Allarme aumento prezzi per la Serie A | Se questa legge va in vigore i costi saranno folli

geoblocking ecco cos è

Si discute da tempo sui prezzi alti per le trasmissioni delle partite di calcio, ma in futuro potrebbe esserci uno scenario ancora peggiore.

Il calcio è lo sport più seguito in Italia e da ormai diversi anni tantissimi tifosi e appassionati di questo sport sono costretti a pagare anche più di un abbonamento per seguire la propria squadra del cuore.
Uno scenario che nei prossimi anni potrebbe peggiorare ancora di più con le ultime notizie che arrivano direttamente dal Parlamento europeo.
In ballo c’è una decisione, apparentemente scollegata dal calcio, che potrebbe però influire molto sui costi per le trasmissione degli eventi sportivi in Italia.

Attualmente il campionato di calcio di Serie A può essere seguito esclusivamente su DAZN, piattaforma che trasmette eventi sportivi in streaming e che da tre stagioni e per quelle successive ha acquisito i diritti per la messa in onda del massimo campionato italiano.
Sky Sport, d’altro canto, ha i diritti per la Champions League e altri campionati esteri e poi c’è Amazon Prime Video che trasmette una partita a settimana della massima competizione europea in esclusiva.

Se si volesse guardare dunque tutte le partite della stagione, anche solamente quelle relative alla propria squadra del cuore, si sarebbe obbligati a pagare per tre abbonamenti mensili o annuali.
Negli ultimi anni poi abbiamo assistito a feroci e sempre più frequenti critiche da parte dei tifosi per l’aumento dei prezzi degli abbonamenti al quale, soprattutto nel caso di DAZN, non sempre è corrisposto un aumento della qualità delle trasmissioni a detta delle critiche che si leggono sul web.

Partite di calcio in TV: c’è il serio rischio che i prezzi aumentino sempre di più

Negli ultimi giorni si sta parlando spesso di una decisione affidata al Parlamento europeo che potrebbe cambiare nettamente gli equilibri relativi ai prodotti audiovisivi, tra cui chiaramente anche le partite di calcio trasmesse in TV e su tutti gli altri dispositivi su cui è possibile vederli come smartphone, tablet e computer.
Secondo alcuni addetti ai lavori questa decisione potrebbe influire negativamente sulle partite di calcio generando un aumento dei prezzi in generale.

Chiaramente si tratta solamente di ipotesi e non di notizie certe, ma è una serie di pensieri che sta preoccupando molto i tifosi e gli appassionati di calcio che in un futuro non troppo remoto potrebbero essere costretti a sborsare molti più soldi di quanto non facciano già attualmente.
Un aumento dei prezzi che potrebbe essere ancora più pesante se consideriamo che è ancora in corso la cosiddetta “lotta al pezzotto” per disincentivare la pirateria.

Dazn

Questo allarme sarebbe strettamente collegato alla decisione del Parlamento europeo sul geoblocking dei prodotti audiovisivi.
Il “geoblocking” è un termine che indica il blocco di alcuni prodotti audiovisivi (film, serie tv, programmi televisivi, eventi sportivi) in base alla posizione geografica nel mondo.
Un fenomeno che esiste già da tempo, ma che in futuro potrebbe cambiare in maniera netta.

Stop al geoblocking, ma c’è rischio che il calcio costi molto di più

Negli ultimi tempi le maggiori istituzioni politiche hanno valutato l’ipotesi di abolire il geoblocking e dunque di rendere diversi prodotti audiovisivi in tutto il mondo in egual misura senza blocchi e censure di sorta.
Una decisione è prevista anche da parte del Parlamento europeo che, a quanto pare, sarebbe favorevole allo stop del geoblocking.

Si tratta di una notizia che potrebbe far piacere a tantissime persone che magari fino a questo momento sono state costrette a utilizzare una VPN per guardare contenuti non approvati in Italia, ma a quanto pare potrebbe essere invece una brutta notizia per i tifosi di calcio.
Secondo Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, lo stop al geoblocking potrebbe favorire l’aumento dei prezzi per le partite di calcio.

geoblocking stop

De Siervo ha sottolineato come lo stop al geoblocking sia necessario per permettere la diversità culturale anche nei prodotti audiovisivi, ma che allo stesso tempo bisogna garantire delle regole ben precise sui prodotti che sono protetti dal copyright.
C’è bisogno di norme chiare per evitare che in futuro ci siano meno investimenti sul calcio e dunque prezzi più alti per gli abbonamenti, ma per avere una decisione definitiva bisogna aspettare il 2025.