studio di volergli rubare i dipendenti che ora lavorano per lui presso Boss Key, la sua nuova azienda di videogiochi.

Cliff muove le sue accuse con un tweet pungente.

Epic vuole rubare lo staff che lavora a Radical Heights?

Andiamo con ordine. Cliff Blieszinski non lavora più per Epic Games. Il game designer ha co-fondato un nuovo studio che si chiama Boss Key. Se questo nome vi dice qualcosa è perché si tratta dello sviluppatore di LawBreakers, uno sparatutto competitivo che finora non ha fatto breccia nei cuori dei giocatori.

Attualmente Boss Key sta lavorando a Radical Heights, un nuovo battle royale. Cliff ha affermato infatti che c’è spazio anche per altri titoli di questo genere, non solo per PUBG e Fortnite (quest’ultimo sviluppato proprio da Epic Games).

L’accusa mossa da Cliff è che ora Epic abbia intenzione, a sua insaputa, di allargare il proprio studio in modo illecito e immorale, cercando di contattare i membri dello staff di Boss Key. Glieli vuole rubare, insomma. Il tweet qui sopra chiarisce perfettamente la posizione di Bleszinski, il quale invita Epic a smetterla di fare manovre di questo tipo.

Ehi, @epicgames, potresti smettere di provare a ingaggiare la mia squadra? Abbiamo appena lanciato @Radical_Heights su UE4 e sono davvero contento di come sta andando.

Questo recita l’alterato cinguettio.

Non ci sono dettagli su quali dipendenti Epic avrebbe messo gli occhi. L’accusa è pesante e sorprende non poco. Epic Games è un’azienda che può vantare grande competenza, perché dovrebbe ricorrere a certi stratagemmi? Da parte dello studio di sviluppo non c’è stato ancora alcun chiarimento sulla faccenda. Nessuna smentita e nessuna risposta diretta o indiretta alle parole di Cliff.

Va ricordato, inoltre, che queste affermazioni arrivano dopo che Arjan Brussee, l’altro co-fondatore di Boss Key, ha lasciato lo studio per andare a lavorare proprio su un progetto segreto di Epic. La nuova carriera di Cliff non è cominciata nel migliore dei modi.

Lo sparatutto LawBreakers ha faticato a conquistare il pubblico. Bleszinski e Brussee stesso non sono riusciti a partorire un piano per salvare il titolo da una fine prematura. Il CEO di Boss Key ha annunciato, infatti, all’inizio di questo mese che non sta più lavorando su LawBreakers. Il genere degli sparatutto a eroi è monopolizzato da Overwatch che non sembra scricchiolare nemmeno un po’.

L’azienda ora ha riversato i suoi sforzi nello sviluppo del suo primo battle royale, Radical Heights, in un mercato che sta riscoprendo questo genere e attualmente dominato da Fortnite e PlayerUnknown’s Battlegrounds. Anche in questo caso, dunque, la sfida di Boss Key è ardua da superare.

La spiegazione che possiamo dare a questa faccenda è che Epic Games stia cercando di dare una seconda opportunità ai membri dello staff di Boss Key, vista la poca fortuna ottenuta fino ad ora.

Lo stesso Cliff Bleszinsni, tra l’altro, è consapevole che sviluppare oggi un battle royale può risultare un’arma a doppio taglio. Rispondendo a un altro utente su Twitter, ha dichiarato: “Abbiamo molti modi per fare nostro il genere del Battle Royale, ma potrebbe non bastare se Epic continua a farlo”.

Una battaglia tra persone che si erano tanto amate. Rimanete sintonizzati sul nostro sito per eventuali aggiornamenti sulla questione.