Sean Vanaman: PewDiePie è un razzista della peggior specie

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Ci risiamo: PewDiePie ci è cascato ancora. Lo youtuber più conosciuto al mondo ne ha combinata un’altra delle sue, facendo discutere il pubblico più di quanto già non facesse. Nel corso di una diretta streaming di PlayerUnknown’s Battlegrounds, il celebre videomaker ha utilizzato un linguaggio decisamente scurrile e razzista. Se precedentemente sia YouTube che Disney avevano letteralmente sbattuto la porta in faccia allo youtuber, adesso ad alzare la voce sono gli sviluppatori. Dopo aver appreso dell’accaduto, Sean Vanaman ha annunciato che farà quanto in suo potere per dissociare il nome del suo studio dalla figura e dai video di PewDiePie.

Sean Vanaman: PewDiePie è un danno per l’industria videoludica

https://youtu.be/J50Mzf1KhJI

Gli ultimi mesi non sono decisamente stati un periodo felice per PewDiePie. Dopo il cartello con offese anti-semite apparso durante un suo video, costatogli i contratti firmati con YouTube e Disney, il videomaker torna a far parlare di sé, e non in positivo. Durante un suo stream di PUBG, Felix Kjellberg, come potete vedere dal video in allegato, ha pronunciato la frase “What a f**king n*****! Geez! Oh my god! What the f**k? Sorry, but what the f***?”. Ovviamente, la cosa non è passata inosservata, dato che, come molti sapranno, PewDiePie è lo youtuber più seguito al mondo, forte di un pubblico che supera i 57 milioni di utenti iscritti al canale.

Dopo qualche ora di silenzio, dovuto all’evidente imbarazzo generato dalle parole dello streamer, uno sviluppatore ha fatto sentire la sua voce. Sean Vanaman, co-fondatore di Campo Santo Production, nonché director di Firewatch, non ha usato mezzi termini per definire la situazione. Inoltre, ha affermato che il suo studio tutelerà la sua immagine dissociandosi dalla figura di Kjellberg, e chiedendo che siano rimossi dal canale i video in cui PewDiePie giocava a Firewatch.

Sean Vanaman: le dichiarazioni ufficiali

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Ecco il cartello che ha inguaiato lo youtuber più famoso al mondo.

“Quando ti alzi tutti i giorni al mattino per creare videogiochi, sai benissimo di avere una certa libertà. Tuttavia, sai altrettanto bene che ci sono limiti. Sono stufo di questo sbarbatello che, ogni giorno, non perde occasione per fare sempre più soldi sui videogame che noi creiamo.”

Vanaman ha portato avanti le sue accuse a PewDiePie, affermando che lo youtuber causerebbe un danno d’immagine non solo ai videogame a cui gioca, ma a tutta l’industria di settore.

“PewDiePie non è soltanto un razzista: lui è un propagatore di miserabile spazzatura, che danneggia seriamente l’immagine e la cultura del settore videoludico. Sarebbe una gran cosa se altri sviluppatori, magari con un pubblico anche maggiore del nostro, decidessero di tagliarlo fuori, in modo da non farlo più arrivare ai giochi che lo hanno reso miliardario. Ciononostante, però, noi siamo complici di tutto questo: sono sicuro che la nostra azienda abbia ricavato denaro dai 5.7 milioni di visualizzazioni realizzati dal video in cui lui giocava al nostro gioco, e questo deve farci riflettere.”

Vanaman ha però aggiunto di non avere assolutamente nessun risentimento contro gli streamer. A sostegno di tutto questo, egli stesso ha affermato che Campo Santo Productions avrebbe inviato oltre 3.000 key di Firewatch sia a streamer professionisti che amatoriali. Inoltre, il director ha affermato di guardare video di streaming praticamente ogni giorno.

Al momento, PewDiePie non ha ancora fornito una risposta ufficiale a questi commenti. Restate sintonizzati su queste frequenze per eventuali news in merito.

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Articolo a cura di Claudio Albero

Nasce a Torre del Greco, una piccola metropoli alle falde del Vesuvio, nei favolosi anni ’80, che già però non avevano più niente di favoloso. Provano ad educarlo con Beatles e musica classica sin dalla più tenera età, ma lui, di tutta risposta, si appassiona all’ heavy metal ed ai videogame , spendendo un piccolo patrimonio in sala giochi, quando queste due parole erano ancora slegate dalle slot machine.

Dopo aver mosso i primi passi su Sega Master System II con Alex Kidd, il Super Mario con le orecchie a sventola, si innamora dei platform, degli action/adventure e degli RPG, con particolare attenzione alla saga di Final Fantasy.

Inguaribile sognatore con le radici saldamente ancorate nel passato, scopre la sua passione per la scrittura quasi per caso, in uno dei tanti pomeriggi passati tra i corridoi della Facoltà di Giurisprudenza di Napoli, dove si laureerà giusto qualche anno dopo, con una tesi in Diritto d’Autore basata sull’opera multimediale.

Dopo aver scritto di attualità e musica su Lacooltura.it , Road TV Italia e Federico TV , approda sui lidi di Player.it , in cui comincia sin da subito ad apprendere e fare domande, guadagnandosi rapidamente il titolo di “ redattore rompiscatole del mese ”. Nonostante sia legatissimo alla grande famiglia di Player, non sono rare alcune sue incursioni su portali come Gameplay Café e Spazio Rock .

Musica, videogame, concerti, boardgame, modellismo, fumetti, cinema e serie tv: tanti hobby diversi tra loro, ma collegati da un fil rouge che li unisce tutti: il divertimento . È proprio questo che cerca in un videogame, è proprio questo sentimento che muove le sue dita, ed è sempre il divertimento la sensazione che cerca di infondere nei suoi articoli.

Al di fuori del mondo del gaming, indossa giacca e cravatta per mimetizzarsi nel mondo degli avvocati, esercitando la professione forense, con lo scopo di conoscere a fondo le “ regole del gioco ”, nonché di minacciare di far causa a chiunque al minimo pretesto.

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