Ho scoperto dell’esistenza di Montodine Live – Larp Pirati, l’associazione di cui fa parte Marco Ferrari, grazie alla mia ragazza che anni fa mi mostrò alcuni dei loro album fotografici, sottolineandomi come questo o quel costume/scenografia/ambiente fossero, oltre che belli, anche storicamente accurati. La cosa m’incuriosì non poco ed iniziai a documentarmi. Scoprii cosi quella che ritengo essere una piccola perla del LARP italiano.
E con piccola intendo davvero piccola, considerato che i loro eventi sono pensati per pochi giocatori la volta.

LARP A Night With... Marco Ferrari - Montodine Live - Live Pirati -Metropolitan Police - The Bridge Kings of the Street, aprile 2018
The Bridge – Definito da molti “Victorian Street Larp”

Altra cosa che scoprii nel corso di questa mia indagine fu il “rigore” adottato da questa associazione. Perché si, ci si può facilmente entusiasmare a veder queste foto che documentano momenti di gioco con dentro navi, carrozze ed esplosioni; roba che fino a qualche anno fa veniva di media solo “narrata” da omini col ditino alzato. Cose grosse, evidenti e in bella mostra – fighe e vere – pronte ad esser “tocchicciate”, in nome di un WYSIWYG: What You See Is What You Get – quello che vedi è quello che è – che ormai s’è fatto grande e che rivendica LA “sospensione d’incredulità maxima”, in barba al noto “immagina, puoi” qui mutato nell’imperativo “puoi!”…

…e lo sappiamo bene tutti che il rigore non può ch’esser imperativo!

E allora eccolo il rigore di Montodine di cui non si fa mistero e che, anzi, vien rivendicato con orgoglio perché parte della propria essenza: “la ricerca di un gioco estetico, avvolgente e immersivo”. 

Questo, infatti, recita il panel informativo dell’associazione che, tra le cose, pone molto l’accento sull’importanza e la necessità della cura del livello generale medio della costumistica del dato evento (tenuta a rispondere a dei minimi requisiti di fedeltà storica, oltre che estetici) e nell’utilizzo di suggestive location, allestite con massima attenzione verso ogni minimo particolare. Non gli unici in Italia a farlo sia chiaro, ma indubbio tra i primi a proporlo quale norma. Rigore Uber Alles!

Si dice ormai nel nostro mondo che “le spade saranno pure di gomma ma le emozioni, quelle sono vere”. Ecco, in un loro evento forse un giorno anche i draghi saranno veri: per ora accontentiamoci dei velieri.

LA PERSONA

LARP A Night With... Marco Ferrari - Montodine Live - Live Pirati -Combattimento navale al largo di Zanzibar - Campagna di Pirati 2017 – Terra degli Dèi
Bandura, maggio 2017 – Combattimento navale al largo di Zanzibar, tra i momenti più suggestivi del Capitolo V di Terra degli Dèi, la Campagna di Pirati 2017
  • Parliamo un po’ di te, presentati: chi sei?
    Marco Ferrari,  giocatore di ruolo dal vivo dal 2008, anche se le mie prime esperienze risalgono al 2005. Assieme a Lorenzo Samanni, Vera e Aurora Rossini faccio parte del corpo master dell’Associazione Culturale Montodine Live – LARP Pirati. Organizziamo dal 2009 Campagne annuali auto-conclusive a tema storico (pirati).
    Dal 2012 i nostri eventi sono a numero chiuso: si tratta di una scelta dettata dalla volontà di conservare una nostra qualità e identità di gioco.
  • Qual è il tuo più bel ricordo legato al LARP?
    I bei ricordi sono tanti e sono tutti associati a delle specie di “epifanie”, se mi è concesso il termine… sensazioni di spaesamento, deriva, verso le quali ho sviluppato una benigna tossicodipendenza.
    Il più iconico ed emozionante risale a uno dei nostri eventi organizzati sul veliero storico Pandora: la nave filava veloce sul mare luminoso, in caccia di una seconda piccola imbarcazione a vela che avevamo noleggiato per l’occasione. In vista della preda abbiamo issato il jolly roger, tra grida, incitamenti e colpi di pistola… Mi viene ancora la pelle d’oca.
  • Qual è l’evento di cui vai più fiero? E quale quello di cui vai meno fiero?
    I “pezzi di cuore” sono almeno tre:
    – l’evento conclusivo della nostra Campagna 2015 Guerra contro il Mondo, in cui abbiamo ricostruito un processo per pirateria (con tanto di impiccagione!): è stato un evento dal grandissimo impatto emotivo, che molti dei nostri giocatori ricordano ancora con trasporto. Ricordo di averlo chiuso con un brevissimo monologo… ogni tanto mi capita ancora di scandirne le parole.
    The Bridge: Kings of the Street, organizzato con Maddalena Gattoni, Luca Carcano, Aurora Rossini, Elisabetta Doria e altri membri dello staff di Montodine Live. Un bizzarro esperimento: un evento one-shot aperto a tema vittoriano, ispirato a Gangs of New York. E’ stato una festa per gli occhi e una sfilata dei più talentuosi giocatori che conosca; un evento con allestimenti molto curati, secchiate di carisma e lerciume, carrozze, bobby, picchiatori da strada e… esplosioni di dinamite!
    – Un evento a tema moschettieri in cui ho avuto l’onore di giocare e interpretare il mio eroe preferito: Athos. Non ne parlo perché per me quell’evento è stato pura pornografia.
    Il Larp di cui vado meno fiero è un terribile evento da noi organizzato sul Ticino, a bordo di gommoni colorati: il suo ricordo si confonde nella mia memoria in maniera inquietante con la gara di canottaggio di Superfantozzi. Correva l’anno 2012 ma lo ricordo bene: ci costrinsero a indossare degli orrendi giubbotti di salvataggio gialli sopra i nostri bei costumi. Non mi sono mai sentito tanto sporco…
  • Quale è la peggiore crisi che hai dovuto affrontare? Come l’hai risolta e superata?
    Una volta, per travestirmi da indigeno, mi sono gettato della creta diluita in acqua sulla testa… quella roba non va molto d’accordo con le lenti a contatto.
    Credo di non averla ancora superata… ma immagino che non fosse questa la risposta che volevi.
  • Che contributo credi di aver dato al LARP Italiano in questi anni?
    Onestamente, nessuno. Ho sempre svolto la mia attività in una realtà piccola, che non ha mai avuto alcun interesse a propagandare la propria visione del gioco di ruolo.
    Credo invece di aver dato un contributo alla mia associazione, promuovendo un’attenzione per l’estetica di gioco che ora costituisce la nostra cifra stilistica. Sono stato fortunato ad aver incontrato persone così; hanno capito subito che la mia ossessione per il dettaglio estetico non era solo un puntiglio ma poteva trasformarsi in un vettore di gioco profondo e immersivo.
    In qualsiasi altra associazione mi avrebbero cacciato a pedate nel culo!

IL PALCOSCENICO

LARP A Night With... Marco Ferrari - Montodine Live - Live Pirati - Legion Siberian Story. International Relentless Run 2017 , Repubblica Ceca
Legion: Siberian Story, marzo 2017 – Ambientato durante la WWI, Marco prese parte alla “spedizione” dei 5 italiani che andò a provarlo in Repubblica Ceca
  • Come è cambiato il LARP da quando hai iniziato?
    Non sono un giocatore storico e credo di aver intercettato la coda di quella spensierata adolescenza del LARP italiano fatta di casacchine, spade di duck tape, gilde e cartellini. Quella roba non mi è mai piaciuta e non sono certo tra quelli che accendono cerini in sua memoria… ma credo avessero il pregio di divertire  le persone e l’umiltà di non prendersi troppo sul serio.
    Oggi si è diffusa una tendenza opposta, che a mio parere ha il difetto di concettualizzare troppo il gioco di ruolo dal vivo: in parole povere siamo passati dai punti esperienza al supporto emotivo in game. Apprezzo molto il fatto che il LARP abbia approcciato temi diversi dal fantasy tradizionale, ma credo che debba ritrovare un po’ di quella perduta leggerezza. Non tutta però.
  • Secondo te che direzione sta prendendo il LARP italiano?
    Oggi ci sono più strumenti per operare e le associazioni hanno diversificato la loro offerta: questo è un bene. Si sono affinate le tecniche narrative, si sono introdotte nuove tematiche e i giocatori sono diventati più maturi ed esigenti, ma spero che tutto questo non vada a scollare il LARP dalla sua dimensione materiale. Credo che il LARP non dovrebbe mai smettere di essere meraviglia, nella forma più concreta.
    Ritengo che il modo migliore per creare questa meraviglia non sia attraverso trame intricate, espedienti narrativi o la scrittura sperimentale, ma prima di tutto tramite le componenti materiali: allestimenti evocativi, effetti speciali, profumi, suoni, sensazioni. Ogni messaggio che può passare attraverso la materia viva della realtà e dei sensi, dovrebbe farlo.
  • Qual è la ricetta per preparare un buon LARP?
    Costruire staff di persone capaci. Circondarsi di giocatori che danno valore al tuo lavoro e condividono la tua idea del gioco di ruolo.
  • Cosa non va mai fatto per – e durante – un LARP?
    Un giocatore non dovrebbe mai forzare la narrazione collettiva, entrando in una “perversa” competizione con i master e gli altri giocatori. Ci sono alcuni giocatori “distruttivi” (fortunatamente pochissimi) a cui piace prendere gli eventi di petto, sfidando la tenuta del gioco e spendendosi per cercarne le contraddizioni, remando in direzione opposta al flusso narrativo.
    Un organizzatore d’altra parte, non dovrebbe invece mai ignorare gli input virtuosi che vengono dai giocatori, perché la loro facoltà di influire sugli eventi è gratificante ed è un grande arricchimento.
    Una volta eravamo fan del railroad più estremo, oggi lavoriamo per lasciare ai giocatori margini sempre più ampi di contributo allo sviluppo della storia.
  • Cosa rende un evento scadente? Cosa lo rende invece prestigioso?
    La risposta potrebbe essere banale, quindi mi permetto di affrontare la domanda da un altro punto di vista, più laterale e meno scontato.
    Se parliamo di prestigio inteso come reputazione, percezione esterna dell’evento, in maniera del tutto spudorata ti dico: le foto.
    Delle buone foto in game possono modificare la percezione di un evento e non solo per chi le guarda da fuori, ma anche per gli stessi partecipanti.  Al contrario, delle foto brutte possono screditare e alterare la percezione del migliore dei LARP .
    Le foto mediano la stessa memoria e il giudizio che si dà dell’evento: non vanno sottovalutate.
  • Cosa caratterizza la tua realtà rispetto alle altre?
    Siamo gli unici in Italia a proporre campagne tematiche a ciclo annuale, che si esauriscono in 8-10 eventi.
    Questo format ci permette di offrire varietà di ambientazioni e situazioni, conservando un gioco più arioso, lento e meditato rispetto alla one-shot (dove tutto è più serrato, forzato).
    E’ un po’ la differenza che corre tra un film e una serie tv: in quest’ultima hai tutto il tempo di dipanare la vicenda nel dettaglio, sviluppare evoluzioni della trama e dei personaggi, correggere alcuni aspetti in corso d’opera.

IL CONTESTO

LARP A Night With... Marco Ferrari - Montodine Live - Live Pirati - The Bridge Kings of the Street, aprile 2018 - Battaglia di Dorset Street
The Bridge: Kings of the Street, aprile 2018 – Nell’evento a tema Gangs of New York, l’esplosione della dinamite segnò l’inizio de La Battaglia di Dorset Street
  • Negli ultimi anni il LARP italiano è molto cambiato e continua a cambiare, costantemente. Quali sono secondo te i punti chiave di questa realtà Italiana?
    Non saprei, non noto una cifra stilistica italiana né dei punti chiave specifici: sembra evidente il fatto che i LARP fantasy si siano un po’ diradati sul territorio nazionale per lasciare spazio a un’offerta più varia. Anche in Italia poi si comincia a prefigurare un professionismo di settore (leggi: gente che organizza LARP per lavoro). Ciò può essere un bene.
    Tuttavia, credo che i professionisti dovranno rilanciare su elevati standard di qualità per potersi affermare pienamente. Se bisogna pagare le tasse e portare a casa la pagnotta, si fa molta fatica a fare concorrenza a chi lo fa per volontariato e può devolvere interamente l’incasso dell’evento in materiali di gioco, location, effetti speciali etc…
  • Ti rifai ad un movimento nazionale, internazionale, o segui una via da te tracciata?
    Ultimamente evito di gettare lo sguardo fuori dall’Italia, per paura di trovare qualche scandinavo…
  • Riesci ad individuare altre tre realtà italiane con cui senti affinità per ideologie, temi, politiche e strategie adottate?
    Non nello specifico, ma personalmente osservo con interesse qualunque associazione che proponga format nuovi e originali.
  • Le piccole realtà, spina dorsale per decenni del LARP, stanno scomparendo: qual è la tua opinione in merito?
    Scompaiono le associazioni che hanno sempre misurato il proprio successo sul numero dei partecipanti.  Chi lavora con personalità e mettendoci il cuore, può tirare avanti con soddisfazione anche con una decina di giocatori. Chi scompare è perché decide di farlo.
  • Riesci ad individuare dei momenti storici precisi che permettano di dire “è successo qualcosa e da allora nulla è stato più come prima”?
    Nella realtà italiana, sicuramente le 42 tesi della Rivoluzione di Terre Spezzate.
    Ricordo che quando le abbiamo lette per la prima volta, io e gli altri organizzatori di Montodine Live, abbiamo pensato: “Acqua calda. Ma noi queste cose le facciamo già da tempo. Ha senso fare tutto questo casino?”. Col senno di poi, ne aveva: hanno messo nero su bianco ciò che molti di noi pensavano e lo hanno fatto con dei toni a tratti duri e antipatici… forse quello che ci voleva. Sono stati i primi a mettersi in discussione e gliene rendo merito.
  • Si parla tanto di “Nordic LARP”: qual è la tua opinione in merito?
    Sei sicuro di volerla sentire?
  • Il LARP si sta evolvendo verso forme sperimentali: talune intimiste, altre cinematografiche, alcune di denuncia sociale. Qual è la tua opinione in merito? Esistono argomenti Tabù?
    Non esistono argomenti tabù, purché si tenga sempre a mente che il LARP è intrattenimento, non archeologia sperimentale, attivismo politico o terapia di gruppo. Adoro i LARP in ambientazione storica e credo che la Storia possa offrire setting raffinatissimi, purché la si utilizzi come mezzo per amplificare la suggestione e non la si carichi di altre finalità.
    Vuoi fare un evento sulla Seconda Guerra Mondiale? Mi sta bene, purché sia un buon LARP di guerra. Se diventa un LARP di denuncia o un LARP della memoria, la cosa mi interessa di meno.
    Fin quando l’intrattenimento resta il fine ultimo del gioco di ruolo dal vivo, potrei digerire praticamente qualsiasi cosa.

I PROTAGONISTI

LARP A Night With... Marco Ferrari - Montodine Live - Live Pirati - I Tre Moschettieri, febbraio 2019-min
I Tre Moschettieri, febbraio 2019 – Evento sulle orme del noto cappa e spada di A. Dumas, la partecipazione era permessa solo su un invito diretto dello staff
  • Chi è il vero protagonista di un evento: la storia, il personaggio o il giocatore? Ti ascoltiamo…
    Solo un cavernicolo potrebbe attribuire il protagonismo di un evento al personaggio o peggio ancora al giocatore.
    Giocare di ruolo dal vivo è il piacere di scrivere tutti insieme una storia: questo significa che la storia ha il primato su ogni altra cosa. “Cosa farebbe il mio personaggio in questa situazione?” è la domanda che si fanno sempre i pessimi giocatori. Il buon giocatore dovrebbe chiedersi piuttosto “Cosa dovrebbe fare il mio personaggio per rendere la storia più bella?”
  • Come dovrebbe essere per te l’evento perfetto?
    L’evento perfetto è un’appagante esperienza corale in cui ciascun partecipante trova la sua perfetta collocazione, come la tessera di un mosaico.
    A mio parere, la buona riuscita di un evento non è mai un merito degli organizzatori o dei giocatori, ma sempre e solo di entrambi.
  • Cosa rende uno staff, un buono Staff?
    Credo il fatto di essere prima di tutto un gruppo di amici, che lavorano per far divertire altri amici.
    Si, mi piace essere banale.
  • Cosa rende una comunità, una buona comunità?
    Indubbiamente, una buona comunità è quella dove si costruisce una visione del gioco di ruolo condivisa.
    Questa sensibilità permette ai master una gestione più libera e disinvolta della narrazione e ai giocatori di poter sempre intuire la direzione del gioco, così da potersi regolare di conseguenza e offrire il proprio contributo al suo sviluppo.
    La creazione di questa visione di gioco condivisa è una conquista lenta e faticosa: difficile da ottenere già nelle piccole realtà. In quelle grandi credo sia impossibile da sviluppare a certi livelli.
  • Cosa rende un evento, un buon evento?
    Per deformazione personale direi: l’amore per il dettaglio.
    Nei nostri eventi cerchiamo di non farlo mai mancare, in quelli degli altri è un elemento che influenza tantissimo il mio giudizio.
  • Il gioco di ruolo è aperto a tutti ma non è per tutti: concordi? Perché?
    Si, concordo.
    Il gioco di ruolo dal vivo non è il regno delle possibilità e non è una fuga da sé stessi… anche se qualche vecchio pregiudizio lo vede come il rifugio di un sacco di gente irrisolta.
    Nel gioco di ruolo dal vivo noi mettiamo in prima linea la nostra personalità e la nostra fisicità: anche quando interpretiamo personalità opposte, siamo noi stessi all’ennesima potenza.
    Chi non è in grado di far fronte a questa cosa, farebbe bene a trovarsi un altro passatempo.

Con quest’ultima considerazione ringrazio Marco e ringrazio voi amici lettori che siete arrivati sino a qui. Se vi è piaciuta quest’intervista e volete leggerne altre cliccate su LARP: A Night With…

LARP a Night With...

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