Resident Evil: Village potrebbe essere ambientato in Romania

resident evil village sarà ambientato in romania

Assistendo al reveal trailer di Resident Evil: Village, tutti siamo rimasti incantati dalla tetra bellezza delle ambientazioni. Il villaggio trasuda superstizione e stregoneria da ogni anfratto, l’atmosfera funerea è palpabile e lo stile ricalca la visione – un po’ stereotipata – che molteplici designer hanno dell’Europa degli inizi del Novecento.

L’Europa ha fatto da sfondo a Resident Evil 4, ambientato in Spagna, presso il villaggio El Pueblo, e pare abbia fatto breccia nei cuori degli sviluppatori, i quali potrebbero aver scelto come location principale dell’ottavo capitolo un paese coerente con le storie occulte che Capcom vorrà raccontarci: la Romania.

Quando si mettono nella stessa frase Romania e mistero, il pensiero viaggia fino alla Transilvania, la regione che ha dato i natali a Vlad l’Impalatore, il conte Dracula. No, non ci saranno vampiri in Resident Evil: Village, ma è comprensibile che il team possa aver fatto una scelta del genere, dato l’alone di mistero che aleggia sul paese europeo.

Queste supposizioni provengono da un video con i commenti degli sviluppatori in cui, al minuto 2.58, si intravede nel menu dell’inventario la valuta che i giocatori potranno usare per comprare – presumiamo – potenziamenti, nuove armi e oggetti.

In alto a destra, nella scheda ITEM c’è scritto “Lei“, il plurale di Leu, la moneta della Romania. Per i più pigri, ecco lo screenshot:

Non sappiamo se si tratterà della reale Romania o se il paese avrà un nome inventato ma fortemente ispirato a quella nazione, sappiamo solo che l’indizio è bello forte.

Vi piacerebbe come location? Vi ricordiamo che Resident Evil: Village sarà disponibile in una data non precisata del 2021 su PS5, Xbox Series X e PC.

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FONTE Siliconera

Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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