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Guida carte Artifact – deckbuilding e FAQ

Guida Artifact

In un mondo che ha occhi soltanto per lo strapotere di blizzard ed il suo gioco di carte ambientato in una locanda c’è bisogno di un rivale abbastanza qualificato per affrontarlo. Tra un Magic The Gathering: Arena e una partita a Gwent, stiamo tutti aspettando l’arrivo del nuovo titolo di Richard Garfield, uno dei migliori game designer che ha applicato le sue conoscenze al mondo delle carte collezionabili.Il nuovo bambino di Garfield si chiama Artifact, un gioco di carte collezionabili sviluppato intorno all’universo narrativo e visivo del moba DOTA2, di proprietà Valve.

Ne abbiamo già parlato in modo intenso in una guida apposita e con questa guida qui ci apprestiamo ad andare a analizzare ciò che per il momento è stato rivelato sul sistema che circonda le carte, il deckbuilding e alcuni elementi del gameplay; in modo da preparare chiunque legga questa guida allo stile di pensiero da utilizzare correttamente per avere un deck migliore degli altri.

L’articolo, ovviamente, verrà aggiornato mano a mano che ci avviciniamo alla beta e alla release ufficiale del titolo.

Guida Carte Artifact – cosa c’è da sapere?

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Partiamo dai principi che regolano tutto il game design dietro Artifact stesso, che ricordiamo diventare disponibile per tutti i giocatori il 28 Novembre 2018 su Steam.

  • Al lancio Artifact conterrà 280 Carte differenti, divise tra carte eroi e carte legate agli eroi.
  • Il proprio mazzo, in Artifact, potrà avere un massimo di quaranta carte al proprio interno. È possibile creare mazzi di minori dimensioni comunque, il limite minimo di carte al momento della stesura di questo articolo non è stato ancora dichiarato.
  • Esistono quattro differenti colori delle carte che corrispondono a quattro idee di game design ben precise: Carte nere, carte blu, carte verdi e carte rosse.
  • Ogni colore possiede un set specifico di carte eroe, carte abilità e carte magia specifiche.
  • Ogni mazzo di Artifact potrà contenere un massimo di cinque differenti eroi; il numero cinque proviene dal numero di eroi necessari per completare una delle due fazioni di DOTA2 durante una qualsiasi partita.
  • Ogni mazzo potrà contenere al massimo due differenti colori di carte al suo interno; al momento della stesura di questo articolo è ancora ignoto se esisteranno carte multicolore o meno.
  • Le carte potranno essere inserite nel proprio mazzo in un massimo di tre copie; è sconosciuto al momento della stesura di questo articolo se tale limite è valido anche per le carte eroe o se è valido per tutto il resto.

Guida carte Artifact – cosa vogliono dire i differenti colori a cui appartengono le carte?

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L’avevamo già anticipato sopra e qui lo riconfermiamo: Artifact vedrà il proprio pool di carte diviso in diversi colori, ogni colore appartiene a un certo genere di idea di game design che determinerà gli effetti e il feeling delle carte.Ecco come si differenziano i vari colori proposti in Artifact:

  • Nero: Il colore nero è il colore degli attacchi a sorpresa e delle mosse inaspettate; gli eroi di colore nero sono collegati a eroi che sul moba DOTA2 erano in grado di tendere imboscate e comparire all’improvviso in battaglia, cambiando gli esiti della stessa.
  • Blu: Il colore blu è il colore dell potenza magica votata all’offesa, carte che richiamano l’attesa necessaria per far sbocciare un potere incontrollabile in grado di vincere da solo le partite. Le carte eroe collegate a questo potere richiamano sempre la magia e le cose collegate a essa.
  • Verde: Il colore verde è il colore del supporto e dell’alleanza, carte in grado di potenziare le proprie carte vicine e in grado di curare determinati bersagli. Gli eroi di questo colore possiedono abilità utili al giocatore perché difensive o perché in grado di potenziare altre carte.
  • Rosso: Il colore rosso è un colore delle dimensioni e dell’aggressività; carte in grado di fungere sia da attacco che da difesa grazie alle statistiche importanti e alle abilità in grado di farli resistere più del dovuto sul campo di battaglia. Gli eroi di questo colore possiedono grandi quantità di HP, Difese e punti attacco peccando in versatilità e in capacità di essere utili al di fuori della loro zona d’influenza.

Guida Carte Artifact – c’è un sistema di risorse nel titolo?

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Le carte di Artifact, come trading card game che si rispetti, costano un determinato numero di risorse per poter essere utilizzate; Artifact ha chiamato la sua risorsa princiaple mana. Ogni carta ha il suo costo di mana ed esso è solitamente rapportato al livello di potenza della carta stessa.

Il mana si ottiene automaticamente all’inizio del turno, partendo da tre unità durante il primo turno; per ogni turno che passa il mana che si ottiene all’inizio delle proprie mosse aumenta di una unità; la quantità di mana che si guadagna può essere aumentata o diminuita a seconda degli effetti delle carte che si giocano.

Un buon mazzo è in grado di fare giocate che hanno effetto sui propri campi di battaglia sin dall’inizio della partita. Per imparare a bilanciare la curva di mana, dovrete aspettare l’arrivo di una beta del titolo, in modo che possiamo metterci le mani sopra come dei bravi videogiocatori.

Guida Carte Artifact – posso giocare le carte come voglio?

Il game design dietro Artifact non prevede la possibilità di giocare carte di un colore senza possedere un eroe sul campo di battaglia di quel colore. Ognuna delle tre lane in cui avvengono i combattimenti andrà popolata con un numero variabile di eroi, a ogni eroe corrisponde un dato colore.

Ogni lane avrà, di conseguenza, il suo colore e soltanto carte corrispondenti potranno essere giocate in tale zona. Le uniche eccezioni al momento conosciute sono date dalla possibilità di alcuni eroi di interagire con tutte le lanes a prescindere dalla loro posizione.

Guida Carte Artifact – come ottengo carte nuove?

L’acquisizione di nuove carte in Artifact è un discorso che deve ancora essere approfondito in modo importante da Valve stessa. Per il momento sappiamo che, comprando Artifact, si avrà accesso a uno starting set, cioè un pacchetto contenente tutte le carte necessarie per iniziare a giocare. Queste carte insieme a quelle che si ottengono giocando normalmente possono essere scambiate attraverso il marketplace di Steam.

Questo marketplace funziona da vero e proprio mercato secondario, permettendo a ogni giocatore di scambiare carte e di vendere le proprie secondo dei prezzi che stabilisce esso stesso. A breve rilasceremo anche una guida su come funziona nello specifico il trading di carte all’interno di Artifact

Guida Carte Artifact – quanto costerà comprare una carta nuova?

Al momento il discorso legato ai prezzi delle carte di Artifact è uno dei punti più oscuri di tutto quello che circonda il nuovo prodotto di Richard Garfield e Valve stessa. Sappiamo che le carte potranno essere scambiate in una sorta di libero mercato con l’intera community di Steam ma non è stato specificato quale tipo di economia il gioco tenta di promuovere.

Conosciamo le intenzioni di Valve di staccare il valore di una carta dalla sua potenza; di conseguenza è possibile pensare che le compravendite dietro Artifact seguiranno molto banalmente la legge di “domanda/offerta” che, ad esempio, già regola gran parte del mercato secondario di Magic The Gathering.

Guida Carte Artifact – esisteranno le rotazioni?

Valve ha dichiarato che Artifact, differentemente da Heartstone, non avrà rotazioni ma avrà carte perennemente giocabili all’interno dei propri mazzi; questo perché nelle intenzioni dell’azienda americana è possibile trovare un certo incoraggiamento a deckbuildare in modi sempre diversi e sempre efficaci.

Non ci saranno rotazioni che tireranno fuori carte da determinati formati, di conseguenza non ci sarà quel momento dell’anno in cui ci si ritrova a dover cestinare gran parte del proprio mazzo; se si vuole cambiare archetipo o semplicemente stile di gioco basterà mettere in vendita quello che si nel sopracitato Marketplace e cercare di mercanteggiarsi un qualche tipo di guadagno.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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