Molti si staranno chiedendo, “e chi è Luca Falcone?”: ve lo spiego brevemente. Luca è la persona che tra tanti papabili ho ritenuto essere il perfetto canone del “giovane” organizzatore di LARP. Giovane non nel senso anagrafico del termine – per buona pace di qualcuno che già sento digrignare i denti davanti lo schermo, al muto grido di “oh, no: un altro vecchio!” – quanto piuttosto giovane a livello “lavorativo”. Luca, infatti, è passato in meno di otto anni da semplice giocatore italiano a Presidente di Soliptica – tra le più interessanti realtà ludiche del meridione – e infine, dopo una crisi associativa, a coordinarne uno dei progetti associativi.

LARP A Night With... Luca Falcone - Gen3si
Gen3si – tra le fonti d’ispirazione di Luca

Uno degli altri motivi principali per cui ho scelto Luca, e non altri, è stata l’umiltà delle sue risposte: quel suo “non so” che non ha alcuna vergogna e che anzi denota maturità. La maturità di dire, chiaramente, “non ho l’ardire di…“. Una maturità non proprio da tutti. Il coraggio di ammettere di non essere un “dotto” del gioco di ruolo dal vivo e di non avere alcuna “formula segreta”, alcuna verità in tasca: solo tanti dubbi, forza di volontà, coraggio e “voglia di…”.

Io ricordo bene quando iniziai a organizzare eventi, era il 2004: la preistoria. Nessuno sapeva nulla e le comunicazioni erano prossime allo zero. Niente 4G, solo 56k. Ognuno si arrangiava come poteva, forte solo delle sue idee e delle sue convinzioni. Ecco, Luca è un “giovane” perché ha potuto fare a meno di tutto quell’isolazionismo – talvolta anche voluto – ed ha avuto, invece, l’opportunità di poter approfittare dell’esperienza dei “giganti” (residuati bellici delle “Guerre Associative” di inizio millennio) quando e se lo desiderava – e riteneva – opportuno. Direttamente o indirettamente; chiedendo o solo ascoltando. Prendendo se voleva quel che riteneva utile e usarlo, per il divertimento di tutti.

Luca come molti altri che hanno iniziato a organizzare eventi negli ultimi anni può esser, si, definito un “nano sulle spalle di giganti”, perché si è potuto avvalere di una “rete di sicurezza” che altri non hanno avuto. Una rete intessuta di errori, fallimenti, esperienza, litigi e tradimenti da cui trarre insegnamenti. Ha avuto la fortuna (e nota bene, non la sfortuna) di iniziare in un momento in cui già molte realtà italiane si erano consolidate, tanto che alcune di queste già cercavano di “fare scuola”; una dottrina, questa, che fortunatamente sta prendendo sempre più piede, figlia della tradizione della “trasmissione dei saperi”. Sono infatti certo che in questo momento ognuno di voi abbia già in mente un esempio dove tale “strumento” è prassi; e sempre fortunatamente, sono altrettanto certo che ognuno di voi abbia in mente una differente realtà italiana, indice questo di diffusione e radicazione del fenomeno. La scuola dei giganti di domani.

In sintesi: Luca è il mio “giovane” perché tutti siamo stati in passato come lui. Allora sentiamo cos’ha da dire.

LA PERSONA

LARP A Night With... Luca Falcone - Presidente Soliptica
Napoli Comicon, 2019 – Soliptica al XXI Salone Internazionale del Fumetto; alle spalle di Luca il Dungeon realizzato per l’occasione, attrazione molto richiesta
  • Parliamo un po’ di te, presentati: chi sei?
    Luca Falcone, 40enne napoletano, in passato con molto più tempo libero di oggi ed ormai costretto alla spola casa-studio-Tribunale. Nondimeno, sempre legatissimo al gioco, che considero l’unico modo fattivo per coltivare quella parte bambina e creativa che, in ognuno di noi, dovrebbe bilanciare quella adulta e, per necessità, non più spensierata.  Le mie prime esperienze LARP si devono a “GRVItalia”, dove ho vissuto momenti molto belli ed imparato tanto, poi ho giocato anche grazie ad altre Associazioni a varie latitudini d’Italia e per ognuna di esse ho una parola d’affetto e di ringraziamento. Attualmente sono membro dell’Associazione Sportiva Dilettantistica “Soliptica” di Napoli, di cui sono anche stato Presidente, e nella stessa curo, da coordinatore del Gruppo Narrazione ed Ambientazione, il piccolo progetto “Extra Moenia, un gothic fantasy pre-steampunk dalla struttura e dall’ambientazione fortemente reattive, ma anche dagli intrighi politico-strategici piuttosto articolati.
  • Qual è il tuo più bel ricordo legato al LARP?
    Ce ne sono molti e di bellissimi, in particolare quelli trascorsi giocando con gli amici più cari. Ma ciò che mi è rimasta scolpita nella mente è la mia primissima sensazione quando, nel 2011, per la prima volta entrai in gioco, alla pineta di Castelfusano: credevo che in qualche modo mi sarei sentito a disagio… addirittura stupido… e invece mi accorsi immediatamente che lì, in quel “mondo”, eravamo noi che vestivamo i costumi più strambi ed imbracciavamo armi di lattice ad essere i “normali”. Avevo appena fatto conoscenza con la “sospensione dell’incredulità”, compagna di viaggio che da allora non ho più voluto abbandonare.
  • Qual è l’evento di cui vai più fiero? E quale quello di cui vai meno fiero?
    Quello di cui vado più fiero è il primo evento del progetto “Extra Moenia”, marzo 2017, perché fu una vera e propria sfida, fondata su tempi strettissimi e la necessità stupire e conquistare i soci con qualcosa di nuovo. Fu  un successo impensato ed imprevedibile, che permette al progetto di essere pienamente in sella ormai nel bel mezzo del suo terzo anno di vita.
    Quello di cui vado meno fiero è un evento della durata di due giorni di cui fui regista nel luglio del 2016. Non ero espertissimo e, banalmente, calcolai male i tempi a causa di valutazioni un po’ sciocche… e mi beccai l’arrivo della notte fra capo e collo, condannando tutti coloro che restarono ad aiutare ad uno scomodissimo e faticosissimo smontaggio. Da non ripetersi!
  • Quale è la peggiore crisi che hai dovuto affrontare? Come l’hai risolta e superata?
    La peggiore crisi la affrontai da Presidente di “Soliptica”. Si era venuta a creare una situazione di conflittualità interna a causa di alcuni soci un po’ troppo “rissaioli”. Ciò stava comportando una perdita di affezione verso il progetto che giocavamo all’epoca (che era anche l’unico dell’Associazione). Fu così che nacque “Extra Moenia”: per dimostrare che un’Associazione è un insieme operoso di persone che amano divertirsi assieme… e che c’è sempre modo di rimettersi in piedi e di ritrovare entusiasmo, spesso anche affrontando nuove sfide. Oggi “Soliptica” gestisce tre progetti sicuramente non enormi, ma che godono tutti di ottimo stato di salute!
  • Che contributo credi di aver dato al LARP Italiano in questi anni?
    Onestamente credo ben poco: ho giocato con centinaia di persone e spero che ognuna di esse, giocando con me, possa essersi divertita quanto mi sono divertito io grazie a loro, e nella mia città ho operato in due GNA (NdR: Gruppo Narrazione ed Ambientazione) con l’unico scopo di giocare e far giocare, di (ancora una volta) divertirmi e far divertire. Se grazie a me qualcuno, in qualche occasione, giocando LARP ha potuto ridere e sentirsi allegro, beh… allora si considerino quella risata e quell’allegria il mio piccolo, insignificante contributo a questa comunità di giocatori.

IL PALCOSCENICO

LARP A Night With... Luca Falcone
Extra Moenia, aprile 2019 – Le Leggi della Rivolta è stato il Capitolo XII del progetto associativo gothic fantasy pre-steampunk di Soliptica seguito da Luca
  • Come è cambiato il LARP da quando hai iniziato?
    Non mi considero per nulla un conoscitore del settore, ma mi è parso che le grandi saghe stiano cedendo il posto alle esperienze più brevi, ma più variegate. E che ci sia una generale tendenza a  passare da un’attività hobbistica, economica e spartana ad un’attività professionale, costosa e  per certi versi anche di lusso. Ciò permette a persone di indubbie capacità di valorizzare la propria competenza e ad altre assai meno dotate di misurarsi davvero con sé stesse, ed entrambe le cose le considero un gran bene, ma credo che per me il LARP resterà sempre e solo un passatempo, che non vorrei mai smettere di vivere con leggerezza e serenità.
  • Secondo te che direzione sta prendendo il LARP italiano?
    Come ho già avuto modo di sottolineare in precedenza, mi sembra che ci si muova verso il professionismo e,  in alcuni casi, credo ci si sia già ampiamente dentro e da tempo. Personalmente la considero una scelta coraggiosa, sia perché prevede l’assunzione di un rischio imprenditoriale, sia perché obbliga ognuno a misurarsi con la realtà, e faccio davvero i miei migliori auguri in particolare a coloro che, con realizzazioni davvero ammirevoli, stanno dimostrando un formidabile talento.
  • Qual è la ricetta per preparare un buon LARP?
    Torno ad affermare di non essere un conoscitore del settore… e men che meno un teorico. Mi limiterò, dunque, a riferire ciò che mi domando ossessivamente quando, assieme ai miei compagni di avventura (perché da solo mi annoierei, e dunque non lo farei mai!), provo con tutto me stesso a creare un LARP almeno decente: come possiamo fare per lasciare che i PG abbiano piena possibilità di scegliere cosa fare e di essere artefici del loro stesso destino? Cosa dobbiamo fare per non ingabbiarli? E, contemporaneamente, cosa dobbiamo fare perché ognuno di loro, o almeno ognuno dei loro gruppi, trovi qualcosa di interessante e di vicino alla propria visione in ciò che gli proponiamo?
  • Cosa non va mai fatto per – e durante –un LARP?
    Pensare di trovarsi davanti ad un film del quale si è il regista e l’autore. Niente di peggio che credere questo e guardare ai PG come ai propri attori. La storia, i fatti, le scelte, le emozioni, le conseguenze… tutto nasce dall’interazione e mai dalla scelta del singolo. In caso contrario ci si dovrà preparare al più triste degli effetti che si possano produrre sui PG: ad annoiarli.
  • Cosa rende un evento scadente? Cosa lo rende invece prestigioso?
    Prima di ogni altra cosa lo rende scadente la mancanza di entusiasmo, di freschezza e di compartecipazione. Cosa davvero renda, invece, un evento prestigioso non lo so ancora: di certo si tratta di un’alchimia a tratti quasi magica, ma sono (ancora) ben lontano dal padroneggiarla.
  • Cosa caratterizza la tua realtà rispetto alle altre?
    E’ un gruppo di ragazzi e ragazze (qualcuno più maturotto di altri…) che si incontra solo ed esclusivamente per divertirsi, che non presuppone alcun genere di utilità altra e che, come tale, si fonda su pochissimi doveri e moltissimi oneri. Perché ovviamente lo sappiamo tutti quanto sia impegnativo un hobby come il nostro, e chi vuole viverlo deve necessariamente anche coltivarlo. Detto questo, sono persuasissimo che questa caratteristica non sia certo solo nostra: sono tante le realtà che si declinano in questo stesso modo… e, se da una parte il professionismo sta producendo cose grandi, dall’altra anche questa genuinità collabora a conservare ancora attraente questo nostro “mondo”.

IL CONTESTO

LARP A Night With... Luca Falcone - Luca Falcone e Gianluigi Brugo al Romicon
Napoli Comicon, 28 aprile-1 maggio 2017 – Luca Falcone e Gianluigi Brugo al XIX Salone Internazionale del Fumetto dal tema “il rapporto tra fumetto e web”
  • Negli ultimi anni il LARP italiano è molto cambiato e continua a cambiare, costantemente. Quali sono secondo te i punti chiave di questa realtà Italiana?
    In questa fase io credo che i punti chiave di questo cambiamento siano principalmente la varietà e la sperimentazione. C’è tanto coraggio, nell’aria, e la voglia di fare e di innovare è palpabile. Poi, naturalmente, anche nelle sperimentazioni ognuno conserva il ritmo che sente più proprio… e forse questo genera anche ulteriore varietà. In effetti il ritmo di un live è sempre stato qualcosa di peculiare, in ognuno dei progetti nei quali ho potuto giocare.
  • Ti rifai ad un movimento nazionale, internazionale, o segui una via da te tracciata?
    No…  io, nel piccolo progetto che gestisco, mi rifaccio a ciò che abbiamo tracciato in gruppo, assieme e di comune accordo, quando abbiamo deciso di creare qualcosa di nuovo nell’ambito della nostra associazione.  E, dunque, ci rifacciamo ad un insieme di esperienze che, sintetizzate, ci hanno mostrato ciò che volevamo e ciò che non volevamo in un progetto LARP. Poi, per il resto, quanto riusciamo a mostrare di tutto ciò anche ai nostri giocatori è qualcosa che lascio giudicare a loro.
  • Riesci ad individuare altre tre realtà italiane con cui senti affinità per ideologie, temi, politiche e strategie adottate?
    Mi  risulta più facile indicare le realtà dalle quali abbiamo tratto spunto, insegnamento ed entusiasmo: GRVItalia con la Campagna AdunanzaWarhammer Live e Gen3si. Con queste realtà, fra loro peraltro anche molto diverse, percepisco a vario titolo delle affinità. E nei confronti di ognuna di esse provo riconoscenza per i bei momenti che mi hanno regalato.
  • Le piccole realtà, spina dorsale per decenni del LARP, stanno scomparendo: qual è la tua opinione in merito?
    Provengo proprio da una di esse e so bene quante difficoltà vanno affrontate: economiche, logistiche, talvolta motivazionali. E, come ogni volta in cui qualcosa si fonda solo su impegno e passione, l’andatura è sempre fatta da momenti di forza e momenti di debolezza. E d’altra parte è chiaro che una piccola realtà, non professionale bensì puramente hobbistica, è per sua stessa natura più fragile e, nel lungo periodo, più  portata a declinare… ma è anche portata per lo stesso motivo a rinascere od a rifiorire. E ciò finché esisteranno impegno e passione. Noi, per ora, ci siamo!
  • Riesci ad individuare dei momenti storici precisi che permettano di dire “è successo qualcosa e da allora nulla è stato più come prima”?
    Secondo la mia percezione uno di quei momenti fu a dicembre del 2015 quando presi parte all’evento di chiusura della Campagna Adunanza di GRVItalia. La percezione descritta nella domanda era davvero palpabile: stavamo vivendo il punto di arrivo di una campagna perdurata per più di quindici anni, il momento di chiusura della storia di centinaia di personaggi, alcuni davvero splendidi. Ed era chiaro a tutti che nulla sarebbe stato più uguale, anche se poi fosse stata aperta una nuova stagione (come poi è stato) con una nuova Campagna. Era chiaro perché, in quella che io percepivo ancora come una meravigliosa ed avvincente avventura collettiva, qualcosa stava già cambiando: dalla scelta di ridurre di un anno la durata della macrotrama abitualmente quinquennale alle sperimentazioni che, proprio quell’anno, erano state introdotte negli eventi minori. Già premevano i “nuovi stili” e tutti percepimmo, con tristezza, malinconia e, almeno per me, rimpianto, che quella, che era l’esperienza più antica e contemporaneamente più longeva, stava andando in quiescenza. Credo, nella storia del LARP italiano, di aver assistito ad uno spartiacque.
  • Si parla tanto di “Nordic LARP”: qual è la tua opinione in merito?
    Non l’ho mai sperimentato di persona, pur avendo letto parecchio a riguardo. Dunque… non mi esprimo. Non ancora, almeno.
  • Il LARP si sta evolvendo verso forme sperimentali: talune intimiste, altre cinematografiche, alcune di denuncia sociale. Qual è la tua opinione in merito? Esistono argomenti Tabù?
    Come ho già avuto modo di sottolineare, la sperimentazione è proprio una delle chiavi di volta del fenomeno LARP oggi.  Ed alla sperimentazione si affianca la varietà. Varietà delle tecniche, varietà dei temi, varietà degli obiettivi. Tutte cose che trovo assolutamente positive. Quanto ai tabù…  è proprio nella vita che non esistono. Tutti gli argomenti si possono trattare… il punto focale è sempre il “come”. Un “come” sul quale ci si gioca tutto, e che deve sempre essere accompagnato da attenzione, ragionamento e studio. E… ma questo purtroppo non è patrimonio di tutti… buon gusto.

I PROTAGONISTI

LARP A Night With... Luca Falcone - GRVItalia, Cavalierato della Falce, Acron
La Notte è Finita, CdI dicembre 2012 – Il Cavalierato della Falce è stato uno dei gruppi di gioco più numerosi dell’ultimo periodo della Campagna Adunanza
  • Chi è il vero protagonista di un evento: la storia, il personaggio o il giocatore? Ti ascoltiamo…
    Oddio… ovviamente il giocatore, visto che il personaggio è qualcosa di suo e solo suo, che egli può e deve gestire sulla base di ciò che lo diverte, e che la storia la fanno e la vivono i personaggi.
  • Come dovrebbe essere per te l’evento perfetto?
    Secondo me l’evento perfetto non esiste. E non può esistere in un mondo in costante evoluzione, oggetto di sperimentazione continua. L’evento perfetto al massimo è sempre il prossimo.
  • Cosa rende uno staff, un buono Staff?
    Il divertimento. Uno staff è buono se è affiatato. Ed è affiatato se si diverte assieme. Se, al di là di far giocare gli altri, sente che esso stesso sta giocando, e che il gioco che sta facendo gli piace. Dopo di che acquistano importanza creatività, attenzione, empatia, buona organizzazione, ma è tutto in secondo piano perché senza il divertimento qualunque staff si dissolve alla prima difficoltà.
  • Cosa rende una comunità, una buona comunità?
    Una domanda sulla quale credo si interroghino i sociologi. Una comunità, a mio modo di vedere, è buona quando è armonica quanto basta e nel suo interno convivono entusiasmo e rispetto, ricettività e senso critico, coesione ed individualismo. Ma ora rischio di avventurarmi in ragionamenti che vanno troppo in là… per cui preferisco fermarmi.
  • Cosa rende un evento, un buon evento?
    Il fatto che, al termine, coloro che a vario titolo vi hanno preso parte abbiano in volto entusiasmo e meraviglia… e che, in generale, sorridano.
  • Il gioco di ruolo è aperto a tutti ma non è per tutti: concordi? Perché?
    Questione davvero difficile, questa. Personalmente, io credo che il gioco di ruolo sia per tutti quelli che riescono ad aver ben chiaro in mente che esso non dona realtà alternative, ma splendide finzioni. Chi crede nel contrario mi preoccupa. Da sempre. Ma chi sono io per dire che il gioco di ruolo non è per loro? Io stesso ho giocato un po’ con tutti, e non ho mancato di divertirmi… per cui, nonostante la preoccupazione, e specialmente adesso che non rivesto più un ruolo di rappresentanza e di responsabilità nella mia associazione,  non mi sento di poter essere io ad erigere barriere.

Con quest’ultima considerazione ringrazio Luca e ringrazio voi amici lettori che siete arrivati sino a qui. Se vi è piaciuta quest’intervista e volete leggerne altre cliccate su LARP: A Night With…

LARP a Night With...

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