L’ex boss della PlayStation afferma che lo sviluppo dei titoli AAA è insostenibile

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Shawn Layden, l’ex boss di PlayStation ha rivelato i suoi pensieri per quanto riguarda i titoli AAA (tripla A): crede che al giorno d’oggi siano insostenibili. Lo ha fatto in un discorso tenutosi durante la conferenza Gamelab Live.

L’ex boss afferma che generalmente i costi di sviluppo di un titolo raddoppiano in ogni nuova generazione. Questa situazione, alla lunga diventerà insostenibile, non può continuare nelle prossime generazioni.

Sviluppare videogiochi costa sempre di più

C’era un tempo in cui i costi di produzione per un videogioco tripla A si aggiravano intorno ad un milione di dollari. Adesso è impressionante come la situazione sia cambiata. Oggi infatti si parla di cifre che oscillano tra gli 80 e i 150 milioni di dollari. In futuro queste aumenteranno sicuramente.

Non credo che nella prossima generazione sia possibile prendere questi numeri, moltiplicarli per due e credere che in questo modo sia possibile crescere. Credo che l’industria ha bisogno di sedersi e pensare “Cosa stiamo costruendo? Quale è l’aspettativa del pubblico? Quale è il miglior modo per far conoscere la nostra storia e dobbiamo dire?”

Nonostante i costi di produzione siano aumentati, il prezzo dei titoli è rimasto sempre il medesimo, ovvero, intorno ai $59,99. Secondo Shawn il blocco della fascia di prezzo sarà proprio il motivo che renderà questo modello a lungo andare insostenibile.

Ovviamente le software house hanno provato ad arginare il problema integrando le microtansazioni. Season pass, skin cosmetiche e altro sono metodi per aumentare i profitti di un titolo. Se una volta questa tipologia di contenuti erano rari adesso rientra nella norma. Al contrario, adesso è un fatto eccezionale se un gioco non ha contenuti scaricabili o season pass.

Layden non è l’unico che pensa che il mercato dei tripla A sia insostenibile: già nel 2012 Alex Hutchinson si aspettava una crescita difficile per i costi di produzione dei titoli. Attualmente Hutchinson lavora presso Typhoon Studios, i creatori di Journey to the Savage. La software house è stata acquisita da Google Stadia l’anno scorso.