Acquistare una casa quest’anno è incauto| I mutui sembrano inaccessibili, il parlamento interviene

mutui impossibili da fare nel 2023

Diventa sempre più difficile chiedere un mutuo: almeno per il prossimo anno sarà quasi impossibile a causa della crisi economica

Oggi è praticamente impossibile comprare casa senza ottenere un mutuo. In pochi hanno a disposizione centinaia di migliaia di euro liquidi e, magari, pronti sul conto in banca, specialmente se parliamo di giovani che a stento hanno firmato il primo contratto da qualche anno.

Eppure, la situazione sembra peggiorare.

Cosa succede?

Bisogna sempre considerare la crisi economica che stiamo vivendo in questo periodo, successiva sia ad anni di pandemia globale che alla situazione geopolitica traballante con la guerra in Ucraina e la scarsità delle risorse.

Immagine che mostra percentuali su scalini sempre più alti

Il tasso di interesse che tanto sentiamo nominare è ciò che gli economisti chiamano “il prezzo del denaro”: più ricchezza c’è in circolazione, più il tasso di interesse è basso, più diminuisce la disponibilità economica, più l’interesse sale. Non è difficile comprendere in quale delle due situazioni ci troviamo in questo periodo storico.

Con il tasso di interesse che continua ad aumentare gli investimenti costano di più e se gli investimenti costano di più aumentano i prezzi dei prodotti in vendita. A questi aumenti non corrisponde una simile impennata degli stipendi, che, invece, restano sempre uguali, se non consideriamo, poi, che anche la disoccupazione è in preoccupante aumento: del resto, se gli investimenti costano, diventa ben più difficile assumere nuove persone o aumentare il salario per chi ha un’attività.

Quindi i mutui?

Un mutuo è, di fatto, un prestito di denaro con cui una banca finanzia l’investimento di acquistare una casa. Quel prestito viene ripagato mensilmente con l’aggiunta del “prezzo del denaro”, appunto gli interessi. Quindi la prima cosa che tende ad aumentare in questo periodo è proprio il costo di accendere un mutuo.

Modellino di una casa appoggiato su banconote

Facciamo un esempio pratico: una persona con uno stipendio medio, quindi intorno ai 1.400 euro, fino all’anno scorso avrebbe potuto chiedere circa 100.000 euro di mutuo per poi ripagarli in 25 anni, con il 70% di interessi, con una rata mensile di circa 500 euro. Oggi, invece, per la stessa cifra, bisognerà pagare almeno 600 euro per lo stesso periodo di tempo. Quindi un aumento del 25% su una cifra che verrà scomputata nell’arco di tutta una vita lavorativa.

Fortunato chi lo ottiene…

Inoltre, questo è solo nel caso in cui si riesce ad ottenere un mutuo. Infatti, gli istituti bancari sono sempre più restii a concederli. Del resto, con la crisi in corso è altamente probabile che una persona possa soccombere economicamente diventando insolvente e non riuscendo più a pagare il suo debito.

Di conseguenza sono richieste garanzie sempre maggiori per i prestiti. Tornando all’esempio di prima uno stipendio medio non basta più, perché la banca potrebbe ritenere che una persona non potrebbe andare avanti decurtando ogni mese 600 euro da uno stipendio di 1.400 euro. Quindi, per lo stesso tipo di prestito sarebbe richiesto uno stipendio netto e fisso di almeno 1.800 euro.

I giovani i più svantaggiati

Naturalmente i più svantaggiati da tutta questa situazione sono i più giovani che, magari, vorrebbero evitare anni di affitto e provare a costruire il loro tetto domestico. Un’età in cui i primi lavori non brillano per rigonfiamenti nelle buste paga e per garanzie da fornire ad una banca.

Mutuo

Per fortuna che ci sono iniziative governative come prestiti agevolati e sgravi fiscali per situazioni del genere, ma non tutti possono beneficiarne e, soprattutto, non tutte le banche aderiscono a simili iniziative.

La situazione, almeno per questo anno, sembra tragica. Ancora di più se si considera la svolta green dell’Unione Europea che limiterà di molto la commercialità delle strutture non eco-sostenibili entro il 2030. Di conseguenza, in questi ultimi anni saranno molte di più le persone disposte a vendere, allo scopo di liberarsi prima di un immobile che diventerà inutile, rispetto a quelle che potranno permettersi di comprare.