Donald Trump vuole incontrare l’industria dei videogiochi per studiare un piano

trump videogiochi
Trump vorrebbe incontrare l'industria dei videogiochi

Qualche giorno fa vi avevamo informato sulle parole del presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, il quale aveva puntato il dito contro i videogiochi e i film violenti a seguito della sparatoria avvenuta in una scuola di Parkland, in Florida, che ha causato la morte di ben 17 persone.


Le sue dichiarazioni potevano sembrare quelle che ciclicamente vengono rilasciate dopo una tragedia del genere. Spesso, dopo massacri avvenuti in scuole americane, si punta il dito contro i videogiochi, classificandoli come “portatori di morte” o “corruttori dei giovani”. Questa volta, però a parlare era stato l’uomo più potente del mondo, quindi, qualche preoccupazione in più nei videogiocatori era sorta.

Ci giunge notizia, attraverso il portale Polygon, che Donald Trump voglia andare in fondo alla questione per studiare un piano d’azione. Il tycoon americano vorrebbe che si svolgesse un meeting tra la Casa Bianca e l’industria videoludica. La segretaria per la stampa Sarah Sanders ha diramato questo comunicato:

La prossima settimana, il Presidente incontrerà alcuni membri dell’industria dei videogiochi per vedere cosa possiamo fare su questo fronte. Si tratterà di un processo continuativo, qualcosa che non ci aspettiamo che possa succedere dall’oggi al domani, ma che vogliamo perseguire per assicurarci di fare davvero tutto ciò che è in nostro potere per proteggere le scuole del nostro Paese.

Una dichiarazione che sa un po’ di “minaccia” nei confronti dei videogiochi. Da queste righe si lascia intendere che i massacri che avvengono nelle scuole americane siano causati principalmente dai videogiochi violenti, mentre altre cause molto più palesi e probabili vengono lasciate in un angolo (chi ha detto controllo delle armi?).

Incontro smentito dall’ESA

A questo comunicato, però, ha dato risposta l’ESA, l’associazione americana degli sviluppatori e dei publisher statunitensi. Secondo l’associazione, non ci sarebbe nessun meeting in programma, anzi, Trump non si è fatto proprio sentire:

ESA e le aziende che sono nostri membri non hanno ricevuto nessun invito per incontrare il Presidente Trump. I medesimi videogiochi giocati negli Stati Uniti sono giocati in tutto il mondo. Tuttavia, il livello di violenza relativo alle armi da fuoco è esponenzialmente più alto negli Stati Uniti rispetto agli altri paesi. Numerosi autorità hanno analizzato i dati scientifici ed hanno dimostrato che non ci sono collegamenti tra i contenuti dei media e la violenza nella vita reale.

Come andrà a finire? Seguiteci per eventuali aggiornamenti.

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Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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