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GeForce Now fa arrabbiare 2K Games, Bethesda e Activision Blizzard

Nvidia, GeForce Now

Scontro fra major in casa di uno degli attori emergenti dello streaming videoludico: dopo Bethesda Softworks e Activision Blizzard anche 2K ha chiesto a GeForce Now, servizio Nvidia lanciato lo scorso mese in beta, di rimuovere i propri giochi dalla piattaforma. In tutti e tre i casi la motivazione sembra abbastanza bizzarra: Nvidia avrebbe infatti messo in streaming i titoli dei tre publisher (e non solo loro) senza il loro esplicito consenso a causa di quello che il colosso produttore di ha definito un “malinteso”.

Facciamo un passo indietro, tanto per contestualizzare. GeForce Now è un servizio di gioco in streaming sviluppato da Nvidia negli ultimi cinque anni e lanciato a febbraio. Il suo obiettivo/mission è quello di far sì che i giocatori di tutto il mondo possano provare la potenza grafica dei prodotti di Nvidia anche senza disporre di un computer potente, passo che potrebbe rivelarsi vincente all’interno di una strategia di fidealizzazione. Come avrete capito, infatti, i giochi streammati dagli utenti girano sulle macchine ottimizzate con componenti Nvidia (leggi “mostri a tre teste che tutti vorremmo avere in casa”).

Nel corso del lungo periodo di perfezionamento pre-lancio sia Activision che Bethesda e 2K hanno permesso a Nvidia di utilizzare i propri prodotti per testare la piattaforma, ma sembra che al termine di questa finestra temporale Nvidia abbia continuato a streammare i giochi senza che vi sia stato alcun vero e proprio accordo commerciale in merito. Questo almeno secondo quanto sostenuto dai tre publisher.

Una situazione paradossale le cui dinamiche interne reali sono al momento molto difficili da comprendere realmente, ma che danno idea di quanto complesso sia l’ambiente editoriale legato al nostro passatempo preferito. Certo è che, se la versione di Blizzard, Bethesda e 2K si rivelasse fondata, per GeForce Now la strada sarebbe tutta in salita (a dir poco).

FONTE Gamasutra

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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