C’è un luogo in cui non potete giocare a Pokemon Go

perché non si può giocare a pokemon go a salamina?

Provate ad immaginare uno dei mobile game più diffusi e giocati al mondo, con utenti affezionati e super fidelizzati in praticamente ogni angolo del globo; bene, ora provate ad immaginare un singolo luogo al mondo in cui non sia possibile giocare al titolo in questione. È esattamente quello che di cui stiamo per parlavi nella nostra news riguardante, per l’appunto, Pokemon GO e l’isola di Salamina.

Lì dove il cielo incontra il Mar Mediterraneo, lì dove i Greci riuscirono a respingere Serse e l’esercito persiano tutto, proprio nell’isola di Salamina, che conta una piccola ma appassionatissima community di appassionati, non è più possibile giocare al gioco Niantic.

La motivazione di un inghippo tanto grande quanto fastidioso? Sembrerebbe essere un problema di… tag!

Perché a Salamina non è più possibile giocare a Pokemon GO?

il motivo per cui non è possibile giocare a pokemon go sull'isola di salamina
La ragione, purtroppo, è di natura tecnica.

Per chi non lo sapesse, l’isola di Salamina si trova a circa 10 km dalla costa greca, conta una popolazione di circa 40.000 abitanti e, che ci crediate o meno, in passato era possibile giocare a Pokemon GO. Anzi, come detto in apertura, i giocatori del titolo Niantic erano e sono piuttosto numerosi ed affezionati, anche se, dall’inizio di quest’anno, hanno dovuto rinunciare al loro passatempo preferito.

La ragione alla base di tutto risiede nel sistema di mappe di cui il gioco si avvale: Open Street Maps (OSM). Come i più informati sicuramente sapranno, OSM è un programma open source contenente le mappe di qualsiasi luogo del mondo. Il fatto che sia open source lo rende gratuito e modificabile da chiunque, così come accade con Wikipedia; anche se, in caso di errori, i programmatori correggono subito eventuali storture ed informazioni non aderenti alla realtà.

Il problema principale risiede, però, nell’uso che Niantic ed altre software house fanno di OSM. Il publisher di Pokemon GO, infatti, utilizza una versione non aggiornata del software e, quindi, con diversi errori presenti al suo interno. Questo difetto comporta due tipi di conseguenze: da una parte, non è possibile modificare i dati del programma e, ad esempio, far apparire Pokemon selvatici nel giardino di casa propria; dall’altra, invece, se alcune zone dovessero essere indicate erroneamente su OSM, tali errori non saranno corretti celermente.

L’importanza di essere una baia naturale

non ci sono più pokemon selvatici a Salamina
Gli abitanti di Salamina hanno provato a farsi sentire anche su Reddit.

Tutti i luoghi presenti in una determinata area sono contrassegnati da vari tag, in modo da consentire sia ad OSM che a Pokemon GO, di interpretare la loro funzione. Sono infatti presenti strade, piazze, luoghi di culto, abitazioni private, parchi, riserve naturali, e via discorrendo. L’importanza di questa categorizzazione risiede proprio nel fatto che, in questo modo, il gioco non farà apparire Pokemon Selvatici all’interno di casa vostra, ritrovandovi sedicenti allenatori al citofono di casa alla ricerca di un Pikachu placidamente adagiato sul vostro divano.

Il problema risiede proprio in un tag che è stato assegnato all’isola di Salamina, che la classifica come “Baia Naturale“. Dove è il problema? Che questo tag comunica a Niantic di non far comparire Pokemon selvatici in quella zona! Anche perché, ad aggravare la situazione, sembra che il software abbia identificato la zona come sommersa dall’acqua.

Se questo errore è stato immediatamente corretto su OSM, ciò non è ancora avvenuto su Pokemon GO, azzerando di fatto la presenza di Pokemon selvatici sull’isola, non diversamente da quanto accade, ad esempio, con le stesse stazioni ferroviarie. L’unico modo per aggirare il problema consisterebbe nell’avere un PokeStop a disposizione, e di utilizzare un’Esca, un oggetto per cui, però, bisogna pagare con valuta reale.

La delusione dei fan

Inutile nascondere che la delusione è tanta, come sottolineato come sottolineato dal giocatore Nick.

“Siamo stati senza uova per sette mesi interi. Dall’ultimo aggiornamento OSM nel gioco, la nostra isola è rimasta senza spawn di Pokemon selvatici, dal momento che qualcuno ha erroneamente etichettato la nostra isola, insieme a molte altre, come aree della baia.”

I fan del gioco hanno anche provato a contattare Niantic e segnalare il problema, ma la situazione, purtroppo, non è cambiata.

“I nostri rapporti a Niantic sono rimasti senza risposta o hanno risposto con frasi generi del tipo “Andate a giocare altrove “,” Visitate un luogo con più PokéStop “(l’isola ha circa 400 PokéStop in totale) o  addirittura ” Controlla se i tuoi dati mobili / GPS sono attivi “.”

La questione si è spostata su Reddit, che gli abitanti dell’isola hanno usato come “cassa di risonanza” per la questione.

“Questo è davvero il nostro ultimo tentativo prima di rinunciare completamente al gioco. È un vero peccato per noi essere incapaci di giocare al gioco che ci unisce e che ci diverte.”

Le soluzioni possibili sarebbero fondamentalmente due: o Niantic aggiorna i dati di OSM, oppure può decidere di “reinterpretare” il significato che il software attribuisce al tag dato all’isola. Tuttavia, la speranza è sempre l’ultima a morire, e confidiamo che gli abitanti di Salamina possano tornare al più presto a caccia di Pokemon.

Restate sintonizzati per ulteriori aggiornamenti in merito.

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Articolo a cura di Claudio Albero

Nasce a Torre del Greco, una piccola metropoli alle falde del Vesuvio, nei favolosi anni ’80, che già però non avevano più niente di favoloso. Provano ad educarlo con Beatles e musica classica sin dalla più tenera età, ma lui, di tutta risposta, si appassiona all’ heavy metal ed ai videogame , spendendo un piccolo patrimonio in sala giochi, quando queste due parole erano ancora slegate dalle slot machine.

Dopo aver mosso i primi passi su Sega Master System II con Alex Kidd, il Super Mario con le orecchie a sventola, si innamora dei platform, degli action/adventure e degli RPG, con particolare attenzione alla saga di Final Fantasy.

Inguaribile sognatore con le radici saldamente ancorate nel passato, scopre la sua passione per la scrittura quasi per caso, in uno dei tanti pomeriggi passati tra i corridoi della Facoltà di Giurisprudenza di Napoli, dove si laureerà giusto qualche anno dopo, con una tesi in Diritto d’Autore basata sull’opera multimediale.

Dopo aver scritto di attualità e musica su Lacooltura.it , Road TV Italia e Federico TV , approda sui lidi di Player.it , in cui comincia sin da subito ad apprendere e fare domande, guadagnandosi rapidamente il titolo di “ redattore rompiscatole del mese ”. Nonostante sia legatissimo alla grande famiglia di Player, non sono rare alcune sue incursioni su portali come Gameplay Café e Spazio Rock .

Musica, videogame, concerti, boardgame, modellismo, fumetti, cinema e serie tv: tanti hobby diversi tra loro, ma collegati da un fil rouge che li unisce tutti: il divertimento . È proprio questo che cerca in un videogame, è proprio questo sentimento che muove le sue dita, ed è sempre il divertimento la sensazione che cerca di infondere nei suoi articoli.

Al di fuori del mondo del gaming, indossa giacca e cravatta per mimetizzarsi nel mondo degli avvocati, esercitando la professione forense, con lo scopo di conoscere a fondo le “ regole del gioco ”, nonché di minacciare di far causa a chiunque al minimo pretesto.

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