Osservare, pianificare e poi agire, come il più letale dei predatori. Il gameplay di Crysis, nelle sue varie incarnazioni, si caratterizza più o meno in questi termini che, uniti ad un comparto tecnico spremi PC, donano una personalità propria al lavoro dei tedeschi Crytek. Dopo che il secondo capitolo della serie prodotta da EA aveva diviso in due il pubblico, con da un lato i sostenitori di una formula più sintetica ma meglio organizzato e dall’altro coloro che gridarono allo scandalo di fronte alle semplificazioni “da consolari”, Crysis 3 si ritrova il non facile compito di portare a conclusione la trilogia e trovare la quadratura del cerchio in una perfetta alchimia di tutti gli elementi caratteristici della serie. Un obiettivo forse troppo ambizioso, raggiunto purtroppo solo in parte.
La missione del “Profeta”
In Crysis 3 vestiremo nuovamente i panni di Prophet, che si risveglia dal sonno criogenico ventiquattro anni dopo i fatti narrati nel precedente capitolo. Il primo volto che lo accoglie è quello di Psycho, compagno di avventure del primo Crysis e protagonista dello spin-off Warhead, il quale farà da spalla nostro eroe per tutta la durata della campagna, che sia al nostro fianco o tenendoci compagnia via radio. Dopo che Alcatraz era riuscito a sventare la minaccia dei Ceph, la compagnia militare privata nota come CELL ha approfittato del caos per mettere in piedi un piano di conquista del mondo. Il punto di partenza è New York, ora trasformata in una sorta di serra gigante, nella quale la giungla ha avuto il sopravvento sui grattacieli e l’asfalto. Presto si verrà a capo dei loschi piani dell’organizzazione ed entreranno anche in scena i Ceph. Nonostante i colpi di scena risultino a dir poco prevedibili, incluso il finale purtroppo, la trama riuslta più compatta e meno confusa rispetto al predecessore. Ma in particolar modo ci è piaciuto l’intento di dare maggiore spessore ai protagonisti, mettendo in primo piano il rapporto tra Prophet e Psycho, con il primo spaventato dal pericolo di perdere la propria umanità, divorata dalla volontà della nanotuta, mentre il secondo soffre nel rendersi conto di non essere diventato una persona normale, privo delle capacità sovrumane che un tempo possedeva proprio come il suo amico. Aiuta a dare vita alla sceneggiatura le ottime interpretazioni dei doppiatori originali, e la cura riposta nell’animare copri e volti degli attori virtuali.
Free roaming sì, free roaming no…
Crysis 2 aveva in parte tradito la natura aperta del suo predecessore, in favore un gameplay più concentrato e lineare. Nonostante ciò la serie mantiene uno stile lontano anni luce dalle montagne russe tipiche dei vari Call of Duty e soci, mettendo il giocatore di fronte a situazioni che può affrontare scegliendo liberamente l’approccio. Entrano in gioco le capacità sovrumane di Prophet, garantitegli dalla Nanotuta, la quale possiede poteri speciali da attivare, quali resistenza, velocità ed invisibilità. A bilanciare troviamo la barra di energia, la quale si consuma più o meno rapidamente in base all’utilizzo che facciamo dei diversi potenziamenti. Si fa notare in Crysis 3 la scelta di permettere lo scatto infinito, velocizzando viceversa l’utilizzo della barra quando si utilizzano gli altri poteri in movimento. Un leggero ribilanciamento che va ad influenzare le diverse tattiche adottabili. La campagna propone così una sequenza di livelli, alcuni dei quali pensati apposta per lasciare al giocatore il piacere di sentirsi predatore, studiando prima l’ambiente col visore, evidenziando punti interessanti e nemici vari, per poi entrare in azione, privilegiando un approccio stealth piuttosto che lo scontro frontale diretto. Proprio la prima opzione cambia radicalmente il gameplay di Crysis 3, il quale permette di giocare senza problemi anche evitando completamente l’affronto a viso aperto. Entra in gioco a tal proposito l’arco, una nuova arma sempre a disposizione, versatile e pensata proprio per gli utenti a cui piace muoversi senza farsi notare, eliminare i nemici per poi sparire di nuovo, confondendo i soldati e terrorizzandoli. L’arco permette di scagliare frecce senza disattivare l’invisibilità, a differenza delle altre armi (almeno fino a che non avrete sbloccato un apposito perk) ed è dotato di alcune punte speciali, come quella elettrificata o esplosiva. Uno strumento versatile e divertente da usare, anche se forse un po’ troppo potente visto che uccide con un colpo solo. Fortunatamente le frecce scarseggiano, costringendo il giocatore a recuperarle dai cadaveri.
Un’altra novità è rappresentata dall’hacking remoto, ovvero una nuova skill della tuta che permette di disattivare torrette e mine, le quali si rivolteranno contro i soldati stessi. Peccato che il mini-game relativo sia elementare e poco divertente. E’ stato inoltre rivisto il sistema degli upgrade in favore un di set personalizzabili di perk. Questi andranno sbloccati con componenti per la Nanotuta da trovare in giro per i livelli, per poi creare le combinazioni preferite e salvarle in tre preset. Da un lato il nuovo sistema funziona egregiamente, oltre ad utilizzare un’interfaccia comodissima, dall’altra il livello di difficoltà non spinge molto ad evolvere il proprio alter ego. Abbiamo infatti trovato Crysis 3 un po’ facile a livello di difficoltà medio, ma è possibile da subito accedere ai due più elevati comunque. 
Limiti e rifiniture
L’impianto di gioco di Crysis 3 è senza dubbio eccellente e divertente, fedele all’identità della serie oltreché di più ampio respiro rispetto al predecessore, grazie ad alcuni livelli davvero enormi. Di contro purtroppo vi sono diversi elementi che ci hanno lasciato con l’amaro in bocca. Innanzitutto parte della campagna mette da parte la caccia aperta in favore di sequenze più lineari, sempre ben fatte per carità, ma certamente meno interessanti. Poi abbiamo riscontato alcuni problemi che ci fanno pensare ad una chiusura dei lavori affrettata, a partire da alcuni bug anche gravi (come incastrarsi in un muro, costringendoci a ricaricare il checkpoint) per arrivare ad un’intelligenza artificiale lacunosa. I nemici, siano essi soldati o Ceph, infatti, spesso rispondono in modo bizzarro alle nostre azioni; o in alcuni frangenti rimangono del tutto inerti mentre gli muoiono attorno i compagni. Un vero peccato, visto che ciò va ad influenzare direttamente il rapporto tra le strategie scelte dall’utente e le relative conseguenze. Ci ha lasciati interdetti poi la durata della campagna, ridotta a quasi la metà rispetto al predecessore. Il ritmo di gioco e della storia ne ha senza dubbio giovato, ma a questo punto Crytek avrebbe per lo meno potuto inserire un Newgame+ per incentivare a riprendere in mano il titolo, magari con livelli di difficoltà più proibitivi. Va anche detto come Crysis 3 sia un titolo la cui esperienza varia moltissimo da un utente all’altro, in baso al tipo di approccio e alle scelte che questi faranno, godendosi più o meno a fondo quanto offerto.
Ad arricchire il pacchetto ci pensa una componente multiplayer ricca e ben realizzata, che può contare sull’inedità modalità Hunter che mettere una squadra di soldati contro una di forze speciali dotate di Nanotuta. Forse un po’ sbilanciata, questa novità diverte e speriamo vivamente che Crytek supporti il proprio titolo perché si venga a creare una community solida e viva. L’esperienza online,infatti, da quanto abbiamo avuto modo di testare, dierte e gode di una personalità propria che meriterebbe spazio tra i classici FPS più giocati.
CryEngine 3
Cytek è una software house davvero capace quando si tratta di motori grafici e con Crysis 3 tre ha finalmente avuto modo di mostrare i muscoli del suo ultimo Engine. La versione che abbiamo testato è quella Xbox 360, quindi nettamente inferiore rispetto a quanto il titolo possa dare sui PC più potenti, ma nonostante ciò siamo di fronte ad uno dei prodotti più impressionanti, soprattutto tra quelli multi piattaforma. I livelli sono ampi ed allo stesso tempo densi di dettagli. Si sprecano gli elementi in movimento, dal bellissimo fogliame a parti degli edifici distrutti che penzolano. Il tutto viene illuminato da luci dinamiche ottime ed arricchito da un’effettistica impressionante, che riempie lo schermo con particelle, esplosioni e quant’altro. Se proprio dobbiamo fare un appunto all’aspetto estetico di Crysis 3 è nella definizione, rovinata da bordi un po’ troppo spixellati, e dal frame rate a tratti zoppicante, segno che Crytek ha probabilmente spremuto come un limone le console. Fortunatamente il loro titolo non è solo tecnica, ma propone un’estetica davvero notevole, con paesaggi che mescolano natura lussureggiante con palazzi in rovina e costruzioni futuristiche. Il risultato non vi lascerà indifferenti.
Ben fatto anche il comparto sonoro, graziato da una colonna sonora cinematografica apprezzabile (anche se ci manca un po’ il tema di Crysis 2 scritto da Hans Zimmer in persona!). Gli effetti sono curati, in particolar modo quelli legati alla tuta, che restituiscono efficacemente la sensazione di mutevolezza della stessa.
Commento finale
Crysis 3 è un ottimo FPS, sebbene meno rifinito rispetto al predecessore. La campagna ridotta a poco meno di sette ore e diversi problemi di rifinitura, quali bug e l’intelligenza artificiale un po’ approssimativa, ci trattengono dal promuoverlo a pieni voti, purtroppo. Di contro la componente online è decisamente riuscita, nella speranza che si formi una community solida ed appassiona per garantire vitalità ai server anche sul lungo periodo. Senza dimenticare la vetta di eccellenza raggiunta dal comparto tecnico, tra i più impressionanti su console senza dubbio. Una conclusione degna per la trilogia, ma che con uno sforzo maggiore avrebbe potuto ambire a risultati ben superiori.

Quanto lo hai trovato utile/interessante? Faccelo sapere con un voto!