Project Mara, un nuovo videogioco dagli sviluppatori di Hellblade: Senua’s Sacrifice

project mara

Una delle avventure più sottovalutate della storia dei videogiochi moderni è senza dubbio Hellblade: Senua’s Sacrifice, un videogioco action adventure sviluppato da Ninja Theory e caratterizzato da tematiche difficilmente esplorate prima con quella dovizia di particolari.

E pensare che prima di Hellblade la software house inglese avesse nel suo curriculum principalmente action game di ottima fattura ma di tutt’altra matrice. Heavenly Sword, titolo di lancio di Playstation 3, non aveva dalla sua personaggi come Senua mentre Enslaved: A Journey To The West poteva vantare un worldbuilding molto interessante per la rilettura di una storia già vista e rivista altre mille volte senza la cura necessaria per sfondare.

Dal 2014 in poi sembra che lo studio abbia preso davvero a cuore la necessità di parlare di temi particolari, portando avanti una visione piuttosto unica all’interno dei videogiochi tripla A. Questo Project Mara è probabilmente il seguito di quella strada, possibile anche grazie all’aiuto monetario proveniente dall’acquisizione fatta da Microsoft.

Un nuovo gioco tra orrori e mentalità distorte.

Con un post sul blog ufficiale di Xbox la software house inglese Ninja Theory ha ufficialmente annunciato l’arrivo di un nuovo loro progetto chiamato Project Mara. Il titolo a detta degli sviluppatori sarà completamente sperimentale e sarà concentrato sul trovare nuove tecniche narrative con cui poter raccontare delle storie.

Project Mara sarà, a detta di Ninja Theory, un esperimento sulla rappresentazione tanto realistica quanto radicata del terrore mentale, una tematica già ampiamente esplorata dalla software house all’interno di Hellblade: Senua’s Sacrifice.

Il titolo si baserà su storie vere, veri e propri racconti dell’orrore analizzati in maniera scientifica e riportati a schermo con dovizia di particolari e con il massimo possibile dell’immersività.

L’obbiettivo del titolo, secondo quanto dichiarato dagli sviluppatori, sarà quello di ricreare gli orrori che una mente può provare nel modo più accurato e realistico possibile; la natura sperimentale del titolo (fortemente voluta da Microsoft), negli ottica degli sviluppatori, incoraggerà anche altre software house a lavorare su temi delicati e a portare più in là l’asticella della sperimentazione videoludica.

Questo videogioco sarà sviluppato anche grazie alla mole di dati raccolti attraverso il The Insight Project, un progetto di ricerca innovativo che mischia game design, psicologia e neuropsichiatria. Il progetto, portato avanti dal professore Paul Fletcher (docente di neuroscienze all’università di Cambridge) si prefigge l’obbiettivo di trattare i disturbi psichici e le malattie mentali attraverso l’utilizzo di mezzi videoludici.

Cosa sappiamo di Project Mara?

Dal punto di vista prettamente ludico/narrativo le informazioni su Project Mara sono ridotte all’osso. Il titolo sembra essere ambientato ai giorni nostri ed offrirà una struttura di gameplay legata ai resoconti dei pazienti affetti da disturbi mentali; l’obbiettivo finale sarà quello di scatenare l’orrore nei videogiocatori. Il titolo è stato annunciato all’interno del video diario Dreadnought con un teaser di pochi secondi.

Il teaser mostra giusto una ragazza terrorizzata dalla presenza di una creature spaventosa posta nelle ombre che circondano la figura femminile, all’interno di uno scenario che definire claustrofobico è riduttivo.

Come prevedibile nessuna informazione riguardante la data d’uscita del titolo; sappiamo soltanto che egli arriverà su PC e su Xbox Series X, esattamente come gli altri titoli in seno alla software house.

Inizia a dipanarsi la nebbia iniziata a propagarsi con la storia dei quattro videogiochi in sviluppo: con Project Mara, Hellblade 2: Senua’s Saga e Bleeding Edge rimane soltanto un nome da mettere in chiaro.

Se vi piace l’idea di poter vedere da vicino le malattie mentali ed i videogiochi ad esse connessi, vi consigliamo un articolo da noi redatto sull’argomento: Il videogioco non teme le malattie mentali

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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