Final Fantasy VII Remake: ecco perché sarà a episodi

Final Fantasy VII (remake), Cloud Strife

Final Fantasy VII Remake è senza dubbio uno dei titoli più attesi degli ultimi anni, in grado di tramandare alle nuove generazioni di giocatori un classico senza tempo in una nuova e scintillante confezione. Tuttavia c’è un elemento che fin dalle prime news approfondite ha diviso la critica e i fan: la sua annunciata struttura a episodi. Un’intervista promozionale a Yoshintori Kitase (produttore)e a Naoki Hamaguchi (co-regista) sul sito americano di Square Enix ha fatto luce proprio su questo lato dell’operazione.

Final Fantasy VII Remake, Cloud Strife,Tifa Lockhart

Un lavoro dettagliato

Sappiamo da tempo che quasi certamente FF VII Remake abbraccerà la fetta del gioco originale che andava dall’incipit fino alla fuga di Cloud da Midgar, lasciando il resto del narrato per futuri “sequel” (o “episodi”, se preferite). Per spiegare questa scelta Kitase e Hamaguchi hanno spiegato che all’inizio del progetto avevano davanti due opzioni.

La prima era quella di pubblicare il gioco in un formato “standard” che abbracciasse l’intera avventura, sacrificando tuttavia da una parte la possibilità di un minuzioso lavoro restyling dell’apparato grafico in grado da offrire una confezione di alta qualità, e dall’altra la possibilità di approfondire aspetti della trama non ben esplorati nell’originale.

Final Fantasy VII Remake, Cloud Strife, Sephiroth

L’altra-quella scelta-avrebbe invece permesso di valorizzare al meglio tutti gli aspetti del gioco, nella speranza di offrire al pubblico un prodotto più efficace. Se i vantaggi dal punto di vista tecnico sembrano ovvi, Kitase ha invece voluto commentare in maniera più marcata l’aspetto narrativo, spiegando come la struttura episodica abbia permesso a Square sia di approfondire e aggiungere parti di trama sia di caratterizzare meglio il setting, mostrando per esempio come alcune delle diverse parti della città sono collegate, e persino alcuni aspetti della cultura del posto.

La spiegazione sembra logica e interessante (ed è vero che un’operazione del genere potrebbe davvero donare nuova vita a un classico del videogioco), ma convincerà i fan di vecchia data? Oppure, al contrario, la divisione in capitoli finirà per essere additata come semplice strategia commerciale?

Lo scopriremo solo a partire dal 10 aprile, data di uscita di Final Fantasy VII Remake.

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FONTE DualShockers

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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