[RUMOR] Bully 2 potrebbe davvero essere in sviluppo presso Rockstar Games

Artwork di Bully 1 con in aggiunta un 2 in post-produzione

Ultimamente i rumors riguardo allo sviluppo di Bully 2, seguito del celebre videogioco Rockstar del 2006 acclamato da critica e pubblico, si sono fatti parecchio incessanti. Tra leak di modelli di sviluppo, soundtrack pubblicate su Reddit e l’ingaggio di un doppiatore per un ruolo misterioso in un titolo Rockstar, non si è ancora riusciti a capire se tutto ciò siano solo fake news o se qualcosa di vero, effettivamente, ci sia.

Per confonderci ancora di più le idee ecco arrivare un altro tassello a complicare il puzzle, proveniente stavolta direttamente da un dipendente Rockstar.

 

Fuga di notizie o semplice imitatore?

 

 

A fine Gennaio 2019 c’è stato probabilmente il culmine dei rumors riguardanti lo sviluppo di Bully 2, soprattutto grazie al lavoro dello youtuber SWEGTA che ha dedicato una serie di video riguardo ad alcuni leak del gioco.

Abbiamo già trattato in un approfondimento il lavoro di SWEGTA, spiegando con chiarezza quali elementi fossero dei falsi leak e quali invece potessero essere, effettivamente, collegati allo sviluppo del secondo capitolo di Bully, mai annunciato da Rockstar Games.

La trama si è però infittita, e di parecchio: sotto uno dei video di SWEGTA, infatti, un utente ha commentato che Bully 2 sta venendo sviluppato proprio in questo momento, e che tutte le informazioni leakate fin’ora sono vere.

Il problema è che il nome di questo utente è Alex Martens, Technical Designer presso Rockstar da qualche anno.

 

Screenshot dal trailer dell'Anniversay Edition di Bully

 

La prima replica che viene in mente è dire che l’account sia falso, ma a quanto pare il nome dell’account è lo stesso dal 2013, e molti feed ed iscrizioni al suo interno riguardano il mondo dei videogiochi professionale e dello sviluppo.

Per quanto questo account di Alex Martens possa esser vero, sembra comunque strano che un dipendente Rockstar sia così libero nel parlare online di un progetto non ancora annunciato. L’unica cosa da fare è non alimentare troppo questi rumors ed aspettare un chiarimento da parte della software house, o un qualche annuncio ufficiale.

Il semplice fatto che, però, si sia tornati a parlare così tanto e in così poco tempo di un seguito fantasma potrebbe davvero essere qualcosa di più di una semplice coincidenza.

 

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Articolo a cura di Riccardo Liberati

Classe 1997, cresciuto immerso dai libri, cartoni e videogiochi, ho sempre desiderato e provato fin dalla tenera età a creare storie fantasiose che rendessero un po' più brillante la mia vita monotona.

Ho trascorso l'infanzia in solitaria, giocando a quanti più titoli possibili, spaziando dai vecchi J-RPG di Square Enix fino ai più violenti sparatutto su PC, non disdegnando nel frattempo RTS, platform e giochi di corse automobilistiche.

Alle superiori riesco finalmente ad aprirmi e a trovare dei compagni con i miei stessi gusti e sogni, e capisco che non amo tanto i videogiochi, quanto la cultura ed i messaggi dietro di essi, gli stessi che ho sempre trovato nei libri, film e qualsiasi altro tipo di medium artistico.

Inizio a lottare per questo concetto scrivendo all'impazzata ed accrescendo la mia cultura ancor di più, sia attraverso la scuola che attraverso gli incontri e le persone d'ogni giorno. Questo bel sogno finisce con l'arrivo all'università, periodo peggio di qualsiasi film horror che abbia mai visto e che mi costringe a mollare tutto e rifugiarmi nella mia Fortezza della Solitudine per tre anni, perdendo interesse e linfa vitale per qualsiasi cosa.

Nel frattempo ho lavorato in numerosi settori, dall'aiuto vendita al libraio al tutor privato, e nel 2018 inizio a scrivere per Player.it, il mio primo incarico ufficiale come giornalista videoludico e che mi ha formato moltissimo sia nell'ambito dei videogiochi che in quello della scrittura basilare.

Oggi ho ripreso a studiare grazie alla scelta repentina ed irrazionale di iscrivermi alla Scuola Holden di Torino, luogo da cui vi scrivo, abbandonando casa per la prima volta ed il luogo natale di ogni mio piccolo successo e grande fallimento. La mia speranza? Quella di poter riuscire a trovare una strada ben delineata, facendo quello che mi piace fare senza dovermi sottomettere a nessuno

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