Alex Kidd doveva essere un gioco di Dragon Ball

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Alex Kidd doveva essere un gioco di Dragon Ball

Coloro che hanno avuto un SEGA Master System sicuramente hanno anche giocato al suo titolo di punta: Alex Kidd in Miracle World. L’impressione ai tempi fu che Sega volesse sfidare Super Mario Bros. di Nintendo con Alex Kidd, sviluppando il suo gioco platform di riferimento. Eppure, l’intento iniziale, non era quello.


Se vi dicessimo che il gioco di Alex Kidd fu originariamente concepito come un vero e proprio episodio videoludico di una serie di manga e anime molto famosa? Sì, proprio Dragon Ball. Andiamo indietro nel tempo di due anni.

Un paio di anni fa, un YouTuber francese di nome Anthogeek pubblicò un video in cui faceva un confronto tra Alex Kidd e la serie di Dragon Ball. C’erano prove visive che sembravano dimostrare che i personaggi chiave fossero in effetti molto simili tra loro. Il progetto di Alex Kidd, quindi, si sarebbe basato sulla serie Dragon Ball? Qui in basso potete vedere il video è fare le vostre considerazioni.

Ovviamente, quel video fan made era solo una teoria, ma ora, abbiamo la prova definitiva che sia tutto vero. Il portale NintendoLife, ha raccolto la prova suprema in un “delitto”: una confessione. Per la rubrica Untold History of Japanese Game Developers, il sito ha intervistato Kotaro Hayashida, che ha creato il personaggio di Alex Kidd. Kotaro non ha negato nulla, ma ha ammesso non solo di essersi ispirato a Dragon Ball, ma anche che il videogioco dovesse far parte di quella serie.

Ecco le sue dichiarazioni ufficiali:

Sega stava pensando di creare un gioco di Dragon Ball. Immagino sia successo abbastanza tempo fa, dunque, va bene per me parlare di questo adesso! Il progetto è iniziato come titolo di Dragon Ball, non come diretto concorrente di Super Mario Bros.

Ma quando ci è stato detto che non potevamo più usare la licenza di Dragon Ball, siamo stati costretti a proporre le nostre idee. Ad esempio, quando c’era ancora la possibilità di fare un gioco di Dragon Ball, abbiamo inserito l’attacco Power Pole di Goku, ma lo abbiamo cambiato con un “punch attack”. È stato solo dopo che abbiamo elaborato il piano per riavviare il progetto come Alex Kidd in Miracle World, e abbiamo iniziato a pensare a Mario, cercando modi per differenziarne il titolo.

Storie come queste fanno capire che, dietro lo sviluppo di molti giochi della nostra infanzia, si nascondono accadimenti che hanno cambiato il corso degli eventi. Un progetto all’apparenza molto semplice come quello di Alex Kidd, concorrente di Super Mario, in realtà, con il baffuto idraulico di Nintendo non aveva nulla a che fare.

Chissà cosa sarebbe successo se SEGA avesse mantenuto la licenza per sviluppare giochi di Dragon Ball.

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Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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