Phil Spencer, Xbox ed il Giappone: progetti per il 2020 di Microsoft

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Microsoft e Sony sicuramente un po’ di fiato sul collo riguardante la presentazione delle nuove consoles se lo sentono. Durante il corso degli ultimi due mesi sono iniziate a fioccare le piccole prime informazioni, robe tipo la forma di Xbox Series X o il logotipo (e le specifiche tecniche) di Playstation 5.

Mentre il piano di publishing per la nuova console di Microsoft ha fatto discutere tutti quanti, il sapere che la console sarà la casa di giochi come Hellblade 2: Senua’s Sacrifice o Halo Infinite ha certamente fatto tirare un sospiro di sollievo.

Mentre un reveal ufficioso della nuova console Sony è atteso per il mese di Febbraio, Microsoft ha bisogno più che altro di racimolare qualche titolo extra da mostrare nella sua interezza ad un prossimo evento, al fine di cercare di guadagnare terreno dopo aver battuto tutti sulla velocità.

La strada percorsa dall’azienda di Redmond durante il corso degli ultimi anni lascia intuire una fame indecifrabile da parte di Microsoft per le software house sparse in giro per il mondo.

Già qualche anno fà l’azienda si era fatta notare per avere acquistato Obsidian, Ninja Theory, Playground Games ed altre e ora un tweet di Phil Spencer lascia intuire che il portafogli di Bill Gates possa essere pronto a qualche altro acquisto pazzo, magari soltanto a livello di publishing.

Phil Spencer cerca accordi in giappone.

Il centro di tutta la vicenda è Phil Spencer, CEO di Xbox Game Studios e figura centrale l’ecosistema Xbox. Con un tweet (che trovate qui sotto), egli ha fatto sapere di star girando il Giappone, parlando con tante software house e tanti team riguardo il futuro del gaming e l’anno che stanno vivendo; egli dichiara anche di apprezzare enormemente l’energia e l’eccitazione condivisa che, tutti quanti ,sembrano avere riguardo il futuro del gaming.

Il tweet di Spencer, pur non dicendo nulla di specifico, lascia intuire una certa serenità ed una certa fiducia nei confronti delle azioni fatte. È legittimo pensare che Microsoft stia cercando in giappone qualcuno da mettere sotto contratto o semplicemente un publisher da convincere per aumentare la quantità di giochi presente all’interno dell’abbonamento Xbox Game Pass.

L’abbonamento di Microsoft, nonostante un pacchetto titoli che rasenta il centinaio di opere, è particolarmente sbilanciato verso il gaming occidentale con opere sparute come la Shenmue Collection a fare capolino tra un indie americano ed un tripla A di matrice europea.

Per scoprire a cosa sarà servito il viaggio di Spencer servirà con tutta probabilità aspettare il prossimo E3 2020, primo evento in cui la presenza di Microsoft è stata attualmente confermata. L’eccitazione per la next gen sembra essere palpabile e l’evento losangelino sarà il luogo perfetto per mostrare i risultati fatti, specie in vista dell’abbandono (per il secondo anno di fila) di Sony.

Difficile poter tirare fuori previsioni riguardati le software house interpellate o i publisher contattati; noi speriamo di poter andare a giocare su Xbox Game Pass con un grande numero di giochi di ruolo nipponici, genere videoludico che da sempre ha mancato di abbondare sulla console Microsoft.

Purtroppo l’ultima grande esclusiva nipponica per Xbox One è scomparsa come neve al sole (non so se qualcuno si ricorda i pianti che il mondo del gaming ha fatto per la scomparsa di Scalebound) ma i piani di Spencer sembrano ben promettere.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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