One Piece: Unlimited World R – Recensione


Onepiece: Unlimited World R – Recensione – L’epopea piratesca di Eichiro Oda continua il suo grande successo di manga, anime e, ormai da qualche anno, anche di videogioco: Proprio come Naruto e Dragonball che hanno visto la loro saga riadattarsi e reinventarsi per un pubblico sempre più esigente, anche Onepiece si trasforma nel nuovo capitolo Unlimited World R supervisionato direttamente dal suo creatore. Il gioco è uscito inizialmente in Giappone solo per console Nintendo 3DS e arriva da noi completamente rimasterizzato e pronto per essere giocato anche su console Playstation 3, Wii U e Playstation Vita. La versione che abbiamo provato è quella Ps3.

recensione di Simone Alvaro “Guybrush89” Segatori

DI NUOVO ALL’ARREMBAGGIO



La storia è un remix dell’avventura originale e vede la ciurma di Cappello di Paglia raggiungere la pittoresca città di Transtown che fungerà da vera e propria base per tutto il gioco. Mentre Rufy è alla ricerca di cibo per le vie cittadine, i membri della sua ciurma verranno ingannati e rapiti da misteriosi doppioni malvagi dei nostri eroi. Dopo aver salvato Yadoya, NPG fondamentale per le diverse attività cittadine, Rufy partirà alla ricerca del suo equipaggio aiutato dal piccolo procione Pato in grado di trasformare qualunque cosa in utili oggetti. La supervisione di Oda è stata fondamentale per la riscrittura della storia: Onepiece unlimited world R è un Action RPG che attinge pienamente dall’immenso universo dei pirati di cappello di paglia e miscela personaggi e luoghi che sul magna originale non hanno mai avuto la fortuna/sfortuna di scontrarsi. Ritroveremo diversi nemici storici della serie come Arlong, Croccodile, il CP9, Moria, Bagy e persino avversari più recenti come Caesar Clown, Do Flamingo e il Conte Rosso, nemico nuovo di zecca creato da Oda stesso per questo capitolo del gioco.



Con loro torneranno anche tutte le isole care alla serie in cui dovremo alternare piccole sezioni di esplorazione a veloci combattimenti con i nemici del luogo fino all’arrivo nell’immancabile location del boss dell’isola. Proseguendo nella modalità storia potremo recuperare tutti i membri dell’equipaggio e qualche aggiunta che potremo usare solo in determinate location. Ogni personaggio principale possiede infatti una singolare abilità, che il gioco chiama “Parole”, e che potrà essere usata per superare o distruggere un ostacolo ambientale proseguendo così nell’avventura o verso uno scrigno prezioso. Nelle location di gioco, che purtroppo prevedono solo dei percorsi preimpostati privando il giocatore di una totale libertà d’azione,  si potranno raccogliere risorse, dagli scrigni o dagli elementi del gameplay, utili per lo sviluppo dell’HUB cittadino e il potenziamento di Retino e Canna da Pesca che rappresentano i due minigiochi che affiancheranno il player per tutta l’avventura:

PESCA
Può essere attuata solo in determinate zone contrassegnate dall’immagine di un piccolo amo e di solito presenti in quasi tutte le location. La pesca ci mette al controllo del mulinello della canna che, dopo il lancio dell’amo iniziale, deve essere riavvolto velocemente per evitare che il pesce fugga prestando sempre attenzione all’indicatore del filo che svuotato completamente porta alla rottura del filo stesso e alla perdita del pesce. Basteranno pochi minuti per familiarizzare con questo minigame, anche i pesci più potenti verranno catturati in poco tempo alternando momenti di calma, per far ricaricare l’indicatore filo, a momenti di riavvolgimento veloce.

CACCIA AGLI INSETTI
In qualsiasi momento dell’avventura potremo sfoderare un pratico retino che ci permetterà di catturare gli insetti o i piccoli animali trovati lungo le location di gioco. Una volta nel retino, la nostra preda innescherà un minigioco di cattura che prevede di premere velocemente una serie di tasti e direzioni per stancare l’animale. Con la giusta pressione potremo mettere nel sacco la bestiolina in pochissimo tempo ed accedere ad una pratica roulette automatica che aumenta le dimensioni o le ricompense del minigioco.



I minigiochi sono un ottimo passatempo ma servono anche per collezionare pesci e animali utili a soddisfare le subquest degli abitanti di Transtown. L’intera città infatti non funge solo da punto di appoggio dell’avventura, in cui potenziarsi o salvare i progressi, ma rappresenta un vero e proprio minigame a se stante che porterà il giocatore a ricostruire la città inserendo nuovi edifici proprio come avviene nella base piratesca di Edward Kenway in Assassin’s Creed 4. Anche se l’idea è molto apprezzata purtroppo non è stata sviluppata per niente e le scelte si limitano a scegliere cosa inserire in città e cosa potenziare per rendere più efficiente l’attività. Le subquest del gioco invece sono varie e numerose e vanno dalle comuni raccolte di oggetti a sottomissione più particolari e bizzarre come la collezione di particolari palloncini fluttuanti tra i tetti cittadini o le misteriose uova di uccello nascoste in luoghi impervi. Ad affiancare questa tipologia di missione vi sono ulteriori quest di combattimento che prevedono di riaffrontare boss o stage già sconfitti sottostando a particolari handicap come limiti di tempo, barra dei life point dimezzata ecc.

UN RPG MANCATO



Il gameplay di gioco è quello dell’action a scorrimento classico con davvero pochissimi elementi RPG. Tutte le location si susseguono uguali, senza variazioni nell’obiettivo principale: proseguire fino al boss con qualche scontro di tanto in tanto. Prima dell’area finale c’è sempre un elemento ambientale che blocca il passaggio e che richiede una Parola ( che come abbiamo visto prima è un abilità ) particolare che può essere trovata eliminando i nemici di zona o distruggendo arbusti, rocce o simili. I personaggi hanno a disposizione diverse combo che culminano nella classica supermossa proprio come succedeva nei precedenti episodi di Onepiece modellati sul gameplay di Dinasty Warriors. Ogni character possiede una parola unica e può essere equipaggiato con altre parole sbloccate. Eliminando gli avversari si otterranno punti esperienza che porteranno alla crescita di livello del personaggio. Anche su questo fronte però, non potremo far altro che subire passivamente l’upgrade della potenza del nostro pg senza intervenire personalmente sui parametri come succede in un RPG completo.

La grafica di gioco mostra un cell shading a tratti un po’ legnoso. I movimenti dei personaggi infatti non sono proprio fluidissimi e le ambientazioni scarne non aiutano il povero comparto tecnico del titolo. Nel complesso però la grafica rende l’atmosfera del manga con uno stile particolarmente votato al fumetto e con colori vivaci. Il gioco è una riedizione in alta definizione della versione 3DS, magari però ci si aspettava qualcosa di più a livello di tecnica vista la potenza delle macchine casalinghe.

Ad affiancare l’avventura principale troviamo l’Arena in cui il colosseo di Dressrosa ci attende carico di sfide di ogni tipo. Dopo una prima prova, una sorta di tutorial al colosseo, potremo cimentarci in varie prove di forza divise tra duelli individuali e mischie. Vincendo i vari tornei potremo sbloccare incontri segreti e una specie di tabellone requisiti in cui visualizzare tutti i dettagli per lo sblocco di potenziamenti e nuovi personaggi. A differenza dell’avventura principale, nell’arena di Dressrosa potremo utilizzare uno qualsiasi dei numerosi personaggi sbloccabili, possibilità che farà molto piacere ai fan della saga.

COMMENTO FINALE



Il nuovo capitolo videoludico di Onepiece non potrà non essere apprezzato dai numerosi fan che divorano qualsiasi cosa faccia parte di questa splendida saga. Il gioco in se però è un titolo che forse avrebbe fatto meglio a rimanere su 3DS: il comparto tecnico non è dei migliori e risulta vecchio per una console come PS3, che fa già parte della vecchia generazione. L’avventura promette diverse ore di gameplay con meccaniche ripetitive che però stancano il giocatore già dopo la prima ora. La supervisione di Oda si vede, ormai è in grado di manipolare il suo universo creando storie sempre più avvincenti, se Unlimited World R fosse stato un manga da leggere sarebbe stato l’ennesimo successo editoriale, la realtà e che stiamo parlando di un videogioco che nonostante l’inserimento di piccoli elementi RPG rimane, profondamente, confinato nell’action con davvero pochissime idee innovative per proporre un prodotto completo in grado di portare “all’arrembaggio” qualsiasi tipologia di giocatori.

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Articolo a cura di Simone Alvaro "Guybrush89" Segatori

Ritrovato in tenera età su una spiaggia pixelata le sue prime parole sono state "Voglio fare il pirata!"

In mancanza di un vero galeone è partito all'arrembaggio del mare della rete depredando le conoscenze di ogni isola su cui è approdato: Ha scritto per Games, VGN, Adventure's Planet, Badgames, FlopTV, Cinefilia Ritrovata, Ridble e creato qualche video per la ciurma di Game Series Network.

Nel mentre la taglia sulla sua testa è aumentata e dopo che l'Università di Viterbo lo ha ritenuto un pericoloso "Capitano della Comunicazione", l'Alma Mater Studiorum di Bologna lo ha classificato come "Minaccia Pirata esperta di Cinema, Televisione e Produzione Multimediale".

Per circa un anno è quindi rimasto nascosto nella Cineteca di Bologna, gestendo dall'ombra l'Archivio Videoludico e organizzando anche un ritrovo piratesco conosciuto come Svilupparty.

Dopo qualche tempo passato in mare tra cinema, fumetti, serie tv, libri, aspirapolvere e videogiochi, senza mai una vera casa, mette l'ancora alla fonda nella baia videoludica di Player.it, dove passa le giornate in compagnia di scimmie, balene e altri animali. Va spesso ad ubriacarsi nella taverna di Tom's Hardware, inoltre va all'arrembaggio di libri e fumetti su Frasix, di gadget e serie TV su Nospoiler e Cinematographe e svolge ricerche su antichi manufatti per conto di Ivipro.

Il richiamo dell'oceano però lo trascina continuamente tra le onde e anche se non sa dove lo porterà il vento quello che conta davvero è il viaggio.

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