Resident Evil Revelations 2 (Episodio 3) – Recensione


Articolo a cura di Giulia Ambrosini

Con l’episodio “Condanna” ci stiamo avvicinando al gran finale, pertanto qualche considerazione in più sulla storia che ci ha accompagnati sin qui è d’obbligo. Se desiderate seguire la nostra recensione evitando qualunque genere di spoiler, proseguite nella lettura evitando il paragrafo intitolato “Sconcertanti Rivelazioni”.

SCONCERTANTI RIVELAZIONI
Già nella conclusione del primo episodio “Colonia Penale” siamo stati posti dinnanzi ad una sconcertante rivelazione di Natalia la quale, pervasa da un ricordo doloroso, afferma che Moira è morta. Inutile dire che la sua affermazione poteva essere vera quanto frutto di una percezione errata, perciò il nostro compito nella prima parte della campagna è stato quello di seguire le tracce della ragazza per scoprire la verità. La trama si è quindi sviluppata seguendo il viaggio di Claire e Moira sull’isola, mentre Barry e la piccola proseguivano nella loro ricerca, che li ha condotti alla scoperta di un altro fatto inquietante. I due trovano una foto del fantomatico Albert Wesker in compagnia di una donna, la cui identità viene chiarita da Natalia. Si tratta nientemeno che della sorella Alex Wesker (o più propriamente uno dei soggetti coinvolti nel progetto Wesker). E’ chiaro dunque che gli esperimenti condotti sei mesi prima dalla Guardiana dell’isola hanno a che fare con questa problematica famiglia. Il mistero si infittisce quando una voce misteriosa chiama la piccola e si rivolge a lei come se la conoscesse. Le strane doti percettive di Natalia suscitano infatti parecchi punti interrogativi, che rimangono in sospeso anche in questo terzo episodio.

IL TERZO EPISODIO SI CONCEDE UNA DIVAGAZIONE
Abbiamo lasciato la squadra di Claire e Moira appena fuori da un imponente edificio con degli alloggi, dove abbiamo assistito al terribile schianto dell’elicottero guidato da un collega di Terra Save venuto a salvarci. Rimaste nuovamente sole, le due proseguono verso una vecchia fabbrica nella speranza di ritrovare almeno Neil, il capo dell’associazione. Ritorna in questo episodio la componente degli enigmi ambientali, utilizzati in modo poco originale per farci proseguire in una parte di campagna che si è rivelata poi essere solo una deviazione del percorso per allungare un po’ il brodo. Siamo inoltre ben lontani da enigmi infarciti da una buona dose di genio; alcuni si risolvono semplicemente proseguendo con cautela, o facendoci aiutare dal partner. La vecchia fabbrica presentava l’immancabile mattatoio dove tra vasche piene di sangue e animali appesi, gli sviluppatori hanno cercato di innalzare il registro horror, ahimé senza riuscirvi particolarmente. In una delle stanze ci veniva chiesto di regolare il movimento del nastro trasportatore per far cadere su una macchina tritacarne dei pezzi di animale. Qui abbiamo riscontrato un bug in cui, sparando al gancio che teneva il pezzo, quest’ultimo rimaneva sospeso in aria sopra la macchina obbligandoci quindi a ripetere l’operazione per completare la sfida. La voce della Guardiana ci accompagna in questa specie di Hunger Game che sa un po’ troppo di già visto, con riferimenti un po’ forzati alla mitologia e a Prometeo (che avrebbero anche potuto funzionare se le linee di dialogo non continuassero a scendere verso il basso con battute un po’ tristi) Fortunatamente nella parte successiva la storia riprende il suo corso e ci troviamo ad affrontare una boss fight più stimolante all’interno della torre dove pare si nasconda la Guardiana.

AD UN PASSO DALLA VERITA’
Nessuna novità di rilievo purtroppo neanche per quanto riguarda la parte di campagna dedicata a Barry e Natalia. Anche il loro viaggio è infarcito di ostacoli da superare ma qui la necessità di cambiare personaggio si fa per fortuna più forte rendendo il ritmo dell’azione meno pesante. Natalia continua ad esserci fondamentale per identificare i nemici invisibili e per aprirci la strada. Dopo aver percorso il medesimo edificio e aver ottenuto indizi maggiori sulla figlia, Barry e la piccola raggiungono una location inedita: una vecchia miniera polverosa con impalcature e nastri trasportatori. La torre della Guardiana si trova oltre la vallata perciò occorre attraversarla aprendo i cancelli automatici inattivi per mancanza di corrente. Se non siete amanti dei puzzle ambientali, o in generale delle operazioni da ripetere più volte potreste trovare questa parte un po’ frustrante. Non mancano comunque dei nemici a farci sentire in buona compagnia. Esplorando con cura l’ambiente è possibile recuperare anche in questo episodio delle armi nuove, da sostituire a quelle in nostro possesso presso il bancone di lavoro per il potenziamento.

CONCLUSIONE
Con il secondo episodio abbiamo assistito ad un ampliamento del gameplay e un buon equilibrio tra storia e azione con alcune novità molto interessanti che ci hanno invogliati a proseguire. Le sensazione che ci ha lasciato l’episodio “La Condanna” non sono invece altrettanto positive. A fronte di una storia che per una buona parte della campagna non incalza con nuove svolte, anche il gameplay non si è rivelato altrettanto coinvolgente tanto che in alcuni momenti è subentrata un po’ di noia, fattore molto pericoloso per un prodotto della durata media di circa 3 ore. Nonostante questo anche il terzo episodio si rivela imprescindibile per chi abbia iniziato a seguire le vicende dei nostri protagonisti e voglia scoprire nuovi dettagli sulla trama. Vi diamo appuntamento alla settimana prossima con la recensione completa comprensiva del quarto e ultimo episodio. Una nota a parte verrà fatta invece per i due Spin Off dedicati a Natalia e Moira.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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