All’interno di un intervista condotta da VG247 nei confronti di Thomas Puha (community director) di Remedy sono uscite fuori le motivazioni per cui oggi non abbiamo ancora avuto un seguito per Alan Wake.

Remedy Entertainment, per chi non lo sapesse, è la software house che ha realizzato i primi due capitoli di Max Payne, Alan Wake, Quantum Break e che sta al momento lavorando a Control, il nuovo action adventure in terza persona con ambientazione in bilico tra il paranormale e il realistico; non esattamente l’ultima arrivata nell’industria.

Alan Wake è stato un curioso videogioco d’avventura ispirato al mondo lynchiano dipinto dal cineasta americano all’interno di serie televisive come Twin Peaks o all’interno di film diventati di culto nel corso degli anni successivi come Velluto Blu o Cuore Selvaggio.

Vediamo insieme perché non abbiamo mai potuto mettere mano su Alan Wake 2

Lo sviluppo di Alan Wake 2 non avrebbe portato a nulla di buono

Alan Wake Remedy

Incalzato da una domanda piuttosto specifica, Thomas Puha ha dichiarato ai microfoni di VG247, le motivazioni dietro la non uscita di Alan Wake 2.

“Stavamo lavorando su Alan Wake 2 un paio di anni fa ma purtroppo non siamo mai riusciti a far quadrare quel cerchio, quindi alla fine del discorso non abbiamo alcun tipo di gioco da presentare. Al momento per i prossimi anni siamo molto impegnati con dei progetti, motivo per cui non penso riusciremo a rimetterci al lavoro sul brand di Alan Wake molto presto. Remedy fortunatamente possiede la proprietà intellettuale relativa ad Alan Wake, ma sapete, sviluppare un gioco del genere non è proprio semplicissimo..”

Secondo DSOGaming, Remedy Entertainment ha dovuto stoppare lo sviluppo di Alan Wake due per dei motivi che esulano dai semplici problemi tecnici o dal quality control: il magazine americano parla infatti di come Microsoft, all’epoca, avesse il potere su dove e come distribuire il titolo (Microsoft, per inciso, ha avuto la proprietà dei diritti di distribuzione anche sul gioco successivo di Remedy, Quantum Break).

Secondo Thomas Puha, al momento, le uniche cose che bloccano Remedy dal pubblicare un nuovo capitolo di Alan Wake sono le risorse che scarseggiano: la software house baltica avrebbe bisogno di più tempo per sviluppare il titolo, di più soldi e di più risorse umano per poter raggiungere il livello qualitativo desiderato; per il momento sappiamo che l’azienda sta mettendo anima e corpo nella realizzazione di Contro, motivo per cui non crediamo che vedremo presto un nuovo capitolo della storia di Alan.

Se Control avrà successo, Remedy potrà sfruttare l’88% dei ricavi del mercato PC direttamente grazie all’idea di aver pubblicato direttamente su Epic Games Store; un problema in meno per un eventuale nuovo capitolo dell’adventure game più oscuro dell’ultimo decennio di storia videoludica.

Se non avete mai giocato Alan Wake avete appena trovato un motivo ulteriore per farlo: stiamo parlando di un titolo dalla grande atmosfera, dal comparto grafico che regge bene il passare del tempo e dalla narrativa molto interessante che farà felice più di un’ appassionato di action games. Il titolo è disponibile su PS3, Xbox 360 e Steam

 

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