Caso Floyd: EA rinvia il trailer di Madden NFL 21 per protesta (ma rischia di farsi male)

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Il terribile caso di George Floyd, il cittadino afroamericano morto in seguito alle violenze di un agente durante un fermo della polizia di Minneapolis, ha ripercussioni anche nel mondo del videogioco: EA Games ha infatti deciso di rinviare il rilascio del trailer di Madden NFL 21, previsto per oggi.

La decisione ha motivazioni di solidarietà umana e politica verso Floyd, verso la sua famiglia e verso le proteste contro le discriminazione subite dalla comunità afro-americana negli ultimi anni.

La protesta di EA segue quella della National Football League (NFL, appunto), che nelle scorse ore aveva preso a sua volta posizione contro quanto accaduto. Essendo NFL una delle più “affezionate” collaboratrici di EA, nonché socio d’affari, la mossa non stupisce.

Tuttavia, potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio per la multinazionale. Nelle scorse ora, la stessa NFL era stata infatti accusata di avere un atteggiamento ipocrita, in quanto in precedenza lo stesso ente aveva condannato diverse eclatanti proteste antirazziste da parte dei suoi giocatori.

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Celebre è il caso di Colin Kaepernick, che nel 2016 aveva inscenato una protesta rifiutandosi di rimanere in piedi durante l’esecuzione dell’inno nazionale prima delle partite della stagione, e che per questo è stato di fatto espulso dal campionato nazionale.

Anche in quel caso, EA non era intervenuta in alcun modo sul caso.

La multinazionale del gaming è destinata a rimanere travolta dalla critica all’atteggiamento etico di NFL oppure la multinazionale e la lega sportiva riusciranno ad arginare le contestazioni?

Intanto, anche Naughty Dog si unisce alla protesta, con un comunicato nel quale esprime solidarietà verso la comunità afroamericana.

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FONTE Stevivor

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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