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I The Game Awards 2019 sono stati un successone rispetto all’anno passato

the game awards

È passata praticamente una settimana da quando i The Game Awards 2019 sono avvenuti in quel di Los Angeles e oggi siamo qui per celebrarne il successo notevolissimo. Geoff Keighley e soci, su Twitter, hanno annunciato i risultati ottenuti con questa edizione dell’evento. I numeri tirato in ballo per questo 2019 sono particolarmente interessanti perché cementano ulteriormente la posizione dominante dell’evento sule resto delle fiere, con un’impennata pazzesca rispetto alle cifre fatte segnare durante lo scorso anno.

Si, perché secondo quanto condiviso dal buon Geoff in quel di Twitter, i The Game Awards quest’anno hanno fatto registrare oltre quarantacinque milioni di livestreams provenienti da tutto il mondo, incoronando il 2019 come la migliore annata di sempre per l’evento in termini di audience. Rispetto all’edizione del 2018, quest’ultima è quasi radoppiata con un aumento de 73%.

“Grazie per aver guardato e sostenuto The Game Awards, ha dichiarato Keighley. Questa è la dimostrazione perfetta dell’inarrestabile crescita dell’industria videoludica”

Come ha fatto l’edizione di quest’anno a registrare questi numeri particolarmente importanti?
Al momento non ci sono dati precisissimi sul perché questa sia stata un’ edizione particolare, è legittimo pensare che la caratura dei giochi in lizza quest’anno per i premi ed il progressivo tam tam mediatico che si è susseguito ai vari leak abbia fatto salire l’hype.

A questo aggiungiamo magari il fatto che l’evento è stato davvero il luogo ideale per delle sorprese niente male, come la presentazione della nuova console di Microsoft o di alcuni titoli riguardanti realmente la nuova generazione. Durante il The Game Awards 2019 infatti Geoff e soci hanno presentato Xbox Series X e Hellblade II: Senua’s Saga, senza dimenticare Godfall (primo gioco a portare Playstation 5 ufficialmente nella dicitura).

Lo spettacolo ha visto una vasta gamma di ospiti di caratura internazionale come musicisti o personalità relative al mondo del cinema. Abbiamo visto su quel palco avvicendarsi i Green Day, Vin Diesel o abbiamo addirittura visto nel pubblico Elon Musk (lì per supportare la sua fidanzata Grimes). A vincere sicuramente sono stati i giochi, con Disco Elysium a riportarsi a casa quattro differenti premi (il titolo con più statuette tra tutti) con a seguire il kolossal made in Kojima Productions Death Stranding. A vincere il titolo di gioco dell’anno è stato invece Sekiro: Shadows Die Twice di From Software, action tridimensionale sviluppato da Hidetaka Miyazaki e uscito durante i primissimi mesi di questo splendido anno videoludico.

Certo, ci sono ancora cose da migliorare come dei siparietti non esattamente di buonissimo gusto o annunci non esattamente esaltanti. Molti giocatori avranno sicuramente tirato fuori una smorfia dolorante davanti agli annunci riguardanti Apex Legends, come altri giocatori saranno rimasti schifati dallo spazio lasciato ai porting e alle riedizioni di titoli già visti come Untitled Goose Game; c’è sempre spazio per accontentare tutti all’interno di una produzione multimilionaria del genere.

I Game Awards torneranno sicuramente nel 2020. Per scoprire la data che ospiterà l’evento il prossimo anno ci sarà la necessità di attendere almeno sei mesi, gustandoci nel frattempo un nutrito numero di titoli che sicuramente ci ritroveremo in lista a fine anno come miglior gioco del 2020.

Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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