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Sceneggiatore di Star Wars: Rogue One dice la sua su EA


Qualche giorno fa vi abbiamo mostrato una delle prime notizie davvero tristi di questo 2019, ovvero la cancellazione del nuovo gioco open-world ambientato nel mondo Star Wars da parte di Electronic Arts. Il titolo privo di nome sarebbe stato in sviluppo sin dal 2012 passando da Visceral Games a EA Vancouver, con tanto di Amy Henning al lavoro sullo stesso.

Questo nuovo videogioco ambientato nel mondo di Star Wars sarebbe dovuto essere uno dei nuovi pesi massimi tra i titoli attesi per Electronic Arts, che però, ha deciso di  annullare il progetto prima che questi venisse completato dai suoi sviluppatori.

Perché stiamo dicendo questo?
Perché Gary Whitta, sceneggiatore di uno degli ultimi Star Wars (Star Wars: Rogue One, per la precisione), è recentemente apparlo all’interno di un video di Kinda Funny Games Daily e ha detto la sua sulla questione, mostrando un punto di vista un pelino più interno.

Vediamo con più precisione cosa è stato detto e cosa è successo.

” EA ha fatto una catastrofe con la licenza di Star Wars.”

gary whitta star wars electronic arts

Gary Whitta è uno sceneggiatore hollywoodiano specializzato in fantascienza che ha quasi cinquanta anni sul groppone; egli ha lavorato a titoli come Codice Genesi, After Earth e il sopracitato Star Wars: Rogue One. Durante la sua comparsa nello show dei Kinda Funny Games il signor Whitta ha definito catastrofico il rapporto tra EA e la licenza di Star Wars, rimarcando il disastro completo fatto dalla software house americana.

Lo sceneggiatore ha anche portato una breve cronistoria piena di esempi in cui si può osservare come Electronic Arts abbia errato in più punti: Star Wars Battlefront, ad esempio, è stato pubblicato senza una narrativa di supporto ed è stato un titolo ampiamente divisivo; Star Wars Battlefront II invece è stato uno dei più grandi disastri della recente storia videoludica a causa delle microtransazioni a dir poco invadenti.

Come ultimo punto Whitta ha dichiarato anche cancellare un gioco sceneggiato da Amy Hennig (la stessa sceneggiatrice di Uncharted) è una mossa veramente stupida visto che così si rinuncia ad un titolo creato in collaborazione con una delle migliori penne dell’industria videoludica.

Lo sceneggiatore ha potuto vedere il titolo qualche settimana prima della sua cancellazione e lo ha definito in modo molto positivo nonostante fosse ancora lontano da uno stato di completezza come sarebbe potuta essere una versione alpha o beta.

“Ragtag (nome in codice per il titolo di Star Wars di EA Vancouver) sarebbe stato estremamente simile ad un miscuglio tra l’universo classico della saga di George Lucas e un videogioco come Uncharted; non è eccitante al solo pensiero come concetto? Da quanto io conosco della questione Electronic Arts, nel corso dello sviluppo, si è convinta sempre di più di non voler realizzare qualcosa come Star Wars Uncharted.


A me viene da pensare una sola cosa: se non vuoi fare Star Wars Uncharted non credi sia meglio non assumere il direttore creativo della saga di Uncharted nel tuo team di sviluppo? EA avrebbe fatto meglio a capire molto tempo fa cosa voleva da questo titolo!”

Comportamenti sfrontati.

L’intervista è poi continuata su differenti argomenti; prima di passare a tutto il resto Whitta ha però detto la sua su  quello che potrebbe essere l’immediato futuro del rapporto tra le due aziende.
Lo sceneggiatore americano prima si è posto nei panni di Disney stessa ed ha pensato che avrebbe semplicemente revocato la licenza a Electronic Arts al massimo della velocità possibile.

Dal punto di visto della software house la situazione è ancora peggiore perché tutti gli azionisti sapranno la spaventosa cifra che è costata tale licenza e saranno semplicemente furiosi di sapere che di tutti i giochi in progetto nemmeno uno è stato vicino al concetto di successo.

Il comportamento di Electronic Arts, a tal proposito, è stato quanto di meno efficiente possibile e potrebbe essere segnale di una qualche incrinatura all’interno della struttura della software house. Se siete appassionati del brand EA non preoccupatevi, l’azienda americana continua a fatturare cifre incredibili semplicemente grazie alla presenza delle microtransazioni all’interno di alcune specifiche modalità dei vari capitoli di FIFA.

Tutti quelli che, invece, non sono molto interessati al marchio di EA potranno iniziare a prendere i popcorn per assistere a qualche sicuro cambiamento di rotta da parte dell’azienda.

Cosa ne pensate del comportamento di EA nei confronti dei titoli di Star Wars? Cosa ne pensate in generale

Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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