Intervista a Stefano Solinas, il creatore di Imagzle

imagzle

Il mondo dei videogiochi non è un coacervio inarrestabile di proiettili vaganti e creature mitologiche, è più stratificato e prende in esame un sacco di valori e di tematiche differenti. Il mondo dei videogiochi indipendenti ha tentato più volte di scandagliare gli abissi dell’animo umano, con titoli di forme e nature variegatissime.

Il mondo dei giochi mobile, al contrario, sembra ancora molto attaccato al divertimento puro, con moltissimi videogiochi ingegnerizzati per tenere attaccato il giocatore allo schermo al fine di ottenere il massimo profitto.

In mezzo a tutti questi esempio c’è un titolo molto particolare, italiano, che suggerisce al giocatore di andare a giocare altrove, tra motori di ricerca e libri. Questo titolo si chiama Imagzle, è stato sviluppato da un italiano ed è stato scaricato oltre 100.000 volte su Play Store!

Abbiamo avuto la possibilità di intervistare Stefano Solinas, il creatore di Imagzle e questo è quello che abbiamo scoperto.

Intervista

Personalmente ho molto apprezzato Imagzle.
L’ho giocato un pochino lo scorso anno e sono rimasto affascinato dalla sua struttura e da come hai deciso di integrare la community con lo sviluppo del gioco. Come sta procedendo?

Al momento la chat italiana ha superato i 4000 utenti, quella spagnola sta iniziando a prendere piede mentre quella russa mi risulta più difficile da seguire a causa della barriera linguistica. Sicuramente questa è la parte che più mi piace del progetto perché mi permette di rapportarmi agli esseri umani, cosa che mi mancava davvero rispetto ai lavori precedenti.

Come è nata l’idea di riunire in una community ufficiale i giocatori del titolo attraverso l’utilizzo di Telegram?

È una cosa che ho visto molto sul mondo Crypto quando ho creato cryptoviewer. Ogni app per crypto aveva un canale Telegram e mi sembrava meglio da un punto di vista privacy related rispetto a Whatsapp (visto che non mostra il numero).

imagzle telegram
Per inciso al momento della pubblicazione di questa intervista il gruppo di Imagzle volava oltre i 4100 utenti.

Per avere un canale di dialogo con gli utenti mi sembrava perfetto, prima mi mandavano le mail e dovevo dargli il mio numero per parlare su whatsapp, era un processo laborioso.

Quali sono secondo te i pregi di avere una community forte intorno ad un titolo? Vale la pena lavorare tanto per crearne una o è stato più un vezzo personale?

Credo sia una scelta molto personale e su cosa ha più valore per te come sviluppatore. Per molti è il codice. La mia idea di valore è la community e quello che posso imparare, le persone fantastiche che mi hanno contattato ed aiuto negli anni. Da un punto di vista personale richiede uno sforzo enorme e capisco benissimo chi sceglie di non farlo, forse ad un certo punto dovrò limitare o cambiare anche io il modo in cui lo faccio. Il vezzo forse è il canale youtube, ma vorrei che Imagzle fosse sempre più un progetto integrato di sviluppo della curiosità

Hai appena dato una definizione che trovo particolarmente interessante.
Come è nata l’idea di creare un titolo come Imagzle? Hai avuto qualche fonte d’ispirazione o è stata un’ idea completamente personale?

Tanti anni fa (10-15) c’erano dei giochi simili. Io sono sempre stato ossessionato dalla conoscenza, ed ogni sera andavo a dormire pensando “ho imparato qualcosa oggi?”.

imagzle

Ho amato un gioco simile, di cui non ricordo più il nome e che da anni è andato offline, ed ho sempre pensato che sarebbe stato bello farne uno un giorno. Due anni fa mi sono trovato ad avere le capacità e la voglia di farlo. Dopo Cryptoviewer, il progetto prima, ho anche cercato di dargli una struttura sostenibile per poterlo far crescere nel tempo.

É il gioco a cui avrei voluto poter giocare oggi 🙂

Qual è la filosofia operativa che si nasconde dietro ad Imagzle?
Mi spiego, magari sei una persona che legge molto e trovi in giro un informazione interessante. Prendi quell’informazione e ci costruisci sopra qualcosa che possa funziona all’interno di Imagzle o hai un modus operandi diverso?

I primi livelli sono nati da quello che avevo in testa. finito quello ho iniziato ad andare in giro per casa. poi sono passato a brainstorming tematici con chi era a tiro.

Poi ho iniziato a viaggiare per il mondo come nomade digitale ed ho messo tutto quello che ho trovato, anche come modo di fissarlo nella mia memoria. tra il livello 300 e il 400 c’è molta Asia :).
Ad un certo punto sempre più persone mi hanno proposto idee ed ho standardizzato il modo di suggerirle.

Le linee guida sono:

  • Deve essere chiaro una volta risolto
  • Deve essere risolvibile da una persona di nazionalità diversa
  • Non deve ingannare il giocatore ma portarlo a pensare
  • Evitare fumetti o cartoni
  • Niente cose risolvibili attraverso processi eccessivamente tecnici (fotoritocco, hacking etc)
Che rapporto hai con tutta quella frangia di community che trova le risposte e poi magari le mette su Youtube/internet?
Se non vado errato alcune risposte nel corso del tempo sono cambiate, alcune delle guide che si possono trovare online non sono aggiornate

Chi ha pubblicato le risposte ha ucciso in parte il gioco ma per lungo tempo ho ignorato il problema. Qualche mese fa degli utenti si sono lamentati di aver trovato la risposta non volendola trovare per cui è diventato un problema più pressante. Alcuni livelli sono cambiati graficamente per avere risposte diverse, altri è cambiata la domanda, altri sono stati spostati.

Ho scritto ad alcuni chiedendogli di togliere le risposte pubbliche per non darle. Per i primi livelli ho anche deciso di prendere in mano la situazione ed ho fatto un video io, in cui oltre alla risposta spiego anche qualcosa del livello. La cosa principale è imparare. Allo stesso tempo, ho messo dei mondi a pagamento per bilanciare il fenomeno e cercare di limitare le perdite.

Sei un appassionato di videogiochi che imparando a programmare ha scelto di soddisfare un suo vecchio sogno o sei più impostato per una visione businesscentrica ed hai scelto in anticipo cose come il sistema di sostentamento per il titolo ?

Ho iniziato a 14 anni studiando programmazione e grafica, mi piaceva tantissimo Photoshop e Flash. A 17 anni facevo progetti per studenti dell’accademia, era l’inizio della multimedialità e tutti volevano cose colorate in movimento.

Studiavo al liceo classico ma sono andato per ingegneria informatica all’università, nel frattempo adoravo insegnare e quindi ho insegnato fotografia, grafica, programmazione, tecniche di memoria, programmazione neuro linguistica nel corso degli anni. Ho lavorato a Pisa sia da programmatore che da grafico (anche da fotografo, cameraman e altro). dopo 10 anni, a 28, sono andato a Londra ed ho dovuto scegliere una via sola.
Ho fatto colloqui sia per grafico che per programmatore, ho iniziato a fare il programmatore.

All’inizio ero sempre a metà (ho fatto un banner interattivo per Samsung ed Angry Birds ad esempio) e poi mi sono spostato verso la programmazione pure. Per anni ho spinto per essere il più bravo, poi ho capito che la chiave è il prodotto e mi sono spostato sulla gestione di un team per prodotti tecnici (trading, controllo identità, etc). Dopo anni sono voluto tornare al web di base (siti) ed ho diretto il team che ha portato su il sito di Escada profumi, di Rimmel ed altri. Poi ho mollato tutto per fare la guida subacquea, ma questa è un’altra storia.
Alla fine ho ripreso il mio lavoro ma ho deciso di provare a farlo da remoto.

Non ho nessuna visione di business, ho deciso che avrei dedicato una parte del mio stipendio a finanziare dei progetti che mi piacevano e così ho fatto con Imagzle e ora con Cineghost.

Se diventeranno sostenibili un giorno spero di potermi dedicare a creare cose che mi piacciono a tempo pieno 🙂

Parliamo di una cosa: come mai secondo te Imagzle ha avuto così tanto successo nonostante sia un videogioco “atipico” per struttura?

Cioè Imagzle non è altro una piattaforma dove tu inserisci risposte con il grosso del gioco che viene attuato altrove, nei browser o nelle gallerie immagini.

Credo che ci sia una fascia di persone che ha voglia di un gioco di tipo diverso. Imagzle non è solo un anti-gioco perchè devi andare fuori, è anche anti-gioco per la come è strutturato.

Non ha senso comprare all’infinito, non ci sono punteggi, puoi acquistare i mondi solo dopo che hai già risolto molti enigmi, inizia difficile, non ci sono timer e così via. Ho lavorato per anni nel gambling e non volevo che la dipendenza fosse la base, ma la conoscenza.

imagzle indiana jones

Se giochi, è perché vuoi scoprire.
Non c’è fretta, non serve giocare di più. A mio parere l’80% dei livelli sono risolvibili semplicemente aspettando di vedere quella cosa in un negozio o in TV.

Ho puntato molto sul tono personale, voglio che sia chiaro che c’è una persona dietro, che scherza con te e che gioca con te. Alcuni hanno apprezzato e capito lo spirito e si sono appassionati, molti che normalmente non giocherebbero, altri mi hanno detto che per loro un gioco serve a spegnere il cervello non ad accenderlo.

Avevo anche sbagliato sul target, ci sono molte più persone disposte ad accenderlo di quanto pensassi, di tutte le età. è stata una bella scoperta.

C’è una chat speciale per chi ha finito gioco dove ogni tanto metto delle cose assurde. Questi hanno sempre trovato tutto in meno di 10 minuti, sono incredibili.

Insomma, Imagzle è atipico ma penso che chi lo apprezza lo fa davvero, e questa era l’idea.
Piacere molto a pochi!
Ho scoperto che non sono così pochi quanto pensassi 🙂

Curiosità personale: hai mai letto nulla sul game design o hai ragionato tutto questo partendo da zero?

Mai nulla di specifico se non qualche video, tendenzialmente da zero, se hai qualcosa da consigliarmi la leggerei volentieri

(se siete curiosi partite leggendo Chris Crawford On Game Design di Chris Crawford)

Ti va di parlarmi di Cineghost ?
Come è nata l’idea per questo nuovo progetto?

Anche questo era una cosa a cui giocavo tanti anni fa, girava sui file excel.
Mi ricordavo con tanto amore l’idea di guardare un fotogramma, studiarlo, cercare di trovare i dettagli, aspettare l’intuizione. È molto simile ad Imagzle ma molto diverso.

Il lavoro è iniziato un anno fa perché il tempo per creare un livello è molto alto ed Imagzle ha sempre avuto la priorità, la scorsa settimana finalmente è stato pubblicato, per ora non lo sa nessuno tranne il gruppo stretto di chi ha finito Imagzle, credo abbia 15 downloads


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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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