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Unreal Engine 5 nella Next Gen sarà immune alla dieta, si prevedono file GIGANTI

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L’esordio di Unreal Engine 5 e delle sue meraviglie tecniche hanno probabilmente entusiasmato molti programmatori, ma a distanza di qualche settimana iniziano a sorgere alcuni dubbi su quali potrebbero essere i costi di tale magnificenza.

Secondo Ryan Shah, sviluppatore attivo nello studio indipendente Kitasus and Friends, ciò che il nuovo motore grafico promette di fare è straordinario (soprattutto in termini di creazione di asset mediante il sistema Nantine), ma la nuova tecnologia potrebbe influire sul peso dei giochi che andremo a scaricare.

Facendo qualche esempio Shah parla delle dimensioni di Call of Duty: Warzone, che già ha spinto molto in alto la quota di spazio necessario nei nostri dispositivi: quanto ancora potrebbe salire con l’arrivo di UE5?

Insomma, il timore sembra essere “giochi più grandi, giochi più pesanti per tutti”, soprattutto tenendo presente la quantità di dati che andranno a comporre i file di gioco a tutti i livelli.

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I timori di Shah si trasformeranno in realtà, soprattutto in un momento nel quale quasi tutte le attività di download e aggiornamento dei nostri giochi devono basarsi su una rete spesso inaffidabile?

Per approfondire, una riflessione del nostro Riccardo sulla dimensione dei giochi di ultima generazione, che sembra mettere il focus su altri elementi rispetto all’engine.

FONTE Gamingbolt

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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