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Un sacco di nuove informazioni su Judge Eyes

Judge Eyes

Dengeki Oniline, attraverso una complesso intervista a Toshihiro Nagoshi e Kazuki Hosokawa, ha rivelato un’ enorme quantità di dettagli riguardo l’ultimo titolo annunciato da Studio Yakuza, quel Judge Eyes che è stato presentato la settimana scorsa durante la febbre pre-Tokyo game show 2018.

L’intervista, lunghissima ed estremamente dettagliata, è stata riassunta da varie testate internazionali nel tentativo di portare ai lettori i dati più importanti.

Se avete voglia di sapere come sarà fatto questo Judge Eyes leggete qui sotto!

Judge Eyes secondo Dengeki Online

Nel corso dell’intervista le domande fatte a quelli di studio Yakuza sono state praticamente infinite e i dati ricavati da tutto ciò sono praticamente altrettanti

Secondo quando scoperto durante l’intervista Project Judge (il nome nipponico di Judge Eyes, NDR) è nato da un’ idea originale di Toshihiro Nagoshi (main game designer dietro la serie di Yakuza); il primo vagito di questo progetto comparì circa tre o quattro anni fa senza però la possibilità materiale di poterci lavorare sopra; ora che la serie di Yakuza è arrivata al suo capolinea il game designer giapponese ha deciso di lavorarci su.

Judge Eyes userà il Dragon Engine di Yakuza 6 con diverse migliorie e potenziamenti, specialmente per quanto riguarda il reparto collisioni e il reparto espressività dei personaggi. Anche l’illuminazione e i colori sono stati differenziati rispetto l’ultimo capitolo del dragone di dojima, cercando di andare incontro al tema del videogioco.

La scelta della finestra di lancio di Judge Eyes è dovuta alle intenzioni del team e di SEGA di tirare fuori un bel videogioco durante le vacanze natalizie (almeno per il Giappone sarà così, per noi europei probabilmente il discorso sarà differente); il titolo è stato annunciato soltanto tre mesi prima del suo rilascio per evitare che qualcuno si dimenticasse della sua esistenza.

A questo proposito Studio Yakuza fa sapere che lo sviluppo del gioco è completato da un po’, il team si sta dedicando unicamente al debugging per il momento.

Judge Eyes sarà un titolo molto più character oriented di Yakuza.

Judge EyesDurante l’intervista è stato dato molto risalto a tutti i discorsi che circondano la presenza di Takuya Kimura come doppiatore per il protagonista Takayuki Yagami.
Inizialmente il ruolo del protagonista era stato pensato per un personaggio completamente originale, non modellato su niente e nessuno.

L’idea di aggiungere Kimura è venuta quando si è riscontrata la necessità di migliorare l’appeal del titolo nei confronti del mercato giapponese; Studio Yakuza si è reso conto con Yakuza 6 delle potenzialità del Dragon Engine ed ha deciso di utilizzato per creare un personaggio in grado di rispecchiare le movenze di un vero attore, di uno famoso. Avere un volto famoso all’interno del videogioco avrebbe aiutato di certo, visto anche il clamore che si era creato con la comparsa di Takeshi Kitano all’interno di Yakuza 6.

Gli sviluppatori hanno confermato che Takayuki Yagami parlerà più di quanto abbia fatto Kiryu in un singolo gioco della saga Yakuza; utilizzare Kimura come attore è stato comunque complicato per gli sceneggiatori che si sono trovati davanti un gran numero di cavilli legali e di problemi legati alla figura della sta con cui stavano lavorando. Sono state riscritte molti parti del gioco per fare in modo che esse si adattassero maggiormente alla figura di Kimura. Il doppiaggio del titolo, inoltre, è stato eseguito seguendo in ordine cronologico lo sviluppo del gioco.

Le quest secondarie, in ogni caso, non sono state completamente doppiate a causa dell’enorme mole di lavoro che si è dovuta fare per doppiare la storia principale; alcune di queste ultime manterranno uno spirito comico, similarmente a come è successo per molte delle quest secondarie di Yakuza.

Altri personaggi importanti della storia sono stati creati ispirandosi a attori reali: Takashi Genda, ad esempio, è modellato pensando ad Akira Nakao, attore scelto perché perfettamente in linea con l’idea che i game designer avevano per il ruolo dell’avvocato all’interno del gioco.

Il detective Mitsuru Kuroiwa, invece, è stato scelto Shosuke Tanihara; tale scelta è stata dettata dal team a causa della grande serietà recitativa dell’attore, tratto caratteristico che lo rendeva perfetto per il ruolo.

A Pierre Taki è stato chiesto di interpretare il leader della Yakuza Kyohei Hamura per un motivo molto semplice: l’attore è famoso in patria per essere un volto noto della criminalità televisiva.

I personaggi femminili del titolo che circonderanno Takayuki avranno ruoli importanti ma non ce ne saranno di protagoniste; Il protagonista del titolo non avrà storie romantiche con importanza sulla storia, ma semplici scappatelle legati a eventi specifici. Sarà assente, al riguardo, anche il minigame dell’Hostess Club presente all’interno di Yakuza.

Judge Eyes sarà ambientato in luoghi che già conosciamo.

Judge Eyes

Durante l’intervista i due game designer hanno anche avuto modo di spiegare la scelta di ambientare Judge Eyes all’interno della già nota Kamurocho, il quartiere ispirato al reale quartiere a luci rosse Kabukicho di Tokyo.

Durante la prototipazione del titolo gli sviluppatori avevano intenzione di ambientare Judge Eyes fuori da Tokyo, in un’ altra grande città giapponese senza però andare a richiamare i posti già visitati con Yakuza; soltanto a gioco inoltrato si è deciso di cambiare location puntando nuovamente su Kamurocho, luogo che si è dimostrato perfetto per gli sviluppatori come base per gli eventi del titolo. Sviluppare Judge Eyes all’interno di un ambientazione già conosciuta ha inoltre permesso loro di concentrarsi maggiormente sul gameplay invece che sulla costruzione di un ambiente interessante.

Il gameplay è un’ altro dei punti davvero importanti del titolo: completando minigiochi, mangiando o risolvendo casi di investigazione all’interno del gioco si verrà ricompensati con una valuta conosciuta come SP; questi punti hanno lo scopo di migliorare le abilità del nostro protagonista, sia a livello combattivo che nella semplice interazione con la sua vita da detective; il nostro Takayuki potrà imparare, ad esempio, come scassinare le serrature, in modo da concedere al giocatore un’ altra via per risolvere il caso.

Questa dualità del gameplay, in ogni caso, non sarà lasciato allo sbando: il proprio stile di combattimento sarà variegato e potenziabile attraverso i sopra descritti SP; sono state aggiunte alle abilità di gioco nuove mosse in grado di far interagire il nostro personaggio con lo scenario in modi mai visti prima.

Gli sviluppatori hanno anche avuto la premura di differenziare lo stile di combattimento di Takayuki da quello di Kiryu mischiando stili di arti marziali tra di loro. Parte della storia cercherà di spiegare al giocatore come ha fatto un ex avvocato a diventare un provetto artista marziale. I diversi approcci alle missioni e alle situazioni del gioco ricompenseranno il giocatore con quantità variabile di SP.

Le missioni secondarie del gioco, secondo quanto detto dai game designer, sono state ispirate al grande aumento di casi di tradimento che i detective si trovano a risolvere nella vita reale; alcuni dei casi secondari inseriti all’interno del gioco hanno dei risvolti davvero curiosi, pertanto andrebbero provati per saggiare la totalità del gioco.

Per cercare di far interessare quante più persone possibile al nuovo brand Studio Yakuza ha deciso di rilasciare un demo in contemporanea con l’annuncio del gioco; questo sperando che il marketing funzioni e riesca a portare nuovi utenti al titolo SEGA.

La demo che Studio Yakuza sta preparando per il Tokyo Game Show 2018 sarà differenti in tutto e per tutto da quella scaricabile dallo store Playstation; all’interno di quella dema saranno anche presenti due minigiochi mai visti prima all’interno della serie Yakuza.

Judge Eyes uscirà per Playstation 4 durante il Dicembre 2018 in Giappone, per il resto del mondo la data di rilascio è al momento ancora ignota.

Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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