Painkiller Hell & Damnation: Recensione


Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Da che mondo e mondo, far rivivere vecchie glorie è una moda che coinvolge un gran numero di attività: pensiamo al cinema, che ogni tanto butta fuori qualche nuovo remake oppure qualche film che è andato particolarmente bene, rimasterizzato e abbellito per l’occasione (George Lucas ne sa qualcosa). Pensiamo alla musica, con album che non tramontano mai per davvero. Infine, anche i videogiochi non sono da meno, con vecchissime glorie degli anni 80 e 90 che adesso stanno vivendo una seconda giovinezza grazie ai dispositivi mobile. Poi ci sono quei giochi che vengono non solo abbelliti ma anche totalmente rifatti ed è su questo caso che ci fossilizziamo per la nuova edizione di Painkiller Hell & Damnation, un gioco (capolavoro) che vide la luce nel 2004, vendutissimo e seguitissimo che oggi si rifà il trucco grazie alla potentissima grafica dell’Unreal Engine.


UN GIOCO DEL TUTTO UGUALE
Quando seppi che Painkiller sarebbe uscito ancora una volta nei negozi non ci volevo credere, anche perché ho ancora la mia bella copia del gioco in bella vista, essendo uno dei titoli più spassosi a cui io abbia mai giocato. Poi ho pensato che la manovra poteva portare non solo a molte migliorie per quanto riguarda il gameplay del vecchio Painkiller ma anche ad una aggiunta in termini di livelli e Boss…ecco, tutto questo non è stato preso nemmeno in considerazione e abbiamo l’aggiunta di una sola mappa e di una nuova arma chiamata Soul Catcher. Insomma, come si dice, si sono sprecati. Non è un grave problema anche perché la campagna del gioco continua a durare almeno una decina d’ore (e ci sono giochi oggi che non durano più di 5 orette) e si continua a parlare di un gioco che riesce a dare seriamente del filo da torcere a tutti gli FPS più in voga usciti negli ultimi anni. Certo, l’amarezza per chi come me aveva già il gioco originale, deve essere grande benchè alla fine stiamo parlando di un “nuovo” capitolo venduto a 20 Euro. Altra cosa di cui essere orgogliosi è poi la possibilità di giocare con Hell & Damnation in cooperativa e devo dire che vista la natura largamente hardcore del gioco, non è affatto male. In pratica però di davvero nuovo in questo gioco ci sta ben poco dato che si tratta di un prodotto del tutto uguale – a parte la grafica – al gioco del 2004!!!

Comunque sia, dato che non tutti i giocatori provengono dalla storia del videogioco, come si presenta questo Painkiller a livello di gameplay? Magnificamente. Ecco, si tratta sicuramente di uno dei migliori sparatutto in circolazione, capace di zappare via dalla faccia qualsiasi sorriso di amarezza dai giocatori. Le ondate crescenti di mostri inferociti, la frenesia degli scontri o la bellissima nefandezza che si arriva a produrre negli scontri con i Boss (enormi), non ha davvero prezzo se arrivate dalla scuola fighetta di Call of Duty e compagnia bella. Combattere con decine e decine di mostri con una IA pari allo zero ma che faranno di tutto per farvi vedere il game over, è davvero una delle esperienze più belle che si possono cercare in un videogioco. Niente tattiche strane, niente giochini, niente pensieri su come abbattere qualche mostro, in Painkiller si deve streffare in continuazione e sparare come dei Dannati. Più semplice e divertente di cosi non ci sta davvero nulla. In ultimo si tratta di un gioco che non concede regali a nessuno, a livello normale si gioco ma a livello difficile e incubo…o siete bravi o potete anche tornare a piangere dalla mammina perché le ondate di nemici saranno un fiume in piena e gli scontri frenetici all’impossibile. Se riuscite ad arrivare alla fine del gioco, sarà un vero e proprio vanto con gli amichetti sfigati che cercano sempre riparo nei giochi di guerra.

DAL 2004 FINO AL 2012…
Di acqua sporca di sangue, sotto i ponti ne è passata in grande quantità e anche Painkiller ha voluto rifarsi il trucco grazie alla grafica pompata dell’Unreal Engine. Ovviamente, è impossibile andare a paragonare la vecchia grafica con questa più moderna, sono passati 8 anni dal gioco originale quindi sarebbe brutto farlo. Vi dico solo che ovviamente la nuova veste grafica è più in linea con i palati di adesso benchè l’uso dell’UE credo che si limiti al compitino fatto a casa tanto per calmare gli animi ma non ci si trova di fronte a nulla di davvero epocale. Sono migliori i modelli dei mostri, le armi, gli effetti dinamici e quelli particellari ma ci si ferma qui…non si tratta di certo della grafica dell’anno e non c’è nulla che ci faccia slogare la mascella o cappottarci al suolo.


CONCLUSIONI
Se me lo chiedete davvero, penso che comprare questa nuova versione di Painkiller se in scuderia avete già l’originale, non ha davvero senso. Potrei anche dire che di giochi del genere per ora in commercio non ce ne sono ma non cambierebbe il fatto che consiglierei più di rimettere mano al gioco originale. Quindi è da comprare o meno? Si e no…se avete già il gioco, ripeto, saltate tranquillamente la seppur piccola spesa di 20 Euro. Se invece non sapete manco cosa fosse un Painkiller e vi attirano i combattimenti frenetici e la musica Metal, per 20 Euro e la nuova veste grafica, ci farei un bel pensiero.

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