Dishonored: in arrivo il gioco di ruolo cartaceo

Dishonored, La Morte dell'esterno

Belle notizie per gli amanti del gdr da tavolo, dello steampunk e, soprattutto, del brand di Dishonored: come riportato da Polygon e DualShockers, l’ambientazione della celebre saga di Arkane Studio è stata scelta come setting del prossimo progetto di Modiphus, azienda dietro importanti versioni tabletop di brand come Star Trek, Conan e The Elder Scrolls.

Secondo il comunicato rilasciato ieri in serata, il manuale base di Dishonored uscirà quest’estate in lingua originale, sarà un tomo di circa 300 pagine e sarà basato su una “versione alleggerita” del D20 system.

Stando al comunicato stampa ufficiale, l’azienda ha lavorato a stretto contatto con il co-direttore creativo di Dishonored, Harvey Smith, e si è avvalsa della collaborazione con autori e disegnatori che hanno lavorato assieme ad Arkane Studio allo sviluppo della saga.

Descrivendo il gioco, Modiphus ha spiegato di essere rimasta quanto più vicina possibile alla filosofia del videogioco anche nel delineare il sistema di regolamento (denominato “Momentum System”), incentrato sul fornire al giocatore un prodotto dal taglio narrativo e dalle dinamiche veloci. Il tutto, ovviamente, traducendo il setting di Dishonored (componente “magica” compresa) in termini ruolistici.

Chris Burch, co-founder di Modiphus, ha inoltre precisato che il gioco è pensato sia per “ruolatori” non avvezzi alla lore del videogioco, sia per gli affezionati del brand. “Abbiamo progettato il gioco in modo che sia davvero accessibile-ha detto Burch-quindi i fan dei videogiochi che di solito non giocano ai giochi da tavolo si divertiranno a creare il proprio personaggio, a imparare il gioco e a vivere le proprie avventure“.

L’idea di un gioco di ruolo con questa ambientazione stuzzica non poco, vero? Beh, non ci resta che attendere per saperne di più.

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Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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