Annunciato Alien: Blackout, nuovo survival horror per smartphone

Immagine promozionale per Alien: Blackout, dove Amanda Ripley tenta di nascondersi dallo Xenomorfo


Dopo i numerosi leak e teorie dei mesi precedenti, oggi FoxNet Games, assieme a D3 Go! e Rival Games, ha annunciato l’arrivo di Alien: Blackout, un nuovo gioco mobile sulla storica licenza dello Xenomorfo per iOS e Android.

Il gioco ci metterà direttamente nei panni di Amanda Ripley e dell’equipaggio di una stazione spaziale della Weyland-Yutani nel tentativo di sopravvivere al risveglio e ai numerosi attacchi di uno Xenomorfo. Il gioco sarà disponibile all’acquisto su App Store, Google Play e Amazon Appstore. 

Ecco la descrizione del gioco direttamente dal sito di D3 Go!

 

 

Gli sviluppatori del titolo, D3 Go!, già famosi per la saga mobile dei “Puzzle Quest”, hanno rilasciato un’esaustiva descrizione del loro nuovo titolo, qui riportata e tradotta in italiano:

“Il terrore di Alien è rinato con Alien: Blackout. Cerca di sopravvivere mentre sei intrappolato a bordo di una malmessa stazione spaziale della Weyland-Yutani che trasporta un letale Xenomorfo che braccherà te e la tua ciurma. Raggira il predatore perfetto compiendo delle scelte rischiose. I giocatori dovranno affidarsi al sistema di mantenimento della stazione o rischiare sacrificando qualche membro della ciurma per evitare un incontro letale con la creatura, alterando permanentemente il risultato del gioco. Sopravvivi a sette terrorizzanti livelli guidando indirettamente la ciurma di Amanda Ripley attraverso sfide ed obiettivi sempre più difficili, usando il sistema d’emergenza della nave. L’incertezza e l’imprevedibilità sia dell’Alien che della ciurma potranno portare ad una totale disfatta sia di Amanda che della stazione. Alien: Blackout è un’esperienza di gioco mobile unica e spaventosa che testerà i nervi dei fan di Alien, ma anche dei fan dell’horror in generale, dove la vita può finire in un istante.”

 

La grande rigiocabilità e l’imprevedibilità dell’IA saranno i punti di forza di Alien: Blackout

 

Screenshot di Alien: Blackout che vede raffigurato il pannello di controllo del sistema di sicurezza della nave

 

Come suggerisce il titolo, Alien: Blackout avrà un sistema di gioco molto simile e liberamente ispirato a quanto abbiamo già visto con la saga horror indie di Five Nights at Freddy’s negli anni precedenti.

Il giocatore dovrà infatti mantenere stabile l’energia del sistema d’emergenza della stazione spaziale, monitorando telecamere, porte meccaniche, sistema di luci e supporto vitale per cercare di far sopravvivere quanti più membri della ciurma possibile.

Il gioco non sarà un diretto seguito di Alien: Isolation, ma un episodio isolato delle vicende di Amanda, che tra la cronologia dei primi due film è ancora in cerca di risposte sul destino della madre.

“[Alien: Blackout] è un gioco stand-alone che condivide il personaggio principale di Amanda Ripley con Alien: Isolation, ma non ne è un seguito diretto o collegato in qualche modo”

Queste sono state le parole di Fox riguardo le frequenti domande sul collegamento tra i due titoli. La Fox ha però intenzione di rendere più popolare il personaggio di Amanda inserendolo nei futuri progetti legati al franchise.

L’elemento più caratteristico del titolo, hanno detto Rival Games, i co-sviluppatori di Alien: Blackout, sarà l’elevato tasso di rigiocabilità dei livelli: l’Alien non agirà mai allo stesso modo, ma anzi reagirà alle numerose azioni e scelte che il giocatore potrà compiere per salvare la propria ciurma.

I fan di Alien: Isolation che hanno apprezzato la spaventosa intelligenza dello Xenomorfo avranno pane per i propri denti con questo nuovo titolo mobile. Cosa ne pensate? Seguiteci per ulteriori aggiornamenti su Alien: Blackout

 

Screenshot di Alien Blackout dove due membri dell'equipaggio della stazione spaziale scappano dallo Xenomorfo

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Articolo a cura di Riccardo Liberati

Classe 1997, cresciuto immerso dai libri, cartoni e videogiochi, ho sempre desiderato e provato fin dalla tenera età a creare storie fantasiose che rendessero un po' più brillante la mia vita monotona.

Ho trascorso l'infanzia in solitaria, giocando a quanti più titoli possibili, spaziando dai vecchi J-RPG di Square Enix fino ai più violenti sparatutto su PC, non disdegnando nel frattempo RTS, platform e giochi di corse automobilistiche.

Alle superiori riesco finalmente ad aprirmi e a trovare dei compagni con i miei stessi gusti e sogni, e capisco che non amo tanto i videogiochi, quanto la cultura ed i messaggi dietro di essi, gli stessi che ho sempre trovato nei libri, film e qualsiasi altro tipo di medium artistico.

Inizio a lottare per questo concetto scrivendo all'impazzata ed accrescendo la mia cultura ancor di più, sia attraverso la scuola che attraverso gli incontri e le persone d'ogni giorno. Questo bel sogno finisce con l'arrivo all'università, periodo peggio di qualsiasi film horror che abbia mai visto e che mi costringe a mollare tutto e rifugiarmi nella mia Fortezza della Solitudine per tre anni, perdendo interesse e linfa vitale per qualsiasi cosa.

Nel frattempo ho lavorato in numerosi settori, dall'aiuto vendita al libraio al tutor privato, e nel 2018 inizio a scrivere per Player.it, il mio primo incarico ufficiale come giornalista videoludico e che mi ha formato moltissimo sia nell'ambito dei videogiochi che in quello della scrittura basilare.

Oggi ho ripreso a studiare grazie alla scelta repentina ed irrazionale di iscrivermi alla Scuola Holden di Torino, luogo da cui vi scrivo, abbandonando casa per la prima volta ed il luogo natale di ogni mio piccolo successo e grande fallimento. La mia speranza? Quella di poter riuscire a trovare una strada ben delineata, facendo quello che mi piace fare senza dovermi sottomettere a nessuno

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