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The Last of Us-Part II: guerra aperta agli spoiler su Twitter

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A mali estremi, estremi rimedi: a quasi un mese dai leak che hanno travolto la fase finale del lancio di The Last of Us Part II, Naughty Dog ha adottato un’opzione sperimentale di Twitter che non permette il reply ai post, in modo da impedire il diffondersi di spoiler nei commenti.

Il primo esperimento è avvenuto nell’ultimo tweet di promozione dell’atteso action/adventure. Pur mantenendo abilitata le opzioni di condivisione e citazione, la funzione non permette di rispondere a meno che l’utente non sia stato citato nel post.

E’ ormai risaputo, infatti, che purtroppo l’odioso fenomeno avviene per lo più sotto i canali principali delle software house, una tecnica adottata per far sì che il danno sia ancor più devastante e coinvolga più utenti.

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La sconfitta dei social?

La misura sembra l’ideale per arginare quella che in queste settimane è diventata una vera propria piaga del web, capace di creare disagi a migliaia di giocatori.

Tuttavia, il fenomeno fa riflettere con amarezza sulle dimensioni questa pratica, che sembra ormai aver assunto dei caratteri che oseremmo chiamare dannosi.

Al contempo, fa pensare anche a quanto sia terribile il fatto che situazioni del genere costringano le major ad andare contro quella che è una delle caratteristiche dei social, ovvero la possibilità di incontro e scambio di informazioni fra utenti mediante le conversazioni in rete.

Una vera e propria “stortura” dei modi di utilizzo dei social, non c’è che dire.

Cosa ne pensate?

FONTE Gamespot

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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