Fumito Ueda: “Il mio prossimo gioco sarà un open world”

fumito ueda

Quando si parla di game designer, è impossibile non citare o non fare riferimento a Fumito Ueda. Giochi come Ico, Shadow of the Colossus e The Last Guardian sono da considerarsi delle vere e proprie pietre miliari.

Dopo il lungo e travagliato sviluppo di The Last Guardian, durato la bellezza di 10 anni, a cavallo tra due generazioni di console, i fan di Team Ico sono impazienti di sapere quali sono i progetti futuri di uno dei designer più iconici di sempre.

Fumito Ueda: il mio prossimo gioco seguirà lo stile di Shadow of the Colossus

Shadow of Colossus rappresenta, con buona probabilità, l’opera più nota e meglio riuscita di Fumito Ueda. Pensato inizialmente dallo stesso Ueda come un gioco online, il gioco è un susseguirsi di epiche boss fight, capace di collocarsi e di contribuire a definire l’oramai noto genere degli open world per come lo conosciamo oggi.

Proprio per questa ragione venire a conoscenza che il prossimo progetto di Fumito Ueda seguirà lo stile di Shadow of the Colossus non può che far sognare i gamer che hanno amato i suoi lavori. Ecco quanto lo stesso designer ha dichiarato a David Polfedt, managing director di Massive Entertainment, in occasione della Nordic Gaming Conference:

“Ho creato Shadow of the Colossus come un open world perché Ico era un gioco di avventura ambientato in uno spazio così piccolo, e ho trascorso quattro anni a creare quello spazio. Per questa ragione ho avuto l’intenzione di lavorare a qualcosa di più vasto.

Non posso parlarvi dei dettagli [del mio prossimo progetto] ma… Shadow of the Colossus è fuoriuscito dall’esperienza di Ico, passando da un mondo chiuso ad uno aperto. Quando completai lo sviluppo di SOTC, c’è stato un momento in cui mi sono chiesto se avrei davvero voluto vagare ancora in un mondo così vasto o se, invece, sarebbe stato meglio tornare in uno spazio più piccolo, trascorrendo momenti più intimi con qualcosa da collocare in quello spazio. Ecco, quello è stato il punto di partenza per The Last Guardian.

Ora che ho completato The Last Guardian, spendendo così tanti anni nello sviluppo del gioco, forse potrei ritornare ad un’ambientazione in stile Shadow of the Colossus

L’attesa si prospetta lunga

Non si sa ancora niente sul gioco che, a tutti gli effetti, sarà il successore di The Last Guardian, pubblicato giusto l’anno scorso. L’unica speranza dei gamer di tutto il mondo è che il tempo di sviluppo di questo nuovo titolo non sia eccessivamente lungo, e che non arrivi ad abbracciare i 10 anni richiesti da The Last Guardian.

Di sicuro il “tributo”, in termini di attesa, non sarà così oneroso, ma, conoscendo la meticolosità di Fumito Ueda, il tempo che ci separa dal suo prossimo capolavoro non sarà di certo breve.

Fonte: PlayStationLifeStyle

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Articolo a cura di Claudio Albero

Nasce a Torre del Greco, una piccola metropoli alle falde del Vesuvio, nei favolosi anni ’80, che già però non avevano più niente di favoloso. Provano ad educarlo con Beatles e musica classica sin dalla più tenera età, ma lui, di tutta risposta, si appassiona all’ heavy metal ed ai videogame , spendendo un piccolo patrimonio in sala giochi, quando queste due parole erano ancora slegate dalle slot machine.

Dopo aver mosso i primi passi su Sega Master System II con Alex Kidd, il Super Mario con le orecchie a sventola, si innamora dei platform, degli action/adventure e degli RPG, con particolare attenzione alla saga di Final Fantasy.

Inguaribile sognatore con le radici saldamente ancorate nel passato, scopre la sua passione per la scrittura quasi per caso, in uno dei tanti pomeriggi passati tra i corridoi della Facoltà di Giurisprudenza di Napoli, dove si laureerà giusto qualche anno dopo, con una tesi in Diritto d’Autore basata sull’opera multimediale.

Dopo aver scritto di attualità e musica su Lacooltura.it , Road TV Italia e Federico TV , approda sui lidi di Player.it , in cui comincia sin da subito ad apprendere e fare domande, guadagnandosi rapidamente il titolo di “ redattore rompiscatole del mese ”. Nonostante sia legatissimo alla grande famiglia di Player, non sono rare alcune sue incursioni su portali come Gameplay Café e Spazio Rock .

Musica, videogame, concerti, boardgame, modellismo, fumetti, cinema e serie tv: tanti hobby diversi tra loro, ma collegati da un fil rouge che li unisce tutti: il divertimento . È proprio questo che cerca in un videogame, è proprio questo sentimento che muove le sue dita, ed è sempre il divertimento la sensazione che cerca di infondere nei suoi articoli.

Al di fuori del mondo del gaming, indossa giacca e cravatta per mimetizzarsi nel mondo degli avvocati, esercitando la professione forense, con lo scopo di conoscere a fondo le “ regole del gioco ”, nonché di minacciare di far causa a chiunque al minimo pretesto.

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