Zenimax registra un nuovo trademark denominato “Deathloop”

Logo di Zenimax Online, la compagnia e lo studio di sviluppo dietro a The Elder Scrolls Online


Zenimax, la compagnia videoludica che possiede Bethesda, Arkane Studios e id Software, ha appena registrato un nuovo trademark denominato “Deathloop”

Dopo gli scandali ed i numerosi problemi causati da Fallout 76 di Bethesda, Zenimax sembra pronta a correre ai ripari non solo continuando a supportare gli attesissimi nuovi capitoli di Rage e DOOM, ma forse anche con lo sviluppo di quella che sembra essere una nuova ip. 

Un possibile titolo multiplayer per smartphone?

 

Screenshot tratto da Fallout Shelter in cui due abitanti del Vault si sbaciucchiano

 

Non abbiamo ancora nessuna conferma o annuncio ufficiale da parte della compagnia, ma dalle informazioni ricavate dalla registrazione del trademark “Deathloop” potrebbe essere un nuovo gioco mobile con una componente multiplayer. 

Bisogna tener conto che i trademark non sono, almeno per la maggior parte dei casi, delle fonti d’informazioni affidabili quando si parla di videogiochi. È anche vero che nel 2013 Zenimax registrò il trademark di Starfield, che è stato annunciato ufficialmente solo all’E3 del 2018 

L’ipotesi del titolo mobile potrebbe comunque reggere. Ricordiamo infatti che Bethesda, nel 2015, rilasciò il suo primo titolo per smartphone, quel Fallout: Shelter che prese tutti quanti noi di sorpresa e che divenne ben presto uno dei titoli più giocati della compagnia.

 

Screenshot per The Elder Scrolls Blades, titolo mobile del franchise Bethesda

 

Inoltre Bethesda è già al lavoro su di un nuovo titolo mobile: The Elder Scrolls Blades, previsto per i primi mesi del 2019 e basato appunto sulle avventure delle guardie personali dell’Imperatore di Tamriel. della storica saga fantasy.

Per ora queste sono tutte le informazioni a nostra disposizione. Rimanete sintonizzati per ulteriori aggiornamenti su questo misterioso trademark “Deathloop”

 

 

 

 

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Articolo a cura di Riccardo Liberati

Classe 1997, cresciuto immerso dai libri, cartoni e videogiochi, ho sempre desiderato e provato fin dalla tenera età a creare storie fantasiose che rendessero un po' più brillante la mia vita monotona.

Ho trascorso l'infanzia in solitaria, giocando a quanti più titoli possibili, spaziando dai vecchi J-RPG di Square Enix fino ai più violenti sparatutto su PC, non disdegnando nel frattempo RTS, platform e giochi di corse automobilistiche.

Alle superiori riesco finalmente ad aprirmi e a trovare dei compagni con i miei stessi gusti e sogni, e capisco che non amo tanto i videogiochi, quanto la cultura ed i messaggi dietro di essi, gli stessi che ho sempre trovato nei libri, film e qualsiasi altro tipo di medium artistico.

Inizio a lottare per questo concetto scrivendo all'impazzata ed accrescendo la mia cultura ancor di più, sia attraverso la scuola che attraverso gli incontri e le persone d'ogni giorno. Questo bel sogno finisce con l'arrivo all'università, periodo peggio di qualsiasi film horror che abbia mai visto e che mi costringe a mollare tutto e rifugiarmi nella mia Fortezza della Solitudine per tre anni, perdendo interesse e linfa vitale per qualsiasi cosa.

Nel frattempo ho lavorato in numerosi settori, dall'aiuto vendita al libraio al tutor privato, e nel 2018 inizio a scrivere per Player.it, il mio primo incarico ufficiale come giornalista videoludico e che mi ha formato moltissimo sia nell'ambito dei videogiochi che in quello della scrittura basilare.

Oggi ho ripreso a studiare grazie alla scelta repentina ed irrazionale di iscrivermi alla Scuola Holden di Torino, luogo da cui vi scrivo, abbandonando casa per la prima volta ed il luogo natale di ogni mio piccolo successo e grande fallimento. La mia speranza? Quella di poter riuscire a trovare una strada ben delineata, facendo quello che mi piace fare senza dovermi sottomettere a nessuno

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