Siamo abituati a sentir parlare di videogiochi con musiche originali e di videogiochi con canzoni realizzate su licenza; le colonne sonore di videogiochi come Wipeout o Tony Hawk’s Pro Skater hanno probabilmente modellato i gusti di chissà quante migliaia di persone nel corso degli ultimi quindici anni di storia videoludica mentre saghe come Guitar Hero potrebbero aver avuto il potere di far avvicinare molti bambini al mondo della musica suonata con strumenti veri.

Esperimenti come Rocksmith o Korg DS-10 Synthetiser for Nintendo DS hanno sicuramente assottigliato la distanza tra il mondo dei videogiochi e quello dei musicisti professionisti, titoli come Rez, Lumines, Elektroplankton, Frequency, Vib Ribbon e moltissimi altri hanno mischiato i due mondi in modo originale creando ibridi ludicamente interessanti.

Tante volte abbiamo sentito parlare di come i compositori di musica videoludica si siano ispirati alla musica pop per i loro pezzi ma oggi andiamo a vedere quando è successo qualcosa di diverso: quando i musicisti pop (per così dire) arrivano nel mondo dei videogiochi partendo dalle ultime notizie su Death Stranding.

Death Stranding sarà pieno di collaborazioni con il mondo della musica.

chvrces death stranding

Secondo le ultime dichiarazioni raccolte da VG247 il nuovo titolo di Hideo Kojima, Death Stranding, avrà dalla sua musiche originali realizzato da popolari artisti del momento come CHVRCES, Khalid, DJ lazer e molti altri. Tutto questo sarà raccolto in un album chiamata Timefall che avrà l’obbiettivo di sonorizzare la nuova opera ideata da Hideo Kojima.

Timefall è un progetto composto unicamente da musica originale creata appositamente per il gioco ma non ne rappresenta la totalità della colonna sonora; quest’ultima andrà a finire in una raccolta separata che conterrà l’intera soundtrack e sarà resa disponibile più in là con i mesi. Timeless diventerà disponibile in tutti i principali servizi di streaming con l’uscita del titolo e sarà disponibile in forma fisica all’interno della Collector’s Edition e della Special Edition, oltre che nella Digital Deluxe Edition disponibile su Playstation Store.

L’annuncio di Timefall proviene direttamente dal sito del magazine giapponese Entertainment Week ed è stato prontamente ritrovato sulle pagine di ResetEra.

Quali altre volte abbiamo visto il mondo della musica pop e dei videogiochi incrociarsi in modo così importante? Ci sono stati altri casi di artisti che si sono messi a lavorare nel mondo dei videogiochi realizzando colonne sonore o canzoni?

Vediamolo insieme.

Andare a ritroso negli anni.

Jonathan Coulton prima di diventare l’autore di una delle canzoni originali più popolari della storia della musica videoludica era un cantautore folk canadese non particolarmente conosciuto. Alcuni membri di Valve, dopo aver ascoltato la sua musica live ad un concerto, decisero di chiedergli di collaborare con l’azienda realizzando canzoni ad hoc.

Still Alive è un pezzo che ha richiesto sei settimane di lavoro e che ha portato Coulton (e la doppiatrice di GlaDos Ellen McLain) all’interno delle orecchie di moltissimi giocatori, scatenando un successo davvero poco riscontrato prima di quel momento. Il caso Still Alive non è sicuramente stato il primo esempio di canzone create appositamente per un videogioco ma è di sicuro il più emblematico.

Prima di lei, specie in Giappone. sono innumerevoli i casi di artisti che realizzano una o due canzoni per un titolo specifico. Tales Of Phantasia, ad esempio, nella sua introduzione include il primo esempio di cantato dell’epoca a 16-bit con The Dream Will Never Die cantata da quella che all’epoca era una Idol emergente: Yukari Yoshida.

In America forse uno dei primi esempi di questo genere è legato a Need For Speed Underground 2, con la famosissima Riders On The Storm (Fredwreck Remix) a far da canzone principe dei menù; il pezzo sembra essere uscito per primo sul videogioco e poi essere stato pubblicato su disco (in differenti versioni)

Anni dopo una band di grido (per l’epoca almeno) come i The Rapture inserirono all’interno di un videogioco una canzone composta appositamente per l’occasione: questo è il caso di No Sex For Ben. La traccia è una canzone dance punk perfettamente in linea con gli anni in cui il titolo è ambientato realizzato da una band newyorkese, incarnando nel miglior modo possibile lo spirito di Liberty City stessa.

Il pezzo era inserito all’interno del palinsesto di Radio Broker, la stazione radio dedicata alla musica indipendente degli anni zero e riuscì a valicare il confine tra il mondo dei videogiochi e quello reale, arrivando a finire nelle classifiche di fine anno di Rolling Stones come ventottesimo miglior pezzo dell’anno.; un esperimento curioso ma che sottolineava anche il potere pubblicitario dei videogiochi.

Le prime grandi collaborazioni.

La prima grande collaborazione che ci viene in mente tra il mondo dei videogiochi e quello della musica (in questo caso metal) è da ricercarsi nell’edizione speciale di God Of War 3, quando Roadrunner Records venne interpellata da Sony per creare un EP di musica in qualche modo collegata al mondo di God Of War e della mitologia grecaGod Of War Blood And Metal è il perfetto riassunto della cosa con sei tracce, comprendenti artisti più o meno famosi, che cercando di rappresentare nel mondo del metal le opere pie di Kratos e delle sue lame del chaos.

Alcune canzoni finiranno poi sugli album dei rispettivi artisti, altre non vedranno altra casa se non nell’ep stesso, altre ancora saranno relegate alla distribuzione digitale come special downloadL’EP presentava nomi altisonanti come Trivium ,Dream Theather, Opeth e Killswitch Engage senza dimenticare qualche artista un po’ più di nicchia come i Mutiny Within.
Al momento non è dato sapere la portata commerciale della cosa ma già all’epoca si potevano capire le potenzialità di tali operazioni transmediali.

Nel video stesso di Shattering The Skies Above è possibile osservare alcuni membri della band Trivium che tra una registrazione e l’altra osservano quello che all’epoca era il capitolo di God Of War più recente.

Solo recentemente possiamo parlare di collaborazioni tra artisti e videogiochi come di una gimmick particolarmente usata. Nel corso del 2016 il gruppo post rock 65DaysOfStatic annunciò di aver collaborato con Hello Games per la realizzazione della colonna sonora di No Man’s Sky; il risultato è stato No Man’s Sky: Music for an Infinite Universe, un album vero e proprio del gruppo con 65 diverse canzoni che secondo quanto dichiarato da Joe Shrewsbury a The Verge ha aiutato enormemente il gruppo nel raffinare il proprio sound.

L’avere pochi limiti di durata per le canzoni ha permesso al gruppo di aumentare la portata del loro suono e di trasformare le cavalcate elettroniche dei vecchi album in crescendi maggiormente dilatati ed ha costituito un esperimento commercialmente impossibile per la band. No Man’s Sky, nonostante sia stato criticato sotto praticamente ogni punto di vista, ha sempre visto la sua colonna sonora elevata a pregio della produzione.

Sempre nello stesso anno abbiamo un altro caso di importante collaborazione tra artisti di fama internazionale e videogiochi: i già citati CHVRCES realizzarono per Mirror’s Edge: Catalyst quello che era il tema centrale: Warning Call.

Il pezzo è un arioso pezzo di moderno synth-pop che ben si adatta alle atmosfere minimalistiche e artificiose del titolo, andando a raccontare nel suo testo una storia che sembra proprio quella della protagonista Faith. La serie di Mirror’s Edge aveva già avuto dalla sua un caso di collaborazione tra artisti di fama e videogioco con Lisa Miskovsky a scrivere l’ending theme del precedente capitolo, anche questo chiamato Still Alive. Tra le due la canzone della svedese è forse quella che più nella storia dei videogiochi si adatta a raccontare un mondo, così squadrato e pieno di estetica minimale grazie ad un elettronica algida e fredda, con un pizzico di emozione soltanto.

Nomi incredibilmente importanti.

Alle volte nel mondo dei videogiochi ci sono stati casi di canzoni non diventate particolarmente importanti ma che avevano dietro di sé un nome incredibilmente importante: è il caso di Fallout 4 e del primo capitolo di Destiny.

Fallout 4 aveva una colonna sonora contenente cinque pezzi originali cantati da niente poco di meno ché Lynda Carter, conosciuta come l’attrice che interpretò Wonder Woman durante gli anni settanta e che nei successivi anni si reinventò come cantante Jazz/Blues. In Fallout 4 Lynda Carter doppia anche il personaggio di Magnolia e regala ai giocatori emozioni con canzoni come Good Neighbor, proponendo un jazz notturno che si innesta curiosamente bene all’interno del mondo post-nucleare disegnato da Bethesda e soci.

Se un nome come Lynda Carter vi dice poco non preoccupatevi: Bungie, nel primo Destiny riuscì nell’ottenere la collaborazione di Paul McCartney per realizzare una canzone: Hope For The Future.

La canzone è stata scritta dal leggendario membro dei Beatles con i compositori Mike Salvatori e Marty O’Donnel. Oltre a ciò McCartney ha anche realizzato un brano strumentale di 50 minuti registrato con un’ orchestra composta da oltre centoventi elementi diretta da Giles Martin, figlio del produttore storico dei Beatles George Martin e prodotta da Mark “Spike” Stent (U2, Lady Gaga, Madonna).

Quando la gente si chiede come ha fatto il primo Destiny a costare così tanto, questa è una delle motivazioni che potete suggerire loro: non è particolarmente economico chiedere l’aiuto di una delle leggende viventi della musica pop contemporanea.

 

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