Nintendo Japan non supporterà più la Wii originale a partire da marzo

Nintendo Wii

Avete presente quelle notizie che fanno comprendere come il tempo passi in modo spietato? Ecco, questa è una di quelle: nella giornata di oggi Nintendo Co. Ltd. Japan ha ufficializzato la fine del supporto tecnico per la Wii originale.

La console, lanciata in Giappone il 2 dicembre 2006, è stata un successo commerciale straordinario da 101, 63 milioni di unità vendute (dato diffuso alla fine di luglio 2016), divenendo uno dei maggiori successi commerciali di Nintendo.

Dopo il 31 marzo 2020, tuttavia, la divisione nipponica della major non offrirà più assistenza tecnica ai modelli appartenenti alla prima generazione della console presenti su territorio nipponico. La ragione è chiara: Nintendo non è più attiva nella produzione dei componenti della console, e dunque supportare un prodotto di ormai quattordici anni fa è ormai divenuto impossibile e persino controproducente. D’altro canto, non è chiaro se quest’annuncio avrà ripercussioni anche sul supporto clienti in altre geografiche (anche se ipotizzare che ciò accadrà molto presto è quantomeno realistico). In ogni caso, al momento Kotaku, fonte della news, sta tentando di ottenere chiarimenti in merito alla sorte della console nelle altre regioni.

Come dite? La notizia vi fa sentire vecchi?

Oh, tranquilli, non siete i soli a sentirvi così…

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FONTE Kotaku

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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