Octodad: Dadliest Catch – Recensione


Octodad: Dadliest Catch è il sequel di Octodad, titolo distribuito nel 2010 come freemium sul web: il gioco ha riscosso fin da subito un enorme successo e il team di sviluppo ha speso ben due anni del proprio tempo libero per dare vita a questo seguito leggendario. Octodad: Dadliest Catch si inserisce nel filone che ha portato al successo prodotti come Goat Simulator e Katamari Damacy: il non sense la fa assolutamente da padrone. Abbiamo provato la versione PS4 del gioco, continuate a seguirci per sapere cosa ne pensiamo.
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Vita da piovra
In Octodad impersoniamo una piovra con manie di grandezza: il nostro personaggio cercherà di vivere una vita normale e addirittura nelle prime fasi dell’avventura lo vedremo in chiesa (con tanto di frac) intento a sposare la sua dolce metà. Octodad si dimostrerà un uomo e un padre modello, tanto da riuscire a nascondere la sua vera identità. Il gioco si dimostra fin da subito molto divertente, il look a metà strada tra quello di Futurama e Spongebob aiuta ad immedesimarsi nella trama, nel complesso lo stile decisamente sopra le righe si dimostra convincente, peccato per uno stile a volte troppo grezzo e per un uso dei colori non sempre azzeccato.
Interessante il sistema di controllo: i due joypad analogici vengono utilizzati per muovere braccia e gambe, ma non sarà facile visto che Octodad, lo ricordiamo, è dotato di viscidi tentacoli e non possiede un corpo vero e proprio: il sistema di controllo è ben progettato ma gli sviluppatori hanno voluto calcare la mano, proprio grazie all’estrema semplicità dei comandi potremo esibirci in acrobazie e situazioni particolarmente comiche. Le animazioni purtroppo non si rivelano all’altezza, risultando fin troppo legnose, cosa che contribuisce, in parte, a rovinare l’atmosfera di questo titolo.
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Non c’è una vera e propria trama, la vita di Octodad scorre tranquilla tra una gita al parco con i figli e una riunione aziendale: non aspettatevi chissà quali colpi di scena, del resto la sceneggiatura è piuttosto debole e la trama incredibilmente priva di senso. Potete fare davvero tutto quello che volete in Octodad, proseguendo nell’avventura come meglio credete e senza limitazioni di sorta. Poco riuscite le missioni, difficili da portare a termine e spesso frustranti, del resto nei panni di un polipo anche raccogliere una pallina da tennis potrebbe rivelarsi un grande, grandissimo problema.
Il vero problema di Octodad è essenzialmente la monotonia: il gioco vi durerà circa due ore, tempo durante il quale non farete che viaggiare da un punto A ad un punto B senza un vero obiettivo, tranne rarissimi casi. La sceneggiatura non aiuta e la trama poverissima dona il colpo di grazie ad un prodotto solamente discreto, ma non eccezionale.
Giudizio finale
Octodad Dadliest Catch è un gioco riuscito solamente a metà: l’idea di fondo è certamente meritevole ma la realizzazione tecnica non eccezionale e il gameplay minimale rendono difficile apprezzare le buone qualità del gioco. Oltretutto il prezzo (14,99 euro) è particolarmente elevato per un titolo così poco longevo. Se amate i prodotti sopra le righe potete concedere una possibilità a Octodad, solo non aspettatevi un capolavoro.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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