Far Cry 3 – Video Recensione


Articolo di Valerio De Vittorio
Questo autunno si sta rivelando incredibilmente ricco di titoli eccellenti e come se quanto uscito fino ad ora non fosse sufficiente, ecco che Ubisoft rincara la dose con Far Cry 3. Il lavoro degli studi di Montreal si propone come nuovo metro di paragone per gli sparatutto in prima pesona free roaming, grazie ad una miscela riuscita di moltissimi elementi ripresi da generi diversi, recuperando l’ambientazione tropicale dell’indimenticato primo capitolo.

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Discesa nella follia
Narrativamente parlando, il titolo Ubisoft non propone una trama particolarmente avvincente, ma coinvolge grazie ad alcuni personaggi sopra le righe e ben tratteggiati. Il protagonista sarà un giovane di nome Jason Brody, in vacanza su di un’isola tropicale insieme ai due fratelli e alcuni amici. Il loro divertimento a base di sport estremi, alcool e sostanze illecite viene bruscamente interrotto da dei pirati locali, capitanati dallo squilibrato Vaas. Il suo gruppo di delinquenti ha visto nei ragazzi di bella famiglia un’occasione ghiotta per guadagnare soldi facili richiedendone il riscatto. L’incipit ci fa assistere all’omicidio del fratello maggiore durante un tentativo di fuga, e mentre Vaas impugna la pistola ancora fumante, ci incita a scappare nella giungla, sfidando il nostro spirito. Jason scappando incontrerà persone disposte ad aiutarlo nella sua ricerca degli amici rapiti, col fine ultimo di vendicare la morte del fratello. Non una trama da oscar, come si intuisce, ma la follia di Vaas viene proposta con una recitazione davvero notevole e dialoghi ben scritti, sboccati ed incoerenti, perfettamente al loro posto in bocca ad un cattivo tanto eccentrico. Lo stesso protagonista intraprenderà un sentiero pericoloso non solo per la sua incolumità ma per la sua stessa psiche, con la follia sempre dietro l’angolo. Purtroppo la sua caratterizzazione non brilla particolarmente, anche se il percorso da ragazzo qualunque terrorizzato dagli avvenimenti, ad eroe incosciente e coraggioso capace di tutto, funziona piuttosto bene. Il vero protagonista rimane Vaas, interpretato dall’attore canadese Michael Mando, le cui gesta sono state catturate magistralmente dagli sviluppatori, per regalarci alcuni tra i momenti di recitazione virtuale più entusiasmanti mai visti fino ad oggi. Ogni suo dialogo, a partire dal monologo iniziale, è magnetico, e non riuscirete staccare gli occhi dallo schermo.

Da figlio di papà a guerriero inarrestabile
L’esperienza di gioco, come da tradizione per il genere free roaming, si divide tra sequenze legate alla trama, ed altre invece opzionali, scollegate dalla storia. Sebbene non siano obbligatorie, il vero cuore di Far Cry 3 risiede proprio nell’infinità di cose da fare sparse per l’intera e vastissima isola. Jason, e voi con lui, imparerà a prendere confidenza con le proprie abilità di guerriero, accumulando esperienza, scoprendo nuove aree, e tenendosi impegnato con svariate missioni. C’è da ammettere che in tal senso Ubisoft Montreal è stata talmente abile da far sembrare la campagna principale l’elemento meno riuscito della produzione. La trama poco coerente, infatti, non coinvolge particolarmente, lasciando al gameplay puro il compito di risucchiare il giocatore nella follia dell’isola. Al centro dell’evoluzione del protagonista vi sono i Tatau, dei tatuaggi sul braccio che rappresentano il percorso da semplice ragazzo, debole e spaventato, a vero e proprio guerriero. Questi si accumuleranno, simboleggiando l’acquisizione di nuove capacità. L’isola offre svariati diversivi, da basi nemiche da conquistare e consegnare ai ribelli nostri alleati che diverranno waypoint per spostarsi rapidamente o per recuperare munizioni, a brevi challenge da portare a termine guidando un mezzo. Il punto di partenza è rappresentato dall’attivazione delle torri radio, da scalare e sbloccare per svelare una nuova area sulla mappa, proprio come i punti di osservazione di Assassin’s Creed. Si materializzeranno così sulla cartina dell’isola i diversi punti di interesse. Nonostante la buona varietà, Far Cry 3 non propone nulla di veramente originale, ma il mix funziona egregiamente, risultando in un free-roaming sorprendentemente rifinito e godibile. Ogni cosa che farete è concertata abilmente in un insieme sempre divertente, incapace di venire a noia anche dopo ore e ore di esplorazione, sparatorie, fughe su jeep, caccia agli animali, creazione di nuovi oggetti per l’equipaggiamento. Far Cry 3, infatti, vi costringerà a cacciare la fauna locale, dai pacifici maiali, ai ben più aggressivi orsi, passando per cervi, varani e persino squali. Questi, una volta scuoiati, forniranno preziosa materia prima grazie alla quale, nell’apposito menu, sarà possibile forgiare upgrade di vario tipo. Serve uno zaino più spazioso? Un paio di pelli di capra sono gli ingredienti da trovare. Un portafogli più capiente? Basterà far fuori un paio di cinghiali. Questo elemento è tutt’altro marginale, visto che l’equipaggiamento base garantisce un inventario davvero ridotto, con scarse munizioni e soldi. Per rintracciare le varie specie animali, basterà ovviamente consultare la mappa. Lo stesso elementare crafting va utilizzato per produrre siringhe dal potere rigenerante, o capaci di potenziare qualche capacità, magari per andare a caccia o per velocizzare gli spostamenti durante l’esplorazione, con buff dall’effetto temporaneo. Gli elementi da gioco di ruolo si spingono fino ai tre alberi di skill, con abilità suddivise in altrettante categorie. Queste permettono di essere più efficienti negli attacchi furtivi, o più rapidi nel nuoto, di potenziare l’effetto dei farmaci piuttosto che di recuperare più risorse da una preda animale. Sebbene semplici, gli spunti ruolistici contribuiscono all’ottima ricetta che caratterizza il gameplay, sempre pronto a ricompensare una qualunque azione, in una costante crescita del proprio personaggio.

Pad o mouse alla mano, Far Cry 3 si rivela ben rifinito, con un movimento della telecamera in prima persona abbastanza pronunciato. Da notare il sistema di coperture poco invasivo e sorprendentemente funzionale. Basterà avvicinarsi o accucciarsi dietro ad un riparo e, una volta presa la mira, Jason vi si attaccherà perfettamente, permettendo all’utente di ruotare tranquillamente la visuale senza spostarsi. La calibrazione è precisa e non abbiamo mai sofferto l’assenza di un tasto dedicato. Buona l’intelligenza artificiale, capace di reagire coerentemente con le diverse situazioni, permettendo approcci sia stealth che più diretti, garantendo divertimento e soddisfazione in entrambe i casi. In particolare l’approccio furtivo è stato indubbiamente curato, fornendo al giocatore ripari, nascondigli, passaggi nascosti ed un sistema che evidenzia se il nemico ci sta notando. Gli stessi animali possono essere sfruttati, visto che attaccheranno chiunque li minacci. In definitiva, l’isola di Far Cry 3 appare come un ecosistema vivo e credibile, un grande organismo nel quale il giocatore dovrà guidare la propria versione di Jason senza particolari costrizioni, libero di muoversi e di fare ciò che preferisce. Le reazioni non sempre saranno prevedibili, costantemente diverse e calcolate con coerenza.


 La vasta campagna singolo giocatore, la quale vi terrà impegnati per diverse ore ovviamente direttamente dipendenti da quanto tempo vorrete dedicare alle varie attività offerte dall’isola, è affiancata da una semplice componente multiplayer. Questa propone una storia a parte da giocare in cooperativa fino a quattro giocatori, ed un’altra competitiva più classica. Far Cry 3 non è certamente un titolo che avrebbe avuto bisogno di un online, ma quanto proposto funziona discretamente, anche se al momento i server (almeno su PC) sono ancora piuttosto vuoti. Le missioni sono divertenti, anche se estremamente lineari, lontane dalla libertà concessa in singolo. La stessa netta separazione si fa notare nelle altre modalità, costruite sulle classiche meccaniche di cattura e difesa di particolari zone delle mappe. Nulla di trascendentale e che difficilmente saprà fare concorrenza ai titoli online più popolari. 
Un aspetto dove Far Cry 3 non ha da temere nessuno è certamente quello tecnico. Il motore grafico del titolo Ubisoft è eccellente, capace di un livello di dettaglio elevatissimo nonostante la completa apertura all’esplorazione dell’isola, senza caricamento alcuno. La vegetazione è varia e credibile, con fronde che reagiscono alle sollecitazioni, mentre il territorio offre una discreta varietà, con costruzioni, villaggi, templi e quant’altro. La stessa qualità caratterizza i personaggi principali, modellati ed animati con grande cura. I volti sono espressivi, senza puntare al foto realismo, in favore in una caratterizzazione ben delineata. La versione PC, utilizzata per la nostra recensione, distanzia sensibilmente le controparti console, anche se queste si difendono egregiamente, mostrando un necessario calo nel dettaglio, ma mantenendosi su standard di prima qualità, soprattutto tenendo in considerazione le dimensioni degli spazi aperti.
Buono il comparto audio, con un doppiaggio in italiano ben fatto, anche se l’interpretazione di Vaas merita di essere gustata nella sua versione originale. Infine bocciamo l’interfaccia, ingombrante e non sempre comoda da utilizzare, specialmente i menu per il crafting. L’HUD poi riempie lo schermo con messaggi ed icone, rovinando il godimento della splendida veste grafica del titolo.


Commento finale
Far Cry 3 è senza dubbio uno dei migliori esponenti del suo genere, grazie alla perfetta alchimia tra i diversi elementi di gameplay, che mescola sparatorie adrenaliniche con elementi stealth, crescita del personaggio e persino crafting. La campagna singolo giocatore, nonostante una trama non del tutto riuscita, può contare su personaggi ben caratterizzati, mentre l’isola offre divertimento per moltissime ore, coinvolgendo l’utente con un bilanciato sistema di crescita del personaggio. Eleva a titolo tra i migliori di questo ricco autunno il comparto tecnico, molto buono su console, eccezionale su PC. Solo alcuni bug, in parte già sistemati con la patch al day one, sporcano il lavoro altrimenti da manuale di Ubisoft Montreal. Se i vostri portafogli non si sono ancora del tutto svuotati, non lasciatevi sfuggire questa piccola perla di follia e divertimento.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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