Arcadia Season #2 | Puntata 2 | Nel Bel Mezzo Del Nulla

arcadia nel bel mezzo del nulla

Rieccoci con il nostro solito appuntamento settimanale per parlare della puntata di Arcadia. La scorsa settimana è cominciata la seconda stagione di questo progetto streaming, della quale potete leggere il riassunto dettagliato che ho scritto.

Puntata 2 – Nel Bel Mezzo Del Nulla

Facciamo innanzitutto un riepilogo di quello che è successo nella puntata precedente. Vi siete risvegliati su un misterioso treno d’altri tempi, senza sapere il vostro nome, da dove arrivate e dove dovete andare (un fiorino!). Fate conoscenza di un bizzarro e viscido individuo di nome Philip, ma anche di un gentile controllore che vi informa che il vostro biglietto, peraltro ricoperto di scritte incomprensibili, è contraffatto.

È un viaggio che vi lascia con più domande che risposte, ma anche con la rivelazione di aver preso parte a un particolare progetto: il Progetto K. Tra viaggi spaziotempo e trasferimenti di coscienza, riuscite a scendere a una desolata stazione ferroviaria.

L’ultimo ricordo che vi sovviene è il vostro nome: Ben Toren.

Esplorazione cittadina

La stazione ferroviaria appartiene a una piccola cittadina, Lampeter, che sembra ormai abbandonata. Se per un momento avete sperato di poter trovare una università o comunque un posto dove poter effettuare i vostri studi, constatare l’effettiva arretratezza e abbandono del luogo vi scoraggia.

Vagate per quelle strade deserte e abbandonate a loro stesse, con la vostra amichevole voce nella testa che tenta di farvi ragionare. Il tempo scorre per voi, ma anche per il vostro corpo intrappolato nel laboratorio.

Non avete molto tempo per fermare il piano di Alissa Taylor, ma dovete farlo a tutti i costi.

In preda al panico, vi ritrovate a correre e raggiungete il centro cittadino. Il campanile con i suoi rintocchi segna un sinistro presagio. In lontananza, sentite delle voci. È proprio qui che vi viene posta la prima scelta: nascondervi, curiosare o informarvi.

La prima scelta

Tra le varie opzioni disponibili, scegliete di informarvi sulla situazione parlando con una coppia di persone che vedete davanti a voi.

Purtroppo, però, avvicinandovi a esse un raggio di sole vi tradisce. Riflettendosi sul vetro del vostro orologio, crea un gioco di luce sul volto delle persone di fronte a voi, che vi guardano con sospetto. Forse gli orologi da polso non sono ancora stati inventati.

Ora siete Sospetti in Città.

L’università di Lampeter

Con vostra grande sorpresa, raggiungete un luogo che è la fonte del grande vociare udito in precedenza. Dinnanzi a voi si staglia la sagoma di un edificio che non può essere altro che un campus universitario.

Il cortile dell’università di Lampeter

Non esitate a esplorare il campus attraversando la folla di studenti in attesa di frequentare la prossima lezione.

Non avete idea di cosa fare, non sapete dove andare. Sarà meglio dirigersi verso l’ingresso, verso i vari dipartimenti, verso la biblioteca o perlustrare con calma l’area?

La seconda scelta

Decidete di analizzare con più calma la situazione e l’ambiente che vi circonda, perlustrandolo a fondo.

Guardandovi intorno, provate profonda repulsione nei confronti delle altre persone. Per evitare di incontrarle, dunque, decidete di passare dall’esterno.

In questo modo potete dare un’occhiata a come funzionano le cose in quel campus, specialmente negli uffici dei professori, e vi rendete conto che sarebbe impossibile intrufolarvi di nascosto perchè verreste scoperti immediatamente. Non potete correre nessun tipo di rischio.

Vi spostate dunque verso la biblioteca, sicuramente più tranquilla e meno controllata.

Che cosa poteva andare storto?

Se aveste deciso di dirigervi verso l’ingresso, avreste attirato l’attenzione di tutte le persone attorno a voi. Colti da improvviso panico e disagio, accerchiati da troppe persone, sareste svenuti con un’ultima frase sulle labbra: “Il mondo mi percepisce come un’anomalia.”, guadagnando l’agorafobia.

Dal greco αγορά : piazza e φοβία : paura, etimologicamente “paura della piazza” , è la sensazione di paura o grave disagio che un soggetto prova quando si ritrova in ambienti non familiari o comunque in ampi spazi all’aperto o affollati, temendo di non riuscire a controllare la situazione. Questo lo porta a sentire il bisogno di una via di fuga immediata verso un luogo da lui reputato più sicuro.

Agorafobia, paura degli spazi aperti o affollati

La biblioteca

La biblioteca dell’università di Lampeter

Guardandovi intorno in biblioteca, un inquietante particolare vi salta all’occhio: i giornali riportano la data 9 settembre 2020. Dunque, non siete nel passato come ipotizzato in precedenza, ma vi trovate in un bizzarro futuro, del quale non sapete quasi nulla.

La cosa che è chiara, però, sfogliando vari manuali, è che qualcosa è successo in quel luogo nel 1920. Qualcosa di cui nessuno sembra voler parlare.

In più, un’oscura figura sembra osservarvi dalle ombre.

Uno studio in lingua

Il vostro obiettivo, adesso che avete a disposizione tutti i libri immaginabili, o quasi, è quello di riuscire a decifrare le scritte sul vostro biglietto del treno. Siete sicuri che possano rappresentare un tassello importante nella risoluzione dell’enigma che è diventata la vostra vita.

La voce nella vostra testa, che avete scoperto chiamarsi Dave, è al vostro fianco durante tutto il lavoro. Non vi molla un attimo, è l’unico supporto che avete in questo momento.

Tutto si fa improvvisamente buio.

Flashback – Jake

I ricordi che affiorano sembrano lontanissimi e al tempo stesso vividi. È vostro figlio Jake, che vi chiede di insegnargli a giocare a battaglia navale. Il ricordo svanisce immediatamente, sostituito ad Jake ancora più piccolo: gli state insegnando a giocare con le biglie.

La malinconia vi assale, fa male, non sapete nemmeno cosa gli sia successo. È morto? O forse siete morti voi?

Il vostro meticoloso lavoro di traduzione non si ferma, nonostante la palese sofferenza del vostro animo. È nel gaelico che trovate qualcosa di interessante, vergata in matita a fondo pagina.

‘N ANADNABYDDUS UCHAFIAID / ENTITÀ SUPERIORI

Che qualcuno abbia già fatto una ricerca simile alla vostra?

Siete in una situazione di stallo, ma vi torna in mente il nome di un professore sentito nominare qualche ora prima dagli studenti: il professor Horrocks, un appassionato di ricerche molto strane. Forse potrà darvi una mano.

Nella sezione “testi antichi” della biblioteca trovate un grosso volume polveroso, stipato dietro gli altri. Come agirete adesso? Affidandovi alla fortuna, ricercando ulteriormente o applicando un metodo?

La terza scelta

Optate per applicare un metodo di ricerca sensato, ordinato e meticoloso. Per prima cosa, vi serve il registro prestiti della biblioteca.

Il professore

È proprio lì, tra le pagine del registro, che trovate il nome del professor Horrocks. È il momento di farci due chiacchiere.

Vi muovete con cautela verso il suo studio, trovandoi dentro un buffo uomo sovrappensiero. Come rivolgervi a lui? Chiedendo informazioni, mostrandovi confusi o chiedendo direttamente del professore?

La quarta scelta

Scegliete di fare direttamente il nome del professor e, guarda un po’, è proprio l’uomo seduto alla scrivania.

Appena sete nominare il libro ‘N ANADNABYDDUS UCHAFIAID, fugge, spingendovi contro un muro. È visibilmente spaventato. Ha cercato quel libro per anni e vi invita a un incontro privato con il suo gruppo di studio.

Scoprite anche una vostra peculiarità: i vostri occhi cambiano costantemente colore.

L’appuntamento

L’appuntamento si svolge in un impolverato solaio, raggiungibile dal retro del dipartimento di Storia.

L’adrenalina scorre nelle vostre vene, l’attesa è snervante e pare infinita. Vi rendete poi conto che forse potete entrare da soli, che quasi sicuramente siete gli ultimi arrivati.

Avete fiducia e continuate ad aspettare, esplorate o chiamate aiuto?

La quinta scelta

Mossi da curiosità e intrepidazione, superate la porta che vi sta davanti. Vi trovate in un luogo buio, le cui pareti sono costellate di porte anonime.

Con l’orecchio accostato alle varie porte, cercate quella giusta da aprire. Ne trovate una dalla quale provengono dei suoni soffusi. La aprite piano, tirandola verso di voi.

La lampada spenta è ricoperta di polvere, come tutto ciò che è in quella stanza, e appena la muovete la polvere si muove e cade.

Fate fatica ad accendere la luce, ma una volta accesa vi rendete conto della enorme quantità di ragni in quella stanza. Sono centinaia e centinaia, sono ovunque, sulle vostre mani, sulla lampada, vi mordono e vi camminano addosso. Sono nei vostri capelli.

Svenite. Guadagnate anche una nuova fobia.

Dal greco antico: ἀράχνη, aráchnē, «ragno» e φόβος, phóbos, «paura») è una fobia specifica, un’irrazionale paura verso i ragni. È conosciuta anche come aracnefobia.
Può presentarsi in vari livelli di intensità, dal disgusto alla forma più forte di repulsione, fino a un livello di incontrollabile orrore che porta ad attacchi di panico, fuga e altre reazioni fuori della lucidità.

Aracnofobia, la paura dei ragni

Benvenuti all’incontro dei Viaggiatori del Tempo.

Articolo a cura di Tatiana Maniero

Creatura mitologica che da anni infesta i server di Dungeon&Dragons Online; la troverete facilmente a sfogare la sua grafomania su innocenti quaderni, macchiati per sempre dei suoi deliri. Nutre una profonda ossessione nei confronti di tutto ciò che riguarda Resident Evil sin dalla tenera età: quando tutte le amichette erano infatuate dei Blue, il suo fidanzato ideale era -e lo è tutt’ora- Leon S. Kennedy.

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