A volte la vita del Web Engineer è grama.

Immaginatevi di lavorare in un open space zeppo di persone che digitano sulle loro tastiere (spesso rigorosamente meccaniche), parlano in numerose conference call e, in generale, si annoiano.

Il più giovane del team (subito dopo il sottoscritto), non soddisfatto di possedere la tastiera più rumorosa dell’ufficio (e la sedia più cigolante), nei momenti più alienanti della giornata decide di deliziare gli astanti con una sinfonia atipica, che può solo peggiorare la già angusta situazione.

Tale soave melodia proviene da un Fidget Cube, il gadget probabilmente creato da Satana in persona, che permette di mantenere un certo focus sul proprio lavoro e – contemporaneamente – di attirare le ire dei colleghi, tutto ciò grazie a una quantità smisurata di suoni meccanici provenienti dalle sue facce.

Click-clack-click-clack-sprrr-sprrr-tic-tic-toc-toc…

I geniali quanto diabolici creatori di questo strumento di tortura hanno tuttavia deciso di migliorare il loro punteggio karmico nei miei confronti grazie a una campagna Kickstarter tutt’ora in corso.

Fidget Factory, gioco di Matthew e Mark McLachlan da due a cinque giocatori, edito da antsy labs, ci mette nei panni di un team di imprenditori alle prese con un improvviso aumento di popolarità del loro prodotto (ovviamente un Fidget Cube). Sarà cura dei partecipanti al tavolo riuscire a consegnare tale prodotto nella sua versione finale entro il termine della partita.

player fidget factory tabellone
Il tabellone di gioco, con gli spazi per i vari obiettivi, i dadi (tra cui il Fidget Cube) e una miniatura troll.

Scadenze, ansia, seccatori e caffè

Fidget Factory è un gioco cooperativo in tempo reale (dove quindi si gareggia contro un timer) in cui per vincere si deve completare le sei facce del Fidget Cube, ovvero un gigantesco dado migliorabile durante la partita (avete presente Dice Forge?).

Ogni giocatore possiede un cappello (perché si sa, ogni imprenditore che si rispetti veste sempre uno strambo cappello) che indica quanti dadi tirare nel proprio turno assieme al Fidget Cube, nonchè delle abilità speciali o regole (positive o negative) da rispettare. Per esempio, il cappello del politico richiede di stringere la mano ad ogni giocatore prima di lanciare i dadi, quello da T-Rex di tenere i polsi sempre attaccati al busto, mentre quello del complottista di tenere il mento appoggiato al tavolo (“Vedete? È perfettamente piatto!”).

Nel proprio turno il giocatore spende i dadi che ha lanciato per cercare di completare gli obiettivi sul tabellone (ovvero acquisirne la relativa carta). Un tris di obiettivi uguali completati permette di costruire una faccia del Fidget Cube, che man mano diventerà sempre più performante.

Alla fine del proprio turno, prima di passare la mano al giocatore successivo, dovrà riposizionare tutti i dadi nell’apposito spazio del tabellone e girare una nuova carta obiettivo, posizionandola sul relativo spazio. Nel caso quest’ultimo fosse già occupato, dovrà posizionarla in uno dei tre spazi “obiettivi di troppo“. Se anche essi dovessero essere pieni, la squadra perde un token caffé.

È finito il caffè? Game over.

Ogni volta che il timer (impostato a tanti minuti quanti sono i giocatori) scatta, ci sarà un forte aumento degli obiettivi.

È la terza volta che il timer suona? Game over.

Come se non bastasse, tra gli obiettivi si insinuano anche dei troll, che ruberanno un dado finché non verranno battuti con tre risorse qualsiasi.

player fidget factory cappelli
Alcuni dei cappelli disponibili nel gioco. Sullo sfondo, dell’ottimo caffè!

Prime impressioni

Fidget Factory sembra un ottimo simulatore della vita di uno startupper (e/o Web Engineer). Le premesse son buone: coniugare la gestione di un dado migliorabile (simile al già citato Dice Forge) con la gestione del tempo reale (come quella di Reazione Rapida) e tante situazioni buffe o imbarazzanti (che ricordano Vudù) non sembra essere un’impresa semplice, ma potrebbe portare a risultati interessanti.

Il progetto Kickstarter ha già raggiunto (e abbondantemente superato) la quota minima per il finanziamento, quindi non resta che augurare ad antsy lab un buon termine di campagna e di rivederci con la recensione finale di Fidget Factory.

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