Epic Games accusata di rubare dati agli account Steam

Schermata iniziale dell'Epic Games Store

Secondo le ultime indiscrezioni, il launcher di Epic Games starebbe accedendo ad informazioni personali degli account Steam collegati all’Epic Games Store, trasmettendo poi questi dati direttamente alla compagnia.

Per difendere la compagnia da tali accuse è sceso in campo Tim Sweeney, fondatore di Epic Games ed attuale CEO.

 

Il problema della privacy e la risposta di Sweeney

 

Fotografia di Tim Sweeney, fondatore di Epic Games ed attuale CEO

 

Il caso dei dati rubati è sorto nel corso della giornata di ieri, quando su Reddit è nato un thread che spiegava i meccanismi di data-mining del launcher di Epic Games: in poche parole, il launcher può accedere ad informazioni personali di un account Steam collegato all’Epic Games Store creando una copia di alcune cartelle senza la piena autorizzazione dell’utente.

L’aggravante, sempre secondo tali indiscrezioni, è che questi dati copiati vengano poi trasmessi direttamente ad Epic per una non ben precisata finalità. Alcuni, ad esempio, pensano che siano solo dati destinati ad analisi commerciali.

Altri ancora, invece, reputano che Tencent, società cinese leader delle infrastrutture digitali e maggiore azionista di Epic Games, sfrutti questi dati per un survey da trasmettere in seguito al governo cinese.

 

Logo della compagnia cinese Tencent, leader orientale nel settore delle telecomunicazioni

 

A queste accuse ha immediatamente risposto Epic, spiegando come l’unico presidente in controllo di questi dati sia solamente Tim Sweeney, e che Tencent non ha alcuna informazione o possesso di dati riguardanti gli utenti dell’Epic Games Store. 

In seguito, lo stesso Sweeney si è poi fatto avanti, ammettendo il problema e spiegando la situazione:

“Il launcher può accedere alle cartelle Steam se e solo se l’utente ha importato la lista amici Steam sull’Epic Games Store. Questo imprevisto non è altro che un lascito dei primi giorni di sviluppo del launcher, quando dovevamo sviluppare in fretta e furia le funzioni social di Fortnite. La colpa di tutto ciò è solamente mia, che ho insistito affinché il team di sviluppo creasse il launcher nel modo più veloce possibile. Ora che il problema è tornato a galla, lo risolveremo in un batter d’occhio.” 

La situazione è decisamente ancora molto spinosa, e per vedere come si risolverà possiamo solo attendere lo svolgersi degli eventi. Rimanete con noi per seguire ulteriori aggiornamenti sulla vicenda di Epic e dei dati rubati.

 

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Articolo a cura di Riccardo Liberati

Classe 1997, cresciuto immerso dai libri, cartoni e videogiochi, ho sempre desiderato e provato fin dalla tenera età a creare storie fantasiose che rendessero un po' più brillante la mia vita monotona.

Ho trascorso l'infanzia in solitaria, giocando a quanti più titoli possibili, spaziando dai vecchi J-RPG di Square Enix fino ai più violenti sparatutto su PC, non disdegnando nel frattempo RTS, platform e giochi di corse automobilistiche.

Alle superiori riesco finalmente ad aprirmi e a trovare dei compagni con i miei stessi gusti e sogni, e capisco che non amo tanto i videogiochi, quanto la cultura ed i messaggi dietro di essi, gli stessi che ho sempre trovato nei libri, film e qualsiasi altro tipo di medium artistico.

Inizio a lottare per questo concetto scrivendo all'impazzata ed accrescendo la mia cultura ancor di più, sia attraverso la scuola che attraverso gli incontri e le persone d'ogni giorno. Questo bel sogno finisce con l'arrivo all'università, periodo peggio di qualsiasi film horror che abbia mai visto e che mi costringe a mollare tutto e rifugiarmi nella mia Fortezza della Solitudine per tre anni, perdendo interesse e linfa vitale per qualsiasi cosa.

Nel frattempo ho lavorato in numerosi settori, dall'aiuto vendita al libraio al tutor privato, e nel 2018 inizio a scrivere per Player.it, il mio primo incarico ufficiale come giornalista videoludico e che mi ha formato moltissimo sia nell'ambito dei videogiochi che in quello della scrittura basilare.

Oggi ho ripreso a studiare grazie alla scelta repentina ed irrazionale di iscrivermi alla Scuola Holden di Torino, luogo da cui vi scrivo, abbandonando casa per la prima volta ed il luogo natale di ogni mio piccolo successo e grande fallimento. La mia speranza? Quella di poter riuscire a trovare una strada ben delineata, facendo quello che mi piace fare senza dovermi sottomettere a nessuno

Etu Intestazione

Savage World – East Texas University

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