Fifa Ultimate Team – Grazie al GDRP un videogiocatore ha calcolato di aver speso oltre 10.000 dollari in microtransazioni

Fifa Ultimate Team

Da quando il GDPR è arrivato in territorio europeo moltissime aziende sono dovute sottostare a regolamenti più ferrei per quanto riguarda il trattamento e l’utilizzo dei dati personali degli utenti. Non tutto è venuto per nuocere perché oggi potete scoprire un utilizzo creativo per tale strumento.

Fifa Ultimate Team

GDPR è un acronimo che vuol dire general data protection regulation, ovvero una serie di regolamentazioni atte a rafforzare in modo omogeneo la protezione dei dati personali di tutti gli abitanti dell’unione europea. Questo genere di regolamentazioni, se non rispettate, portano a multe salatissime che hanno già causato danni nel mondo dei videogiochi.

Un videogiocatore inglese è riuscito a usare il GDPR per comprendere anche la portata delle microtransazioni che ha effettuato nella modalità ultimate team di FIFA nel corso degli ultimi due anni di gioco arrivando a scoprire un’ amara sorpresa.

Vediamo insieme cosa è successo e come quest’ultimo abbia fatto a scoprire quei dati.

Fifa Ultimate Team e la sua fame di dati.

Il protagonista di questo colpo di genio si chiama Micheal (nome fittizio), un trentaduenne inglese che ha deciso di prendere il toro per le corna ed ha sfruttato l’operatività del GDPR per richiedere direttamente a Electronic Arts tutti i dati che lo intrecciavano al mondo di Fifa Ultimate Team, una delle modalità più popolari presenti negli ultimi videogiochi della serie Fifa. Questa modalità è famosa perché permette di creare la propria squadra giocatore per giocatore attraverso delle meccaniche molto simili a quelle presenti nei reali giochi di carte collezionabili.

Secondo quanto dichiarato dallo stesso ai microfoni di Eurogamer, il videogiocatore inglese ha fatto richiesta dei sopracitati dati per scoprire se in qualche modo poteva comprovare le varie polemiche legate al momentum e alle lootboxes all’interno di Fifa.

“Mi sono chiesto se i miei dati fossero legati in qualche modo a uno degli argomenti più scottanti legati al gioco. Quando ho fatto richiesta il consulente che ho contattato è rimasto in primis un po’ confuso ma è riuscito a risolvere il mio dilemma interfacciandosi con altri dipartimenti ed è riuscito infine ad avviare il procedimento. Electronic Arts mi ha richiesto delle informazioni personali come Nome, Cognome e una fotografia della mia carta d’identità, chiedendo trenta giorni di tempo per l’elaborazione dei dati. Dopo un mese di tempo due file .pdf sono comparsi nella mia casella di posta”

All’interno dei Pdf spediti da Electronic Arts Micheal ha ricevuto tutti i dettagli che aveva richiesto attraverso il rispetto del GDPR: duecento pagine con una grandissima quantità di voci al loro interno: Statistiche riguardanti i videogiochi Fifa su cui ha giocato alla modalità Fifa Ultimate Team , file audio riguardanti le telefonate che aveva fatto al centro assistenza di Electronic Arts, Dettagli sui giocatori venduti e acquistati nel corso della sua carriera su Fifa Ultimate Team.

Utilizzando Reddit ha poi spiattellato tutta la storia ai quattro venti: alcune delle informazioni su di lui sono state uploadate su Imgur per farle consultare al pubblico mondiale.

Le percentuali riguardanti le lootboxes di Fifa Ultimate Team sono rimaste nascoste?

Micheal ha giocato a Fifa Ultimate Team per circa due anni in modo quotidiano; secondo le sue dichiarazioni egli l’ha usato nel tempo libero come hobby e a seconda del tempo è stato in grado di dedicare esso un minutaggio compreso tra la mezz’ora e le sei ore consecutive; non solo, egli ha giocato in modo assiduo alla lega settimanale ed è tutto meno che un’ utilizzatore casuale della piattaforma.

Nella pletora di dati forniti da Electronic Arts all’utente sono figurate anche le spese complessive legate alle microtransazioni presenti in Fifa Ultimate Team, spese che viaggiano per cifre notevoli come diecimila dollari spesi nell’arco dei due anni presi in esame.

Per me e la mia fidanzata aver speso diecimila dollari non è stato un gran problema dato il nostro reddito decente. Questo tipo di somma, però, potrebbe causare problemi finanziari per tutti i giocatori appartenenti a ceti ceti abbienti. Il problema della dipendenza dall’acquisto di casse premio è reale e questo videogioco ne è un chiaro esempio!

A mancare però sono alcuni dei dati più importanti: vengono citati tutti i calciatori acquistati o venduti dal giocatore di cui si richiedono i dati ma non vengono in alcun modo citati i giocatori ottenuti sbustando i pacchetti. Questo ha sorpreso in modo deciso l’autore del progetto; non esistono dati che indicano il tipo di pacchetto acquistato e la tipologia di contenuti al loro interno bensì viene citata soltanto la quantità di Fifa Points necessario all’acquisto del pacchetto stesso.

A sorprendere ulteriormente Micheal è stato anche il discorso dei file audio delle chiamate al centro assistenza di Electronic Arts; non tanto perché le chiamate erano state registrate (moltissime aziende, anche più piccole, lo fanno) ma perché queste ultime sono state conservate per ben due anni

Nonostante tutto Micheal ha dichiarato di non essere soddisfatto dei dati ricevuti da Electronic Arts perché sono state omesse proprio le informazioni sui pacchetti, informazioni che una volta per tutte avrebbero potuto mettere a tacere o comunque tranquillizzare le voci che imperversano sul web al riguardo. Secondo lo stesso Electronic Arts ha usato un qualche tipo di scappatoia legale per omettere quei dati.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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